Inter, è derby. Mancini sfida Mihajlovic e attende passi avanti

Il tecnico studia i progressi della squadra, la prima stracittadina pone di fronte due compagini in cerca di rilancio.

Inter, è derby. Mancini sfida Mihajlovic e attende passi avanti
Inter, è derby. Mancini sfida Mihajlovic e attende passi avanti

La preparazione estiva porta in dote rischi e paure. Parte dalle lunghe sedute d'allenamento la stagione, si sviluppa dai continui esperimenti, tecnici e atletici, trova il suo svolgimento dalle ripetute prove a cui l'allenatore sottopone la squadra. I mesi che accompagnano quindi all'esordio sono per certi versi i più delicati dell'intera annata, perché lì si decide, nel bene o nel male, il futuro. Con l'avvento delle lunghe trasferte, sorte per motivi economici, il dubbio aumenta. Si sacrificano giornate importanti per raggranellare milioni. L'Inter vive una fase estremamente delicata, perché la scorsa stagione, deludente, segna un punto di svolta. Quella attuale è la prima vera Inter di Mancini, modellata dal tecnico con l'avallo di Thohir. Acquisti di prestigio, in attesa di ulteriori tasselli nel reparto avanzato.

L'undici rinnovato cresce bene, ma dopo la prima fase a Brunico, incombe la tournée asiatica. Entusiasmo, avversari di prestigio, ma anche partite ravvicinate che appesantiscono le gambe. Il Bayern, con un organico di rango superiore e una miglior tenuta, domina l'Inter, ora c'è il Milan. In palio poco o nulla, se non "credito" e autostima. Mancini vuole mostrare all'amico Mihajlovic che il cantiere Inter, con la scritta "lavori in corso" ben in evidenza, può contare su una "catena" di lavoro di primo piano. L'attenzione con cui il tecnico cura il dettaglio è esempio evidente della voglia di stupire, di perfezionare ogni meccanismo, di eliminare le lacune passate.

Milan e Inter vivono nel medesimo Purgatorio, costrette da storia e tradizione a ribellarsi all'anonimato recente. Vincere è nel DNA di entrambi i club. La stagione non propone impegni europei, si può quindi crescere passo dopo passo, sfruttando la libertà settimanale per incamerare dettami e energie.

L'idea del Mancio è di creare un'Inter a trazione anteriore, con due esterni offensivi al fianco di Icardi. Al momento, con la margherita offensiva ridotta a pochi petali, spazio al 4-3-1-2 proposto lo scorso anno. Hernanes è uno dei giocatori più in forma e ha il compito di ispirare il duo davanti. Longo trova una maglia da titolare nel derby, probabile il riposo iniziale per Icardi.

A stuzzicare l'appetito è il centrocampo. Mancini insiste sul terzetto schierato di recente. Kovacic è il regista. Il tecnico accetta di esporsi a qualche pericolo - il croato fatica ancora a liberarsi celermente della sfera, come richiede la zona di campo che occupa - in nome della qualità, del talento. Kondogbia è la colonna del futuro. Innesto di personalità, Geoffrey rappresenta il maggior salto di qualità rispetto allo scorso anno. Infine Brozovic, uomo d'equilibrio, centrocampista intelligente, con i tempi di inserimento.

Dietro la situazione è in divenire, Murillo convince, Mancini aspetta Miranda e nel frattempo si affida a Ranocchia. Montoya a destra, a sinistra D'Ambrosio rileva Dimarco, in difficoltà al cospetto di Douglas Costa.

Questo l'undici probabile dell'Inter (per Murillo possibile riposo visto il recente affaticamento muscolare, Andreolli è pronto):

Inter e Milan si affrontano a Shenzhen alle 14 (ora italiana). Mancini annuncia numerosi avvicendamenti, data la stretta vicinanza tra la sfida odierna e quella con il Real, in programma lunedì.


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