Mancini: "A Fassone dico grazie. Formazione? Deciderò all'ultimo, valuterò con attenzione"

Alla vigilia del match contro il Chievo, appuntamento al Bentegodi ore 12:30, Mancini presiede la conferenza stampa del day-before senza sciogliere i dubbi legati alla possibile formazione, pensando ad un avvicendamento in vista del turno infrasettimanale, e ringraziando Fassone dopo l'addio obbligato in settimana ai nerazzurri.

Mancini: "A Fassone dico grazie. Formazione? Deciderò all'ultimo, valuterò con attenzione"
Mancini:" A Fassone dico grazie. Formazione? Deciderò all'ultimo, valuterò con attenzione"

L'Inter scenderà in campo domani, fischio d’inizio alle 12.30, al "Bentegodi" per affrontare il Chievo Verona, una delle sorprese di questo inizio di stagione, nella gara valida per la quarta giornata di campionato. Gli uomini di Rolando Maran, reduci dal pareggio allo "Stadium" contro la Juventus, hanno raccolto fin qui 7 punti. Non sarà facile, quindi, per i nerazzurri avere la meglio, considerando l'ottimo stato di forma dell'avversario. Come ogni giornata di vigilia, il tecnico interista Roberto Mancini si presenta in sala stampa per analizzare il match di campionato.

L’Inter, capolista in solitaria, punta al poker dopo aver ottenuto il successo nei tre turni precedenti. Nella settimana del licenziamento inaspettato di Fassone, i nerazzurri dovranno mantenere alta la concentrazione. E proprio dall’addio al Ds non poteva che aprirsi la chiacchierata con la stampa.

"Voglio ringraziarlo per l'aiuto e per il supporto, come ha fatto tutta la dirigenza. Mi ha sempre ascoltato. Gli auguro il meglio per il futuro, ma ora pensiamo al match. Il suo addio non deve però distrarre il gruppo. Noi ci occupiamo di altro e dobbiamo fare del nostro meglio. Ora potrei avere più poteri? Mi basta il mio ruolo, va bene così".

Dopo la vittoria di misura nel derby, la terza in tre gare stagionali, difendere il primato è uno degli obiettivi chiave della nuova Inter.

“È per noi molto importante provare a difendere il primato, vorremmo continuare a vincere. Sappiamo che non sarà semplice, giocare contro il Chievo è sempre complicato. Pensiamo al match di domani che sarà difficile, per molte ragioni. Ambiente, orario, ed in più loro sono in salute. Non faccio come Mihajlovic che ha dato la formazione. Lui ha più certezze, io ancora dei dubbi. Troveremo le soluzioni migliori per gestire il gruppo. Ma anche se dovessi cambiare qualcosa non cambierebbe nulla. Sono tutti bravi e non avremmo problemi. Conta solo il lavoro. Credo serviranno almeno 10 partite per capire chi lotterà davvero per lo scudetto. Come sempre. Squadre come Juventus, Milan, partite in sordina, sono abituate a fare “filotto” ".

Con assenze in difesa e il turno infrasettimanale alle porte, Mancini ha qualche dubbio legato alle formazione ancora da sciogliere e la possibilità di un turn over che faccia rifiatare Jovetic e Kondogbia non è da escludere.

"Vediamo, domattina decideremo. Ora non sono in grado di rispondere, deciderò solo all’ultimo. Comunque esistono varie soluzioni. Ranocchia dal primo minuto? Potrebbe essere un’opzione. Vediamo se recupereremo Juan Jesus e Miranda. Quello di Juan Jesus sembrava n problema minore invece bisogna avere pazienza e essere cauti. Miranda sta lavorando ma il ginocchio è una parte delicata, valuteremo attentamente."

E ancora: "Perisic l'ho impiegato dietro le punte perché non volevo cambiare modulo, poi sappiamo che lui può giocare meglio come esterno, ma può giocare anche in altre posizioni. Brozovic invece credo che potrebbe giocare più come interno. Kondogbia è molto giovane, magari con più esperienza potrebbe giocare più avanti come Touré in passato. Yaya ha tanta esperienza, però Geoffrey potrebbe farlo in futuro. Anzi, sarebbe devastante, ma può giocare anche come interno. Ci vuole tempo."

Prima dei saluti, ultima domanda per il tecnico iesino sulla spinosa questione stadio che tanto ha fatto parlare in settimana. Chiaro il punto di vista di Mancini.

"L'unica cosa che spero come italiano è che tutte le squadre possano avere uno stadio di proprietà, noi in Italia siamo più indietro. Sarebbe ottimale avere uno stadio di proprietà".