Thohir parla all'assemblea dei soci: "Il nostro progetto ha bisogno di tempo. Mazzarri ha piena fiducia"

Nella conferenza stampa voluta ai margini dell'assemblea annuale dei soci, Thohir e gli altri rispondono alle domande della stampa sui temi caldi del progetto nerazzurro all'indomani della sfida contro il Napoli. Tantissimi i temi toccati: dal Fair Paly Finanziario, al nuovo stadio, passando per Mazzarri e le qualità della squadra, fino al bilancio e alla crescita del brand.

Thohir parla all'assemblea dei soci: "Il nostro progetto ha bisogno di tempo. Mazzarri ha piena fiducia"
Thohir parla all'assemblea dei soci: " Il nostro progetto ha bisogno di tempo ma la strada è quella giusta. Contano risulati e qualità. Mazzarri ha piena fiducia."

Il Presidente Thohir ha da poco lasciato il West In Hotel a Milano dove ha parlato alla consueta assemblea annuale dei soci. Ha illustrato i conti e ha poi riassunto ciò di cui si è discusso, in una conferenza stampa indetta proprio per dare ragione delle questioni calde del progetto nerazzurro. Piano di rilancio, aumento dei ricavi, mercificazione del brand, nuovo stadio, obiettivo Champions per tornare ad essere competitivi nel mondo. La strada è quella giusta e per dimostrarlo si affrontano anche questioni prettamente sportive: i risultati arriveranno, sono quelli che contano, fiducia massima accordata a Mazzarri dunque.

La questione Fair Play Finanziaro è di grande attualità e il progetto nerazzurro a riguardo dovrebbe sposarsi con le idee dell'UEFA. Thohir ha spiegato gli argomenti circa questo progetto. 

" Le norme del Fair Play Finanziario saranno introdotte per tutti i club, non voglio confrontare l'Inter con altre società che gestiamo in altri paesi più piccoli ma abbiamo esperienza. Negli Usa ci sono state situazioni analoghe. Rispettiamo le normative, Il Fair Play contiene un messaggio positivo. Fa in modo che i club non siano giocattoli in mano a pochi, è un rischio. Per me questo è importante perchè l'Inter è un brand e va tutetalato. Ci deve essere un piano complessivo per tutta la nazione affinchè sia concorrenziale anceh con l'estero. Servono 2-3 anni per fare tutto ciò, l'anno scorso buoni risultati, quest'anno vogliamo rimanere in Europa. Però vogliamo cercare di arrivare in Champions, sono convinto del progetto e della solidità del team. Molti ovviamente si chiedono il perchè di alcune scelte, il nostro progetto però si splama su 2-3 anni, poi vedremo i risultati."

Sull'argomento interviene anche Bolingbroke: " E' qualcosa a cui siamo favorevoli, è un'idea razionale e darà forza al calcio europeo. Come club siamo a favore, stiamo mettendo a punto un piano quinquennale che si svolgerà entro il limiti delle linee guida del Fair Play. Non immaginiamo un club in perdita rimarremo fedeli alle linee guida. Abbiamo incontrato l'Uefa perchè in passato si sono accumulato perdite che hanno portato al passivo. Abbiamo dovuto assicurare di essere pronti a sistemare quello che è andato storto nel passato. Ora pensiamo al futuro. Il 7 novemre ci sarà un'incontro importante, le nostre intenzione dovranno essere confermate dai fatti. A febbraio si decideranno le sanzioni ai club e noi accetteremo ogni sentenza. La trasparenza sarà il motto del futuro."

Altra questione di grende interesse è quella riguardante il nuovo stadio. Thohir e Fassone prendono la parola per spiegare ancora una volta la posizione dell'Inter.

"Non posso dire molto a riguardo in questa fase -chiosa il presidente- devo incontrare nuovamente una serie di club. Internamente stiamo avendo discussioni costanti, da qui a gennaio chiariremo la nostra posizione. Bisogna pensare a tutte le strutture. " Fassone dal canto suo risponde così: "Lo Stadio di San siro coinvolge tre realtà, la nostra, quella del Milan e quella della città. Non siamo soli a dover decidere. Il discorso è in corso da tempo, abbiamo bisogno di un paio di maesi per arrivare ad una decisione interna definitiva: rimanere a San siro da soli, con il Milan o costruire un nuovo impianto in una delle aree già definite. Non aspettativi comunque risultati in breve tempo. quello che è certo è che investiremo 22 milioni di euro con il Milan nel Meazza in occasione della finale di Champions."

 

Alla domanda se è vero che nel contratto di Mazzarri esiste una postilla che prevede l'esonero nel caso in cui non raggiunga, Ausilio prende la parola.

"Non c'è alcuna postilla nel contratto, è stato prolungato di un anno quello previsto con scadenza 2015. Ci sono solo premi che si aggiungono al contesto fisso riconosciuti sulla base di successi. Solo cose positive. I successi sono un buon cammino in Europa League e obiettivi più ambizioni e realistici, tra questi cercare di rientrare in Champions League. Per il resto, la strada e quello che vogliamo tutti, Mazzarri per primo, è quella che ieri sera abbiamo intravisto. Abbiamo sbagliato due partite, ci siamo assunti tutti le nostre respinsabilità, a partire dalla condizione fisica e da quello che c'è dietro. Ci son tanti giocatori rientrati a preparazione completata, molti hanno fatto il Mondiale, qualcuno è tornato infortunato come Palacio che solo ieri si è visto in condizione accettabile. Queste sono cose che possono ritardare le performance della squadra. Ieri, nonostante l'emergenza in alcune zone, come Obi e Mbaye a destra, la squadra nel primo tempo strameritava di andare in vantaggio e nel secondo ha risposto colpo su colpo contro una grande come il Napoli. Questa è la strada, è quello che ci aspettiamo da Mazzarri e dai giocatori, tutti stiamo lavorando per il bene dell'Inter".

E' certo che il rigore finanziario dovrà essere coniugato con l'ulteriore competitività di questa squadra, o almeno provare. Thohir ha le idee molto chiare.

"Sono assolutamente convinto della bontà di quanto fatto finora, la direzione è giusta. Com'è ormai chiaro i ricavi non vengono solo dai media, ma anche da stadio e altri aspetti commerciali. C'è una sorta di cronologia che il management dovrà seguire per realizzare tutto. Le notizie buone non sono legate ai numeri dei ricavi, ci sono anche altre informazioni come gli accordi per i diritti televisivi, la raccolta nei prossimi 2-3 anni dalle sponsorizzazioni. Per quanto riguarda i ricavi dallo stadio, bisogna agire in fretta perché altri club hanno già annunciato la costruzione di stadi nuovi e non possiamo arrivare decimi in questo. In Premier League ci sono cose che si muovono verso un nuovo accordo sui diritti televisivi, si parla di ricavi da 150 milioni di euro. Quanti in Italia ci arriverebbero? Nessuno. Quando parliamo di giocatori, dico che dobbiamo tornare a essere nella top ten del mondo. A volte i tifosi dimenticano quello che facciamo di buono e ricordano solo le cose andate storte. Molti media hanno detto che sono entrato nel mio ruolo il 15 ottobre, ma è avvenuto il 15 novembre. In questi 11 mesi abbiamo fatto proprio questo, abbiamo cambiato tante cose. Abbiamo fatto arrivare già a gennaio giocatori nuovi, sono arrivati Hernanes e D'Ambrosio con grosse spese. In estate abbiamo speso soldi, ma la gente si ricorda solo le cessioni perché bisogna rispettare la comprioprietà. Ma in realtà il club spende e parecchio, abbiamo fatto entrare più giocatori per essere competitivi. Se guardiamo i nostri obiettivi, e lo dicevo l'anno scorso, avveamo un obiettivo di 26,5 di età media. Siamo arrivati a 26,4. Ed è importante rispettare il Fair Play, non dobbiamo solo spendere ma anche aumentare i ricavi, perché altrimenti mancherebbe il pareggio e non saremmo a norma. Per questo sono attento e rispetto quello che Piero e Marco hanno fatto negli ultimi mesi. Questo ci permette di costruire una squadra competitiva ma non è facile, tutti i club italiani nei prossimi 2 anni si troveranno a gestire una situazione difficile, quando si realizzerà la questione diritti tv in UK. Dobbiamo stare attenti ai parametri e a raggiungere i nostri obiettivi. Se a gennaio avessimo avuto tutti gli infortuni di adesso, poteva essere una situazione grave. Abbiamo potuto equilinbrare la squadra e lo abbiamo fatto. Noi facciamo anche attenzione che le persone siano pronte a far parte dell'Inter, se le cose non andassero bene i giocatori stessi dovrebbero capire che l'Inter non è il loro posto. Ieri abbiamo risposto bene, dovremo continuare a farlo nelle prossime 31 partite. Il momento è difficile ma sono passate solo 7 partite, sono convinto delbuon lavoro svolto e alla fine i risultati si vedranno. "

E ancora: "Io non posso essere un leader di quelli che quando qualcosa va storto dà la colpa in giro. Come leader devo capire dove ho sbagliato o dove ha sbagliato il management. Per questo prendiamo le decisioni collettivamente perché tutti vogliamo riportare in alto l'Inter. Bisogna passare dal decimo al nono, ottavo, settimo posto e continuare a salire. Ma alla fine conta aver costruito una squadra forte nonostante le difficoltà, che riguarderanno molte altre società. Nei prossimi due anni altri avranno enormi problemi se non si farà squadra. La Lega è importantissima. A livello di club abbiamo un piano, ma siamo parte di una Lega che prevede la presenza di altri club con cui lavorare. E devo dire che nella Serie A ci sono stati cambiamenti, c'è stata un'apertura internazionale. E grazie agli scambi con altri presidenti e istituzioni, ho capito che c'è una buona comprensione della situazione italiana. Il calcio è trainante per l'economia italiana, se viene a crollare il settore immaginate le ripercussioni non solo per i club ma per la gente, per chi lavora nell'indotto del calcio. Siamo in un periodo di transizione che come Inter dovremo affrontare lavorando duramente e bisognaerà collaborare al cambiamento con la Lega. La Serie A rischia di diventare la nona al mondo, bisogna essere pronti ad affrontare gli sviluppi futuri. Spenderemo, spendiamo, ma quello che conta è il risultato della squadra anche più nel lungo termine. E sono convinto che il risultato ci sarà".

 

Manager stranieri. In casa nerazzurra ce ne sono davvero molti.

Thohir: "Non è colpa mia, è qualcosa che fa parte della storia del club negli ultimi 108 anni. Abbiamo 2-3 giocatori, Bonazzoli, Sciacca e Palazzi, che hanno giocato nell'under 19. La cosa più importante è come noi andiamo in campo. Stessa cosa riguarda il management. Dobbiamo essere concorrenziali, continuo a dire che il calcio non è più solo un settore sportivo, è diventato un ambito media e di consumo. E' importante in campo e fuori, che non si pensi solo al calcio, al calcio, al calcio, perché lo stadio non è solo un campo di gioco. Poi ci sono le tifoserie. Il mondo sta cambiando, per coinvolgere i nostri tifosi dovremo andare su canali sempre più digitali. Io sono fiducioso nelle capacità del nostro team, abbiamo reclutato Luca, Daria, Luigi, Leo e Roberto, sono ancora con noi. Ma è importante portare in azienda gente con esperienza. Williamson è presente in tanti contesti, lavoro con lui da sei anni. Bolingbroke ha esperienza con uno dei più grandi club mondiali da 7 anni. Abbiamo fatto entrare Claire da Apple, perché la prima volta che l'abbiamo incontrata ha detto che avrebbe lasciato Apple perché ex giocatrice di calcio. Per me è semplice, quando le ho spiegato il piano lei ha capito tutto. Il suo background è importantissimo per dar vita alla nostra strategia. Noi non vogliamo raggiungere solo i fan italiani, ma tutte le persone del mondo che potranno vedere la partita senza essere allo stadio. Ci saranno persone che arriveranno allo stadio dall'estero sempre in numero maggiore. Allo stadio ieri c'era un gruppo di asiatici. Immaginate 264 milioni di fan che vorrebbero venire. Questo è il momento di creare i canali che tengano collegati gli appassionati. Non dobbiamo avere pregiudizi, bisogna creare un team forte. Siamo convinti che il lavoro che stiamo facendo è buono, siamo stati trasparenti. Non credo che gli azionisti abbiano mai partecipato a un'assemblea così, ma era giusto che capissero il nostro piano".

Interviene anche Bolingbroke: "Il parallelo di Thohir è importante. I giocatori che scegliamo non vengono scelti in base alla nazionalità ma al valore. Il management è uguale. Per il mio team voglio le persone migliori che riesco a reperire in giro per il mondo. Abbiamo preso Dan Chard che si occuperà delle sponsorizzazioni, è uno dei migliori al mondo e non è italiano. Ce la farà perché è uno dei migliori nel suo ruolo. Claire Lewis si occupa del nostro marketing dopo essere stata alto dirigente in Apple. Pochi dubiteranno che la sua scuola non sia tra le migliori. Poi James White, che si occuperà di web e social media e svilupperà su questo ambito la strategia commerciale con Claire. Era al Manchester United, come la Lewis anche lui parla italiano anche se non è essenziale. Nel campo come fuori dal campo bisogna intrecciare entrambi gli aspetti: come sul campo, anche fuori bisogna prendere i migliori".

E' certo che per migliorare il brand, bisogna acquisire anche giocatori che abbiano rilevanza mediatica all'estero. Farlo, rispettando i parametri potrebbe esser difficile.

Thohir: "Non è solo una questione di marketing, quando un giocatore arriva all'Inter deve ancora qualificarsi, non basta il nome. Quando prendiamo nuovi giocatori servono le qualità tecniche, non di marketing. Ma visto che prendiamo decisioni collettive valutiamo anche le influenze marketing. Incontriamo gli sponsor per capire il loro parere, ma non possiamo aspettarci di prendere giocatori cinesi se non sono bravi. Chi veste la maglia dell'Inter deve essere in grado di battersi indossando quella maglia, al livello di Inter".

Aggiunge poi Ausilio: "Ormai è qualche mese che conosco Thohir e posso confermare quanto ha spiegato. Al di là dell'attenzione ai mercati importanti per la crescita del brand, non mi è stato mai chiesto di pensare a qualcosa che non fosse tecnico. Cerchiamo calciatori che possano migliorare la qualità dell'Inter, non importa da dove arrivinp. Basta che nel rispetto delle esigenze economiche e tecniche sia il più adatto al nostro progetto. Vidic è un esempio di questo modus operandi. Oggi parlare di lui può sembrare poco consono, ma lo faccio perché non deve esserci imbarazzo. Vidic è stato una grande operazione, è arrivato integro a parametro zero. Ha una grande mentalità e dimostrerà anche all'Inter cosa vuol dire essere un vincente, lui che è stato importantissimo per un club storico come lo United. E sono convinto che sul mercato ci siano altre soluzioni di questo tipo, più o meno giovani. Ci sono giocatori di talento che stiamo seguendo, altri i cui contratti in scadenza li rendono buone operazioni. Non si può diventare più forti comprando calciatori da 20-30 milioni, bisogna essere realisti. Ma se si riesce a prendere giocatori giovani e di prospettiva, penso a Icardi, Kovacic e Dodò è giusto farlo e si cercherà in futuro. L'obiettivo è rendere la squadra sempre più competitiva".

Ancora Ausilio prende la parola sulla rosa della squadra, e sulla possibilità di essere competitiva in Europa.

"Non è attraverso il numero dei calciatori che si determina la qualità e la possibilità di andare avanti. Il numero è quello che volevamo, avevamo deciso di avere 25-26 calciatori oltre a giovani interessanti che potrebbero trovare spazio in EL. Penso a Bonazzoli, Puscas non può essere impiegato in Europa. Poi Mbaye e Donkor, che potrebbero trovare spazio più avanti, a maggior ragione se facciamo subito bene le cose. Già giovedì possiamo mettere un punto sulla qualificazione, lo faremo giocando in casa. Abbiamo vinto già due partite, questa sarà la gara più difficile perché arriva dopo un impegno dispendioso e in un momento in cui non godiamo di tutta la rosa pur senza situazioni gravi. Però il mister non ha l'opportunità di cambiare molto. Siamo a ottobre, non deve essere una scusa il doppio impegno, abbiamo giocatori cone sperienza e qualità e un congruo numero per giocare bene le prossime due gare. L'EL la vogliamo fare seriamente, non penso sia più facile entrare in Champions attraverso la vittoria del torneo. A marzo entreranno squadre importanti dal girone di Champions e aumenterà la competività, ma vogliamo farci trovare pronti perché siamo adeguatamente attrezzati".

In chiusura l'importante questione del contratto storico con Pirelli.  Prende parola Bolingbroke.

 "A giugno festeggeremo 20 anni con Pirelli come partner, per quel che ne so è la più lunga nella storia del calcio. Neanche Liverpool-Carlsberg è durata tanto. Immaginarci senza Pirelli sembra assurdo, ma tutto arriva alla fine. Siamo già in trattative con loro per capire il da farsi, in un accordo commerciale entrambe le parti devono beneficiarne. Non si parla di soldi, ma di vantaggi che potremmo portare a Pirelli attraverso il nostro progetto".