Inter, la voce di Handanovic e D'Ambrosio

Delusione e voglia di riscatto in casa Inter. Parola ad Handanovic e D'Ambrosio.

Inter, la voce di Handanovic e D'Ambrosio
Foto: Inter.it

Non una serata semplice per Danilo D'Ambrosio. Nello scacchiere anti-Chievo, sul centro-destra, con compiti di marcatura nella linea a tre di De Boer. 90 minuti di rincorsa, in affanno, per arginare le folate gialloblu. Al termine, il difensore commenta la prova sottotono del gruppo e evidenzia la differente forma delle due compagini. Meglio nella ripresa l'Inter, vicina alla rete, ma preda di confusione e fretta. 

Una sveglia da cui trarre un insegnamento importante. D'Ambrosio richiama il senso di appartenenza e rinnova l'obiettivo del club. L'Inter vuol tornare nei quartieri alti, assaporare la Champions dopo anni di purgatorio, la debacle di Verona deve restare caso isolato, l'orgoglio deve sopperire alla lacune attuali. 

"Il Chievo stava meglio fisicamente, si è visto nell'arco dei 90 minuti. Nel primo tempo abbiamo avuto poche occasioni, nel secondo di più, ma non riuscivamo a vincere l'uno contro uno sulle fasce, e siamo stati prevedibili. Dobbiamo raggiungere i risultati che ci chiede la società, tutti quanti vorrebbero indossare la maglia dell'Inter, chi lo fa deve avere fame, solo così possiamo toglierci delle soddisfazioni. Sta a noi capire che nulla è impossibile, abbiamo in squadra giocatori importanti e altri che possono mettere in difficoltà gli avversari con quantità e forza fisica. Abbiamo un giusto mix tra giovani ed esperti, abbiamo giocatori che hanno vinto altrove e hanno l'esperienza per prendere in mano le redini della squadra" (Fonte Inter Channel) 

Netto, invece, Handanovic. Incolpevole, in occasione delle due reti, il portiere sintetizza la serata avversa e punta il dito contro la turbolenta estate. Moneta sonante, lunghi viaggi per affrontare amichevoli utili a rimpolpare la cassa, ora il conto, salato, del campo. Senza le giuste sedute, la squadra paga dazio. Non basta la superiore tecnica in un calcio in cui la componente fisica svolge ormai un ruolo primario. 

"Non c'è tanto da parlare, bisogna solo voltare pagina e lavorare al meglio. Potrei dire che abbiamo mille alibi, ma dobbiamo solamente trovare il modo di reagire tutti quanti. Difficile dire cosa manchi. La condizione fisica non è al massimo? Non siamo al 100%. Abbiamo viaggiato tanto e abbiamo dovuto lavorare così. Non credo sia colpa di un allenatore". (Mediaset Premium)

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