Inter, parola a Icardi

Il capitano analizza l'apporto di Pioli e sottolinea il lavoro di Vecchi. Infine, la delusione europea e i propositi per il futuro.

Inter, parola a Icardi
Inter, parola a Icardi

Il capitano dell'Inter si concede, al tramonto del 2016, ai microfoni di Inter Channel. Occasione propizia per tracciare un bilancio, per analizzare mesi difficili, con diversi cambi alla guida. L'attaccante elogia Stefano Vecchi, traghettatore in un momento complicato. Dalla Primavera alla massima serie, in attesa di un nuovo tecnico e in sostituzione del destituito De Boer. Approccio morbido, amichevole, pronte risposte dal gruppo. Southampton e Crotone, tappe intermedie, comunque importanti per ri-acquisire sicurezza. 

"Si è messo subito a nostra disposizione e io ho parlato con lui il primo giorno come capitano. Lo conosciamo molto bene, è sempre qua. Ci siamo messi a disposizione gli uni dell'altro, con l'obiettivo di fare bene. E ci siamo riusciti in due partite. Col Southampton purtroppo abbiamo perso, col Crotone sapevamo già che sarebbe arrivato Pioli e lui ci ha chiesto di fare quello che sappiamo. Sono contento di essere riuscito a fargli vincere la prima partita in A. Sono contento per lui, si è presentato con grande umiltà".

Evidente, invece, l'impatto di Pioli. Icardi esalta il lavoro dell'ex allenatore biancoceleste. Una ricostruzione graduale, una perfetta unione tra novità di campo e gestione intelligente dell'ambiente. Bravo Pioli a ricompattare l'Inter, a cancellare le tossine del passato per riunire tutti verso l'obiettivo. 

"Si è messo subito al lavoro per cambiare, non c'erano risultati e ci ha provato. Ci sta riuscendo pian piano, sta compattando la squadra. Lavoriamo sul punto mentale e fisico per essere pronti".

Non manca, ovviamente, un cenno a Mancini e De Boer. Il cambio di passo di Icardi prende piede dalle direttive del Mancio. Una trasformazione netta, con l'argentino pronto al sacrificio in nome della squadra. Attaccante completo, non un semplice finalizzatore. Icardi partecipa alla manovra, arretra in soccorso dei compagni, è il punto di riferimento. 

Alterno il periodo con De Boer, buoni propositi, i risultati a decretare il fallimento del progetto. Icardi non condanna però l'olandese. 

"Roberto Mancini è stato sicuramente l'allenatore che mi ha fatto cambiare un po' il modo di giocare. Con lui parlavamo tanto, mi chiedeva di fare meglio tante cose, l'ho ascoltato e oggi posso dire di essere migliorato molto. Poi è arrivato Frank de Boer, lui ha provato a cambiare qualcosa nella squadra però c'era la difficoltà di un allenatore straniero al primo impatto con il calcio italiano. Non parlava italiano? Ma parlava faccia a faccia con tutti, anche in italiano, purtroppo però comandano i risultati".

Un cammino europeo infausto. Una profonda descensio, con inattese cadute. L'intento è chiaro, risalire la graduatoria e bussare nuovamente all'Europa, riportare l'Inter tra le grandi del vecchio continente. Icardi spegne così possibili sirene di mercato, non c'è spazio per propositi d'addio, vincere con l'Inter è il tarlo del fuoriclasse di Rosario. 

"In Europa League purtroppo siamo partiti male e abbiamo chiuso con una sconfitta non da Inter. Ora abbiamo sei mesi per lavorare sul campionato e fare bene lì, per tornare di nuovo in Europa".

"L'ho detto dal primo giorno, voglio vincere con questa maglia. Ho ancora cinque anni e ci proverò".

Fonte Fc Inter News


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