Inter, passo falso

La sconfitta contro il Sassuolo è una doccia gelata. Troppe le occasioni sprecate ed il centrocampo non gira.

Inter, passo falso
La disperazione di Ljajic, uno dei migliori ieri.

Seconda sconfitta nelle ultime tre partite, l'Inter chiude il girone d'andata con 39 punti, al secondo posto con la Juventus e a due punti dal Napoli "Campione d'Inverno".

Una sconfitta amara, quella dell'anticipo di mezzogiorno (in generale una partita emozionante), viste le opportunità create. Un'Inter sprecona e a tratti molto confusa, che, nonostante le tante occasioni costruite, non è mai riuscita ad imporsi su un ottimo Sassuolo, che, con raddoppi e pressing alto, ha mandato "fuori giri" la banda di Mancini.

Scesa in campo con un offensivo 4-3-3 (per la prima volta stessa formazione della giornata precedente), l'Inter ha impensierito la formazione di Di Francesco (ora in zona Europa League) nei primi 5/6 minuti di gioco prima con Icardi, poi con Ljajic, che clamorosamente l'ha "piazzata" sul fondo. Poi "black-out", errori, passaggi a vuoto, confusione ed imprecisioni varie. Il Sassuolo ha preso coraggio ed ha iniziato ad impensierire un super-Handanovic, che in più di un'occasione è risultato decisivo, ed è uno dei pochi con un rendimento costante. Ciò che non ha funzionato e Mancini stesso lo ha ammesso, è il centrocampo: "Nel primo tempo dovevano fare di più". Medel è stato il solito "pitbull", ma con qualche errore di misura di troppo, Brozovic si è mosso tra le linee, proponendosi in avanti, Kondogbia è uscito tra i fischi del pubblico. Il francese ancora non convince, spaesato, macchinoso, imperfetto negli appoggi, non si è mai imposto nel centrocampo (fisicamente) e non ha dato la qualità neccessaria. Mancini a fine partita ha detto che forse non avrebbe dovuto toglierlo, se l'avesse tolto prima invece? Non si sa, comunque resta il fatto che il ragazzo non sembra ancora a suo agio nel calcio italiano, questione di tempo probabilmente, perchè le qualità ci sono. Il tecnico insieme ad Ausilio ha capito che il primo rinforzo dev'essere in questo settore, con Soriano sogno degli ultimi giorni.

Per quanto riguarda gli altri reparti, abbastanza bene la retroguardia con un solido Miranda (unico errore la trattenuta su Defrel all'ultimo minuto), sempre presente e "attivo". Qualche disattenzione per Murillo, passaggio a vuoto in occasione del rigore, forse un peccato di gioventù. Altra prova un po' incolore da parte dei terzini, con D'Ambrosio migliore rispetto a Nagatomo. Il giapponese ha commesso diversi errori in fase d'uscita e d'appoggio (Telles potrebbe fare comodo), Danilo ha chiuso bene, ma si è proposto poco in avanti.

L'attacco, poi, ha creato molto: una palla gol con Icardi, cinque con Ljajic, una con Jovetic ed una con Murillo "versione" attaccante. la pecca è stata la precisione e la giornata strepitosa di un Consigli "para tutto". Perisic ha offerto la solita corsa, Ljajic si è mostrato molto vivo e con voglia di fare, Icardi, un po' isolato, ha cercato di fare sponde per i compagni.

Comunque il palcoscenico è stato occupato dai due portieri, con una prestazione strepitosa da parte dei due estremi difensori.

Partita "entusiasmante" per occasioni, parate spettacolari e voglia di vincere da entrambe le parti. L'Inter ha perso, per 0-1, creando molto ed essendo "imprecisa", Mancini ha ribadito: "Gli 1-0? Sempre meglio vincere così soffrendo, ora dobbiamo rimboccarci le mani e ripartire". Un ottimo girone d'andata ed una sconfitta che non implica nulla in vista del futuro. Come ha affermato il Presidente Thohir: "Rilassiamoci, manca ancora un girone alla fine. Non dimentichiamoci che l'obiettivo numero uno è la Champions League."

FC Internazionale Milano