Cassano - Inter, la coppia è giusta?

L'attaccante pensa al ritorno, mentre l'Inter punta a cedere Osvaldo per liberare un posto per FantAntonio.

Antonio Cassano e l'Inter, non la prima volta. Un ritorno alle porte, un assaggio in vista del finale di mercato. Osvaldo strizza l'occhio alla Juve e Mancini punta ad un altro attaccante, per non ritrovarsi con il solo Icardi e tre competizioni da onorare. Cassano è il profilo perfetto, svincolato di lusso, con un passato che è un pieno di esperienza e qualità. Non tutte rose e fiori, ma al tramonto della sessione invernale non si può voltare le spalle alle poche occasioni di rilievo. La chiusura, con tanto di polemica via twitter, della parentesi ducale porta Cassano alla ribalta sul tavolo delle trattative. A 32 anni un'ultima chiamata importante. In tanti alla ricerca di una punta in grado di spostare gli equilibri in A.

Mancini da il via libera, conosce Cassano, nel bene e nel male. Antonio conosce l'Inter, con cui in passato ha condiviso gioie e dolori. Cassano è Cassano, un pò ovunque. Lo guardi e hai la sensazione di un talento solo in parte espresso, contrito da un atteggiamento troppe volte censurabile. Ad ogni volo verso l'alto fa seguito una caduta fragorosa. Da Madrid alle due sponde del Naviglio, Antonio è tutto e il contrario di tutto. Innamoramento precoce, realtà non sempre all'altezza delle attese. Con gli anni, una lenta crescita, la sensazione di una repulsione per piazze troppo ingombranti, di una difficile coesistenze con altre stelle. A Genoa prima e a Parma poi, Cassano è soprattutto FantAntonio. Giocoliere, artista irriverente, genio.

La brusca caduta della società di Taci rivoluziona anche la carriera di Antonio. Se ne va, sbattendo la porta e l'Inter ci pensa. Sei mesi, opzione per un altro anno, ricordando quando un Cassano ragazzo, con la casacca del Bari, si involò a San Siro, abbagliando per controllo di palla e tecnica, illudendo la difesa nerazzurra, per poi correre a perdifiato verso la metà del campo a esultare. Pareva la nascita di un fuoriclasse assoluto, oggi, molti anni dopo, quel fuoriclasse in eterno divenire prova a chiudere il cerchio, ancora in nerazzurro, per la seconda volta.   


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