Inter, Mancini al termine della gara col Bayern

Il tecnico analizza la pesante sconfitta con i campioni di Germania.

Inter, Mancini al termine della gara col Bayern
Inter, Mancini al termine della gara col Bayern

Roberto Mancini non mostra - al termine - eccessiva preoccupazione. Il Bayern mette a nudo i limiti attuali dell'Inter, ma il tecnico sottolinea alcune naturali difficoltà. Defezioni pesanti nella tournèe americana, alcuni acciacchi a ridurre ulteriormente la rosa, ovvio, al tramonto, prestare il fianco a pesanti frenate. 

"Non si dovrebbero fare tre partite in sei giorni con i giocatori in preparazione. È stata la partita in cui le cose ti vanno storte soprattutto nell'impatto. Chiaramente ci mancano troppi giocatori, il lato positivo è che hanno fatto un po' di fondo".

L'esperienza è comunque positiva, cornice di alto profilo, avversari di prima fascia. Aldilà del risultato, partite utili a migliorare la condizione, in attesa di abbracciare, giovedì (giorno della ripresa), i nazionali. Cresce, nel frattempo, Banega, un passo indietro Medel. 

"Qui le partite sono belle, ma c'è il rischio di essere un po' in difficoltà per la preparazione. Tutti pronti per Oslo? Sì, anche chi ha lavorato a Brunico a eccezion fatta di Eder che è arrivato per ultimo e forse anche un po' di Medel che è arrivato dopo gli altri".

Nessun chiarimento, invece, sul futuro. Il tecnico ammette il vertice con la società, ma non annuncia, ufficialmente, la permanenza. Attesa, quindi, per il rientro a Milano. 

"Era molto difficile giocare tre partite in sei giorni con pochi giocatori. Come mi sento? Io sono sereno perché faccio il mio lavoro sul campo. Abbiamo parlato con la società, ci siamo visti e abbiamo parlato. Quando torneremo ad Appiano vedremo se ci sono delle novità. Quello che accadrà non lo so".

In chiusura, spazio ai singoli. Mancini elogia alcuni interpreti e si tiene stretto Icardi, capitano e simbolo del nuovo corso. L'obiettivo primario è costruire un'Inter vincente, restituire ai tifosi una squadra di vertice. Sfida difficile, per questo ancor più intrigante. 

"Banega e Brozovic? Saranno importanti perché sono forti e hanno qualità, vedremo poi se arriverà qualcuno. Mauro è il nostro capitano. Allenare e creare una squadra sempre più forte mi dà stimolo. Tutte le società lavorano per migliorarsi"