Pioli carica l'ambiente: "Questo dev'essere il nostro derby"

Inusuale venerdì di conferenza alla vigilia di un derby molto importante in casa neroazzurra.

Pioli carica l'ambiente: "Questo dev'essere il nostro derby"
Stefano Pioli alla vigilia del Derby di Milano - Fonte: fcinter1908.it

Domenica andrà in scena uno dei Derby più significativi d'Europa, ovvero il "Derby della Madonnina". Alla "Scala del calcio" si affronteranno la Beneamata sotto la guida del neo-tecnico Stefano Pioli ed i Diavoli di Vicenzo Montella.

Il mister neroazzurro ha quest'oggi parlato (al Centro Sportivo Angelo Moratti) dell'impegno che vedrà impegnati i suoi domenica sera alle 20.45. Al suo fianco il capitano Mauro Icardi.

Molte le domande sottoposte al tecnico che esordisce esprimendo le sensazioni della vigilia, per lui molto speciale essendo un tifoso interista doc: "L'aria è quella giusta, sono orgoglioso dell'approccio dei ragazzi, sulle loro capacità tecniche ero consapevole. Il gruppo è professionale, ha attenzione e le sensazioni sono positive, ieri sera pensavo che mi sento sereno. Grazie al lavoro fatto finora, in una delle società più prestigiose e alla guida di un gruppo di capacità professionali e supportato dal club e da tifosi, mi sento tranquillo e fiducioso".

Poco più di una decina di giorni per preparare al meglio il match (spronando e caricando al massimo la squadra) e gruppo frammentato per la sosta delle nazionali, ecco il pensiero di Pioli: "Credo che domenica, ma sempre, dovremo interpretare la gara con intensità e attenzione, testa fredda e cuore caldo. Ho lavorato su queste situazioni e in pochi giorni ho cercato di trasmettere la mia passione e la mia fiducia nei loro confronti. Le risposte ricevute sono positive, ora bisogna trasferire il lavoro svolto sul campo". Prosegue: "I Nazionali?Li ho trovati bene a livello mentale, quando la testa è nelle condizioni giuste si superano anche i deficit fisici. Ma credo che arrivando a giocare domenica sera ci sia spazio per recuperare. Abbiamo ancora altre due sedute e avrò tutti pronti. Le mie scelte saranno facili, chiunque andrà in campo si farà trovare pronto".

Focus sulle difficoltà di Icardi (poco servito con 3/4 occasioni a partita) e risposte sul piano della personalità dei vari calciatori a disposizione: "Tre o quattro chance da gol chiare non sono poche. Credo che tutta la squadra debba sostenere la fase offensiva e avere più giocatori in area avversaria. Ci stiamo lavorando, abbiamo giocatori con le caratteristiche giuste per rendere più imprevedibile la fase offensiva. La ricerca della profondità deve essere per noi un punto di riferimento. Il lavoro su questo aspetto ed in generale - aggiunge - è stato fatto con qualità e attenzione, senza dubbio. Ho l'esperienza necessaria per capire certe situazioni. Chiaro che il mio contributo dovrà essere importante, ma conterà guardarsi negli occhi e mettere in campo ciò che abbiamo. Ho visto voglia di dimostrare che siamo l'Inter e che vogliamo risalire, il derby per noi è una grande occasione e vogliamo sfruttarla".

Successivamente una domanda sulle differenze tra il Derby della Capitale e quello di Milano: "Ora sono concentrato nel cercare di trasferire idee chiare e motivazioni, poi saprò dare un giudizio sulla diversità tra i due derby. Non vediamo l'ora di giocare questa partita, ci teniamo tanto, è il derby e c'è un obiettivo in cima ai nostri pensieri. Ma il derby è il derby e vogliamo fare di tutto perché sia il nostro derby".

Il lavoro settimanale, che ha visto il tecnico impegnarsi sia sul lato atletico/fisico sia su quello psicologico delle motivazioni: "Abbiamo lavorato su entrambe le situazioni, in due settimane siamo andati in profondità per quanto possibile. Ho sempre pensato che sia la testa a comandare le gambe e i giocatori hanno quella giusta per una gara così importante. Dovremo stare dentro la partita, pensare che ogni pallone possa essere decisivo e giocarlo con attenzione e determinazione. Le squadre che possono vincere le partite sono quelle che sanno superare i momenti difficili, arriveranno anche per l'Inter ma noi dovremo essere più squadra e segnare un gol in più dell'avversario".

Brozovic simile a Parolo? Il mister la pensa così: "Credo che le caratteristiche possano essere simili ma dipende dall'equilibrio della squadra. Brozovic ha dinamismo, aggressività e qualità tecniche, può essere un centrocampista concreto in grado di fare le due fasi di gioco".

Serenità della vigilia ed impatto del gruppo agli occhi del tecnico che vuole guardare al presente/futuro: "Sono sereno perché tutto è al posto giusto. La squadra ha attenzione e senso di responsabilità, la società non ci fa mancare niente, i tifosi che mi hanno accolto bene hanno grandissima passione. Abbiamo tutto per portare il nostro massimo potenziale in campo". E successivamente: "Credo che sia arrivato il momento di pensare poco al passato, ma al presente e al futuro. Conterà solo ciò che faremo da domenica in poi. Qui ci sono tante situazioni positive, abbiamo un gruppo professionale e responsabile".

Quesito sul possibile utilizzo di Stevan Jovetic (messosi in luce con il Montenegro durante la sosta) e sul suo futuro in nerazzurro: "Credo che Jovetic abbia ottime qualità come tantissimi colleghi di reparto. Le mie scelte sono dettate dal lavoro quotidiano, dalla strategia, dall'avversario. Chi lavora bene avrà la sua possibilità e Stevan sta lavorando bene".

In chiusura, ricollegandosi alle parole di Beccalossi: "In una partita come il derby serve il coraggio di osare di più", si sottopone a Pioli la possibilità di un'Inter a due punte: "Penso che dovremo giocare con passione, indossiamo una maglia non comune, l'Inter non è normale, la sua storia è fatta di passione e trasporto. Dal derby devi pretendere qualcosa in più ma la maglia è sempre prestigiosa. Il mio obiettivo è trasferire la voglia di andare in campo e buttare dentro ogni energia, non bisogna uscire dal campo con ancora energia. Bisogna dare tutto e più in ogni partita, a partire da domenica. Questa è la cosa che conta di più al di là delle posizioni sul campo. Non voglio una squadra perfetta, ma una che dia l'anima in campo. Non ho mai pensato che sia il numero di attaccanti a rendere più offensiva una squadra ma sono aperto a più soluzioni per proporre una squadra che voglia far male all'avversario. Di attaccanti bravi ne ho tanti e penso a come poterli impiegare per colpire l'avversario".

Un pensiero sull'avversario e sul tecnico Vincenzo Montella: "Ha trovato la propria solidità, difende in blocco e ha soluzioni offensive con giocatori bravi nell'uno contro uno. Montella è stato bravo a dare la sua filosofia alla sua squadra ma noi abbiamo le qualità per metterli in difficoltà".

Fonte FcInterNews.it

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