Buffon: "Voglio continuare a stupire"

Il portiere rilancia la sua candidatura per il futuro, in bianconero come in Nazionale. Nessun proposito di ritiro e un sogno Mondiale.

36 anni, da protagonista. Gigi Buffon infila i guanti, ancora una volta. Fissa il prossimo obiettivo, il sesto Mondiale, punta a riscrivere la storia. Dal debutto in maglia ducale, fino alla lunga cavalcata in bianconero, nel mezzo i trionfi in azzurro. Carattere sincero, scorbutico, non sempre accomodante. La tendenza a evitare pericolosi giri di parole in nome della franchezza, la capacità di prolungare una carriera ormai ventennale. Criticato talvolta, osannato spesso, sempre sicuro, sempre pronto a dar battaglia, scegliendo la via della continuità, rintuzzando critiche frequenti, propositi di cambiamento. La Juve si identifica ancora oggi con Gigi Buffon, come l'azzurro si fregia delle prodezze di un campione planetario. 

Buffon è il simbolo della juventinità e della Signora è stato guida in epoche diverse, non ultima quella di Conte. Con Allegri un nuovo inizio, intelligente. Cambiamenti necessari, ma senza strappi, in una stagione di successi - primo posto in A, qualificazione Champions - con un solo neo, la sconfitta in Supercoppa "Se avessimo vinto la Supercoppa sarebbe stata una metà di stagione eccezionale. Al di là di quella sconfitta, la Juve ha dimostrato di essere una squadra in chiara evoluzione, con giocatori maturi, in cerca di consacrazione a livello europeo. L'obiettivo è fare più strada possibile in Champions, confermarsi in Italia in campionato, ma anche in Coppa Italia. È un trofeo che manca da troppo tempo a una squadra come la Juve. È giusto provare a vincerlo".

Difficile identificare le parate più significative, in un percorso fatto di gemme incastonate qua e là. Si opta allora per l'importanza dell'evento e con l'Atletico, nel dentro-fuori Europeo, il segno di Buffon è apparso lampante "Le mie ultime parate più belle? Contro la Sampdoria in casa, ma anche con l'Atletico Madrid, visto che era una gara decisiva. Sono veramente soddisfatto di quello che stiamo e sto facendo. Molte persone, da tempo, si aspettano il crollo e invece mi piace e mi stimola rilanciare sempre e dimostrare che certe cose che sto facendo ora magari dieci anni fa non le avrei fatte. Questa è la vera sfida, il vero pungolo. Continuare a stupire con la mia squadra, insieme alla mia squadra e grazie alla mia squadra".

Il recente successo in Coppa, di proporzioni ampie - 6-1 al Verona, nella serata di Giovinco, Coman, Pogba e Pepe - segna un momento di ottima forma per la Juventus, reduce anche dalla vittoria esterna a Napoli  "Contro il Verona in Coppa Italia la Juve è stata convincente, siamo un gruppo molto competitivo, unito, con singoli che hanno qualità eccelse. Mi ha fatto piacere rivedere un Pepe frizzante e lo Juventus Stadium esaurito. Tutto questo non può che fare bene a noi e all'ambiente Juve. Domenica sarà una gara probabilmente diversa da quella di ieri, con un'avversaria che magari non ci affronterà a viso aperto come in coppa. E avrà anche il dente avvelenato; perdere in maniera così netta è qualcosa che non fa piacere a nessuno, troveranno energie e rabbia per cercare di vendicare quella sconfitta".

Il duello, noto, è con la Roma di Garcia "Quando in classifica sei davanti hai la fortuna e l'onore di sapere che tutto dipende da te. Non bisogna tentennare, ma continuare a dare dimostrazione, soprattutto a noi stessi, di essere una squadra che sa quando deve accelerare e sa quando magari può rifiatare".

"Sono nato per essere un'eccezione", chiude così Buffon, pensando alla Coppa del Mondo, alla leggenda. 

Fonte Gazzetta.it

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