Vidic: "Vincere è importante e, ancora di più, mantenere la porta inviolata"

Vidic ha parlato nella conferenza stampa prima di Palermo-Inter soffermandosi sul suo lavoro per ambientarsi al meglio e aiutare l'Inter a conquistare gli obiettivi stagionali

Vidic: "Vincere è importante e, ancora di più, mantenere la porta inviolata"
Nemanja Vidic

Giorno di vigilia di campionato, giorno di conferenza stampa. Questa volta però a parlare non è stato Walter Mazzarri ma Nemanja Vidić, il nuovo difensore dellIinter che è pronto a tornare in campo in Serie A contro il Palermo dopo lo stop di domenca scorsa per squalifica. 

I neorazzurri arrivano da due vittorie consecutive e l'intenzione è di contnuare così e far bene anche contro il Palermo domani sera: "Bello avere vinto, abbiamo pareggiato la prima. Stiamo vincendo parecchie partite di fila, adesso vogliamo fare bene anche a Palermo".

Appena arrivato in Italia, Vidic ammette di aver ancora bisogno di adattarsi a questo campionato, in particolar modo per la diversa modalità nell'arbitraggio: 
"Ho notato le differenze rispetto a prima, ma dobbiamo considerare anche i giocatori che non rendono il lavoro degli arbitri molto facile. In Premier i giocatori aiutano i direttori di gara, quindi devo adattarmi sia a loro che agli avversari. Ho parlato con l'addetto agli arbitri dell'Inter e spero di capire al meglio nel minor tempo possibile"; non solo gli arbitri però, la Serie A è molto diversa dalla Premier League in molte cose: "Chiaro, devo ancora adattarmi. Devo conoscere tutto, non è la stessa cosa rispetto alla Premier. Devo adattarmi anche agli arbitri, per gli obiettivi è ancora presto. Pensiamo partita per partita, l'obiettivo è la Champions League".

Con tanta esperienza alle spalle, il difensore parla del suo ruolo in squadra: "In questo caso devo parlare di tutti, ci sono tanti giocatori esperti, sia nel modo di allenarsi che nel comportamento fuori dal campo. Dovremmo cercare di raggiungere gli obiettivi, ma lavorando insieme potremo farcela".

Si passa poi all'aspetto tecnico, alle differenze tra Ferguson e Mazzarri e alla difficoltà o meno di giocare a tre in difesa: "Credo che la più importante sia avere a livello di squadra una bella atmosfera. Tatticamente a Manchester giocavamo con il 4-4-2 o 4-5-1, qui è diverso. Stiamo lavorando duramente, ma devo dire che per ora mi sento a mio agio. Spero di mostrarlo anche a Palermo. È tutta la squadra che difende bene. Dietro dimostriamo affidabilità"; difesa che ancora non ha subito gol: "Penso che sia importante mostrare la solidità difensiva, anche per gli attaccanti che in questo modo possono avere meno pressioni. Non sarà facile continuare così, la cosa più importante è vincere, ancor di più di mantenere la porta inviolata".

Dopo una lunga carriera al Manchester United, Vidic ha scelto di cambiare e arrivare all'Inter: "Ero molto eccitato quando mi hanno informato dell'Inter. Altre volte ho avuto la possibilità di venire in Italia, ma questo era il momento giusto per venire in Serie A. Quando sono arrivato all'Inter mi hanno accolto tutti alla grande, anche se i primi giorni sono stati strani. Io avevo già deciso di venire all'Inter, mi sono lasciato bene con lo United. Non hanno cercato di tratternermi dopo la firma".

Non vuole parlare invece di obiettivi: "Dobbiamo pensare partita dopo partita. Dopo la sosta vogliamo proseguire nel migliore dei modi".

Tornando al tema arbitrale, Vidic spiega che non vuole cambaire il calcio italiano: "Per quanto mi riguarda non sono venuto qui per cambiare. Se mi chiedi cosa preferisco dico che il modo di giocare della Premier è meglio per me. Un fallo può succedere, una volta lo subisci e l'altra lo commetti. Il ritmo di gioco, legato alle situazioni, potrebbe essere cambiato per rendere il gioco più veloce e piacevole".

Infine Vidic rivolge un pensiero a Dejan Stanokovic, vecchio amico e compagno, ora secondo di Stramaccioni all'Udinese: "Ho visto Deki contro il Sassuolo. È davvero contento di fare l'allenatore, ha lavorato con persone importanti. Io spero di finire la mia carriera per poi diventare allenatore professionista in futuro".


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