Inter, un mercato che preoccupa

Dai sogni alle difficoltà, da Yaya Tourè al ridimensionamento. L'Inter rischia un mercato di secondo piano.

Inter, un mercato che preoccupa
Inter, un mercato che preoccupa

Chiusa la stagione, archiviata la finale di Champions, scocca l'ora del mercato. In attesa dell'inizio ufficiale della sessione estiva, si lavora sottotraccia per chiudere le operazioni di maggior rilievo e intraprendere il ritiro con una rosa più o meno definita.

L'Inter vive i tre mesi che accompagnano alla nuova annata con particolare apprensione, perché, col passare dei giorni, all'iniziale entusiasmo si sostituisce un sano realismo. Thohir e Mancini seguono la medesima lunghezza d'onda, i propositi sono alti, i nomi importanti. La lista del tecnico è lunga e variegata, dispendiosa. Sono ben 9 gli innesti richiesti per competere da subito.

Alle parole, non seguono però al momento i fatti. Dopo aver acceso i riflettori su Yaya Touré, con la conseguente scoppola giunta da Manchester, ora l'Inter vira su profili più raggiungibili, ma di certo meno importanti. La chiusura del City, bissata dalle parole del giocatore, stronca i nerazzurri e risveglia nomi di medio livello, che destano qualche perplessità. F.Melo, già studiato in Italia ai tempi di Fiorentina e Juve, prima dell'esperienza turca al Galatasaray, non è un giocatore in grado di fare la differenza. T.Motta è invece un cavallo di ritorno, un acquisto intelligente, di personalità, ma il Psg ha l'ultima parola.

Il medesimo discorso coinvolge il reparto arretrato, perché al fianco di Ranocchia serve un giocatore di spessore. Benatia è forte e costa, ma soprattutto bisogna considerare le intenzioni del Bayern. La concorrenza è forte, l'esborso è superiore ai 20 milioni. Più credibile spostare lo sguardo su centrali di livello inferiore, raggiungibili.

Mentre Handanovic è vicino al rinnovo e quindi alla conferma, da monitorare la situazione Kovacic. Il croato brilla in nazionale, ma può lasciare Milano. Il Liverpool preme, l'Inter studia il sacrificio per concretizzare una plusvalenza decisa. Il sacrificio porta però anche risvolti negativi, perché salutare Kovacic significa rinunciare a un potenziale fuoriclasse, a un tassello attorno cui costruire il futuro.

Al momento, con Murillo unico acquisto finalizzato, nuvole nere oscurano la Pinetina e l'iniziale ottimismo lascia via via il posto a punti interrogativi. L'impressione è che in società la situazione non sia fluida, la linea da seguire non chiara. Non può essere un F.Melo a cambiare l'Inter, questa è la realtà.  


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