Mazzarri - Mancini: passato e presente per guardare al futuro

È di questa mattina la notizia dell'esonero di Mazzarri, che dopo un anno e mezzo lascia la panchina dell'Inter, dopo un anno e mezzo fatto di risultati non esaltanti. Al suo posto Mancini, che, a Milano, viene da trascorsi gloriosi.

"L'amore e così, nasce quando nasce, e quando non c'è più è inutile insistere". Si potrebbero usare queste parole, scavando nel cinema sino a scomodare un mostro sacro quale Mario Monicelli, per descrivere il breve trascorso di Walter Mazzarri sulla panchina dell'Inter. Il problema è che, tra l'accentratore di San Vincenzo ed i tifosi nerazzurri, l'amore non è proprio mai scoppiato. Un anno e mezzo, tanto è bastato al toscano, che fu l'ultima scelta di Moratti, per entrare ed uscire in punta di piedi, al culmine di un periodo fatto di tanti "bassi" e pochi, pochi sprazzi d'altezza, bastevoli per mettere in mano a WM tanti auguri ed una lettera di licenziamento, la prima, in una carriera che, fino a stamane, parlava solo di buoni risultati, sulle panchine che avevano accolto il mago Walter.

Si scontra col passato dell'Inter Mazzarri, un passato che oggi ritorna presente, che ha il volto di Mancini ed il ricordo di tre scudetti (due sul campo, uno legato a calciopoli, revocato alla Juventus). Oggi, il "Mancio", ritorna sotto l'ala del Biscione  in un clima diverso, trovando una squadra che, più che progetto-ricostruzione, sembra un cantiere aperto dove puntualmente i lavori si fermano, dove un bagliore di luce viene oscurato delle tenebre di risultati scadenti. Thohir da retta alla piazza quindi, consegnando lo scalpo di un Mazzarri che, proprio nei giorni scorsi, era stato appoggiato dalle frange più calde del tifo interista, ricevendo parole di fiducia dalla curva nord, che evidentemente non l'hanno salvato dalla graticola. Ma d'altronde, si sa, il calcio è anche questo.

Arriva Mancini, che, dopo l'asse Manchester-Istanbul, torna sul Naviglio nerazzurro proprio prima della stracittadina, quella che da sola vale una stagione, quella che, se vedesse l'Inter uscire vittoriosa, erigerebbe il "Mancio" ad eroe fulgido e gagliardo, che arriva a salvare capra e cavoli, in un momento in cui alla Pinetina c'è davvero bisogno di un eroe. Di vero c'è che Mancini è uno dei migliori sulla piazza e ancor più veri sono gli auguri di cui il marchigiano necessita, all'inizio di un avventura che presenta più insidie che agi,tanti oneri, per gli onori si vedrà. Tutto dipende dal Mancio adesso, per far sembrare meno pazza, questa pazza Inter.
 

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