Mur(o)illo, l'erede di Còrdoba

Il centrale colombiano, una delle sorprese più felici dell'inizio di stagione, non si pone limiti per il campionato.

Mur(o)illo, l'erede di Còrdoba
Mur(o)illo, l'erede di Còrdoba

Jeison Murillo è uno dei migliori dell'Inter in questa prima parte di stagione e quindi sicuramente un acquisto azzeccato, per il momento. Uno scorcio di A pregevole da parte del giovane colombiano, già definito l'erede di Ivan Ramiro Còrdoba, centrale difensivo, colombiano anche lui, che è stato uno dei beniamini del popolo nerazzurro negli anni passati. Nessuna sbavatura, se non l'espulsione contro il Palermo, una sicurezza da elogiare, per un ragazzo appena arrivato in Italia e di appena 23 anni. Non sempre elegante negli interventi, ma sempre al posto giusto nel momento giusto, mai distratto e sempre sul pezzo, capace di prendersi rischi anche all'interno dell'area, con interventi al limite e uscite di personalità dalle retrovie. Murillo non molla mai l'avversario e si erge a baluardo difensivo assieme al compagno di reparto Miranda, non è sicuramente un caso che l'1-4 con la Fiorentina sia giunto con il difensore ai box. Dunque, possiamo sicuramente affermare che Jeison Murillo ha grandi meriti nella solidità della squadra di Mancini.

L'INTERVISTA- "In cima alla classifica si sta molto bene, adesso bisogna semplicemente pensare alla gara contro il Torino che sarà difficile come tutte quelle della Serie A".  

"Il Torino gioca bene in casa - continua il difensore nerazzurro -, ma noi cercheremo la vittoria come sempre. La forza della difesa è dovuta al sacrificio di tutti, poi giocare con Gary (Medel) e Felipe (Melo) è una garanzia perché lavorano tanto per la squadra e io imparo tanto sia da loro che da Miranda. Pronostico per domenica? Speriamo di vincere, anche col minimo scarto, ma speriamo di portare a casa i tre punti".

Consapevolezza, garra, un'iniezione di forza nell'undici di Mancini. L'Inter parte da dietro, la rinascita ha solide basi.


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