Kovacic vede solo Inter: "Qui mi sento a casa. Regista? E' quello il mio ruolo"

Il talento croato è alle prese con il nuovo ruolo e con le solite voci che lo vedrebbero al centro di molte trattative, ma il centrocampista dell'Inter vuole imporsi in neroazzurro e analizza così l'inizio di stagione e l'idea di Mancini di schierarlo come regista.

Kovacic vede solo Inter: "Qui mi sento a casa. Regista? E' quello il mio ruolo"
Kovacic vede solo neroazzurro: "Qui mi sento a casa. Regista? E' quello il mio ruolo"

Mateo Kovacic resterà all'Inter. Chiude così le porte ad un'eventuale cessione lo stesso centrocampista croato classe 1994, che in una lunga intervista al Corriere dello Sport ha analizzato gli aspetti legati al suo futuro in maglia neroazzurra, non lasciando di fatto alcuna possibilità ad un suo trasferimento: "All’Inter sono felice come a casa mia. Ecco perché non mi piace se si parla di mercato, di altre squadre che mi vogliono, di trattative o di argomenti del genere. Io mi trovo bene e voglio stare qui".

La personalità non sembra mancare fuori dal campo al croato natio di Linz, che dopo alcune difficoltà nel primo anno, soprattutto di ambientamento, già nella seconda stagione in maglia neroazzurra ha messo ancora più in mostra, qualora se ne sentisse il bisogno, le sue immense qualità tecniche. La terza annata ad Appiano Gentile dell'ex Dinamo Zagabria deve essere quella della definitiva consacrazione, e si apre stavolta sotto la gestione Roberto Mancini, che dopo averlo conosciuto meglio nello scorcio della passata stagione, gli ha ritagliato un ruolo da playmaker basso, come regista, nella sua Inter. 

"E’ il mio ruolo. Lì mi trovo benissimo e se vi ricordate quando sono arrivato all’Inter con Stramaccioni giocavo in quella posizione. Poi sono stato utilizzato anche in altre parti del campo, ma forse è davanti alla difesa che posso dare il massimo. Questo ruolo lo sento mio, fatto apposta per me". Tante le lodi, ma anche tantissime critiche, che per un giovane della sua età non fanno mai bene se non si hanno le ossa forti per poterle reggere. Kovacic non solo le ha, ma ha anche la lucidità, unita alla maturità, di ammettere i suoi limiti che vanno analizzati e migliorati: "Devo fare progressi dal punto di vista tattico e nella fase difensiva. Sento dire da qualcuno che sono molto scarso nell’interdizione (sottolineatura polemica con il sorriso sulle labbra, ndr), ma do sempre il massimo". 
 
Si parla ovviamente degli obiettivi stagionali. Nell'ambiente neroazzurro si parla spesso di Scudetto e Kovacic parla così del traguardo che manca dal 2010: "E' un bel salto in avanti. Ci vorranno tempo e lavoro perché il campionato italiano è molto competitivo e noi come squadra qualcosa abbiamo cambiato. Il nostro obiettivo deve essere quello di entrare nelle prime tre, per riportare l’Inter a giocare la Champions League. Poi vedremo quello che succederà. La mia speranza è quella di vincere un trofeo con l’Inter. Sono arrivato da due anni e mezzo e credo di aver aspettato abbastanza a lungo".  
 
Dopo Stramaccioni e Mazzarri, è tempo di lavorare con Roberto Mancini, grandissimo talento anch'egli che potrebbe istruire Mateo e lanciarlo verso una brillante carriera. Il croato parla così del rapporto con il Mancio: "Mancini è un grande allenatore e per lui parlano i titoli che ha vinto in carriera, ovunque ha lavorato. Dicendo questo però non voglio sminuire gli altri tecnici che ho avuto all’Inter: Stramaccioni, per esempio, pur essendo giovane era bravo e con lui mi sono trovato bene. Il mister ci conosce di più e iniziando da luglio un certo tipo di allenamenti possiamo assimilare meglio il suo calcio. Ci stiamo impegnando per dare il massimo e per mettere in pratica quello che ci chiede. Spero che Mancini resti all’Inter a lungo e che ci aiuti a vincere qualche trofeo".  
 
E' una nuova Inter, fatta di tanti volti nuovi. Kovacic parla così del rapporto con Kondogbia, sul quale si sofferma maggiormente in quanto compagno di reparto, oltre ad accennare anche a Murillo e Montoya: "Kondogbia è sicuramente forte e certo non devo essere io a scoprire quanto è bravo visto che ha giocato in Champions League con il Monaco ed è un nazionale francese. Per noi può essere molto importante e sono convinto che quando si sarà integrato bene nel gruppo, ci darà una bella mano. Uno con la sua potenza, può “spostare” parecchio in campo. Murillo? E’ quello con cui mi sono allenato meno, ma contro il Bayern ha dimostrato di avere una bella personalità. In mezzo alla difesa si fa sentire. Montoya? Viene dal Barcellona e la scorsa stagione ha vinto tutto. Ha “gamba” e un buon piede".  
 
Mateo non si accontenta, ma rilancia. Con l'Inter nel futuro. 

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