Inter, Dodò: "Per la mia formazione conta molto giocare nell'Inter"

L'esterno brasiliano si gode il momento e ringrazia la società nerazzurra per la fiducia dimostrata. Alle porte il debutto nel Brasile di Dunga.

Dall'Inter alla Nazionale. Procede a gonfie e vele l'apprendistato di Dodò nel calcio che conta. L'innamoramento di Sabatini prima, le difficoltà nella Capitale, la chiamata dell'Inter. Con Mazzarri un pre-campionato da protagonista e la conferma da titolare per la prima di A. Dodò si prende l'Inter e gioca da consumato attore sul suolo italiano, ma anche in Europa League. A coronare il film del giovane brasiliano la chiamata del Ct Dunga, impegnato a ricostruire una Selecao sbriciolata dal Mondiale di casa "Sono davvero molto felice, non pensavo che la convocazione potesse arrivare proprio adesso perché il Brasile ha giocato di recente quindi non potevo saperlo. Ero in Ucraina per la gara di Europa League, è stata davvero una bella sorpresa".

Fondamentale per l'approdo alla maglia verdeoro l'impiego assiduo in nerazzurro, con Mazzarri pronto a mettere da parte giocatori di maggior esperienza per far posto al talentuoso ragazzo di Campinas "L'evoluzione è dovuta al numero di partite giocate, ma anche al fatto che cambiando Paese è cambiato anche il livello del campionato. Ho imparato tante cose, ho avuto il piacere di giocare con gente come William e tanti altri campioni al Corinthians, ma in Italia c'è un tipo di gioco molto tattico, magari un po' più lento se equiparato ad altri campionati europei. In difesa si lavora molto. Devo dire che per la mia formazione e per il mio apprendimento quotidiano, conta molto il fatto di giocare nell'Inter". Sull'infortunio subito in patria "Ho vissuto questo episodio difficile, che mi ha fatto perdere qualche mese sul piano calcistico ma mi ha portato maturità, perché quando stai fermo trovi dentro di te lo stimolo per uscire al più presto da queste situazioni".

Il Brasile, un vortice di timore e orgoglio "Spero che vada tutto bene, conosco già alcuni giocatori perché sono stati miei compagni nelle nazionali giovanili, mentre altri li ho avuti come avversari. Sono felice di vivere questa esperienza, voglio capire le istruzioni di Dunga e mostrare i frutti del mio lavoro nella Seleçao. Spero di essere all'altezza".


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