Mancini e il terzo posto: missione possibile

Dalle colonne della Gazzetta dello Sport una interessante intervista. Tanti i temi affrontati, con parole e sensazioni tipiche del manager inglese più che del tecnico italiano. La nuova Inter nasce sotto l'albero e si augura di tornare a vincere presto, già nel 2015.

Assieme alle feste natalizie corre veloce il calciomercato, quale occasione migliore per leggere nella mente di Roberto Mancini, che proprio a Manchester diresse alcune importanti operazioni. Se il tifoso interista sogna, il Mancio non lo sveglia, mantenendo alte quella ambizione e quel coraggio che a Milano non devono mai mancare.

"Il terzo posto? Ci credo fortissimamente e in caso di raggiungimento del traguardo sono pronto a un pellegrinaggio. Dove? Alla cattedrale di Santiago de Compostela". Questa prima battuta basta per capire il nuovo Mancini allenatore interista. Più maturo, ma sempre determinato e con lo sguardo al futuro, al successo. Proprio come 10 anni fa, l'Inter deve lottare per obiettivi importanti, come imposto a una grande del calcio italiano.

I nomi sono quelli che delineano gli orizzonti del calciomercato. Cerci sembra vicino, Perisic e Balotelli piacciono sempre, un regista davanti alla difesa, vero tallone d'Achille della rosa interista, verrà preso. Idee chiare: due/ tre regali arriveranno, nonostante i paletti imposti dall'Uefa.

L'Inter si appresta a vivere un Natale fatto di trattative e idee per la prossima stagione, quella della rinascita sportiva. "Thohir mi disse che non avevamo una lira...io non ci credo". Con questo Mancini tutto appare più vicino e raggiungibile.


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