Inter, rivoluzione di giugno

Il colpo Kondogbia segue a breve distanza gli innesti certificati nel reparto arretrato. Mancini vuole fin dal ritiro un'Inter "vera" su cui lavorare.

Inter, rivoluzione di giugno
Inter, rivoluzione di giugno

La mano di Roberto Mancini, l'entusiasmo di Erick Thohir. Il colpo Kondogbia riaccende la passione, il popolo nerazzurro assapora il dolce gusto della rivincita. Sul mercato, l'Inter alza la voce e, dopo anni, torna a farlo con intelligenza. La valutazione di Geoffrey Kondogbia desta qualche perplessità tra gli addetti ai lavori, ma il giocatore è di qualità assoluta e, non da sottovalutare, è un classe '93. A centrocampo, un innesto che cambia le gerarchie della A e sposta equilibri importanti. 

La missione francese dell'Inter non conosce sosta, perché la società milanese vuol concede il bis, chiudendo a breve per Imbula. Mediano di sicuro avvenire, di casa all'OM, valutazione importante, intorno ai 20 milioni. L'accordo tra i due club esiste da giorni, gli uomini mercato studiano l'affondo. 

L'impressione è che la società spinga sull'acceleratore fin da subito per consegnare a Mancini una squadra finita prima del ritiro. Il tecnico chiede acquisti mirati, investimenti pesanti, per colmare il gap che separa l'Inter dalle migliori squadre italiane. Kondogbia è l'ultimo squillo di una campagna viva da tempo. Murillo, ora impegnato in Copa america, è un inserimento certificato con netto anticipo, Miranda il tassello di personalità per guidare la retroguardia (possibile prestito biennale a 3 milioni, riscatto fissato a 9,5 più 2 di bonus).

Sistemata la coppia centrale, l'attenzione volge ora sul comparto degli esterni. Dodò, Jonathan e Nagatomo, tre uscite acclarate, in attesa di un rinforzo. L'Inter, al momento, può contare sull'apporto di Santon e D'Ambrosio, senza dimenticare Juan, adattato, sul finire di stagione, a sinistra. Montoya è il primo nome sulla lista, ma la situazione è in divenire. 

Il modulo prediletto da Mancini è il 4-2-3-1, solo abbozzato nelle prime settimane all'ombra della Madonnina, poi sacrificato in nome di un più equilibrato 4-3-1-2. Con l'avvento della nuova stagione, il tecnico spinge per riproporre il suo credo, inserendo profili utili al sistema. La diga Kondogbia - Imbula (?) permette minor sacrificio agli avanti, più lucidi così in zona gol, ma resta da completare il tridente alle spalle di Icardi con un'ala di primo piano, per non spremere ancora una volta Palacio. Shaqiri può occupare la casella di destra, Hernanes è al momento il trequartista designato - vista la probabile partenza di Kovacic - resta da colmare un'ultima lacuna.  

FC Internazionale Milano