Juventus - Borussia Dortmund, le chiavi tattiche

I bianconeri si preparano ad affrontare i vice-campioni di Germania, in ripresa dopo un periodo decisamente negativo. Analizziamo la sfida da un punto di vista tattico.

Juventus - Borussia Dortmund, le chiavi tattiche
Juventus - Borussia Dortmund, le chiavi tattiche
Juventus
Borussia Dortmund

Quasi un testacoda, la dominatrice (quasi) incontrastata del campionato di Serie A, contro una squadra che sembra aver perso la propria identità, essersi smarrita, in una stagione che aveva aperto battendo nientemeno che il Bayern Monaco nella Supercoppa di Germania. Questo è uno degli ottavi di finale di Champions League che ci riserva il programma: la Juventus che affronta il Borussia Dortmund, realtà europea che non è riuscita ancora a trovare il bandolo della matassa, senza un'apparente motivo. Una rosa competitiva, che ha perso un solo elemento in estate: quel Robert Lewandowski che è passato al Bayern Monaco a parametro zero, il secondo grande traditore che ha lasciato la Ruhr per la Baviera, che ha ricalcato le orme di Mario Gotze. Una cessione che pare aver avuto conseguenze disastrose per la banda del sergente Klopp, che continua a giocare un buon calcio fino ai 20 metri, punto nel pare perdersi nel più classico dei bicchieri d'acqua, dimostrando grosse carenze in fase realizzativa, che il nostro Ciro Immobile, con tutta la buona volontà, non riesce a colmare.

Il Borussia, senza Lewandowski, è totalmente precipitato in fondo alla classifica di Bundesliga, attualmente è al 12esimo posto, inspiegabilmente a soli 4 punti di vantaggio dalla zona retrocessione, ma in Champions League continua a macinare gioco e vittorie, quindi non è assolutamente un avversario da sottovalutare per la Juventus di Max Allegri, che ha sicuramente le sue ragioni di sospirare, ma deve stare attento alle insidie che si nascondono nella squadra di Klopp. Il 4-2-3-1 dei tedeschi è il più classico dei moduli da ripartenza, maniera in cui il Dortmund ha vinto diverse partite, sfruttando a meraviglia ogni singolo spazio con un gioco veloce e divertente, e soprattutto entusiasmante. Quell'entusiasmo che adesso pare scemare, ma solo in campo, perchè i tifosi sono sempre a fianco della squadra. Manifestazioni d'affetto che si ripropongono a ogni partita, con il Signal Iduna Park sempre pieno, alla caccia del ritorno ai vecchi fasti. Insomma, senza dubbio “fiuuu”, ma non troppo, per la Juve.

Il primo aspetto che i bianconeri non devono sottovalutare, o meglio, che devono tenere d'occhio, è quello del gioco sulle fasce dei tedeschi: dispongono di due giocatori rapidi, che saltano l'uomo e sanno tagliare splendidamente in mezzo al campo, facendosi trovare spesso e volentieri anche direttamente in area di rigore, sfruttando i movimenti di Immobile. Se Aubameyang è stato uno dei pochissimi positivi di questa prima parte di stagione del Borussia, Marco Reus è destinato a esserlo: il suo ritorno in campo è coinciso con il ritorno alla vittoria del BVB, sul campo del Friburgo però, cioè una delle squadre, con tutto il rispetto, più scarse della Bundesliga. Sicuramente con un po' di ulteriore rodaggio anche il numero 11 ritroverà il ritmo-partita. Ci sarà quindi tanto lavoro da fare per i due laterali, serviranno velocità e intelligenza. Evra da una parte e Lichtsteiner (o Caceres) dall'altra avranno di fronte due avversari di altissimo livello.

Potrebbero invece stare più tranquilli i due centrali Bonucci e Chiellini, con tutto il rispetto per il nostro Ciro Immobile, ma vien difficile pensare che da solo possa mettere in difficoltà due giocatori che, per giunta, lo conoscono piuttosto bene. Inoltre, ultimamente sulla trequarti Klopp sta provando a sistemare Gundogan, rinunciando agli inserimenti di Mkhitarian per favorire le geometrie del turco-tedesco. Un pericolo in meno, visto che nemmeno Sahin e Bender sono troppo propensi a inserirsi, il primo in particolare, essendo il regista davanti alla difesa. Potrebbe però essere un problema limitare Piszczek, Grosskreutz, Durm e Schmeltzer: chiunque siano i due terzini, garantiscono spinta a propulsione per 90 minuti, e toccherà a Marchisio e Pogba aiutare gli esterni difensivi bianconeri, che potrebbero trovarsi spesso in situazioni sfavorevoli di 2-contro-1 sulla fascia, magari costringendo a uscire uno dei due centrali e complicando la vita alla difesa.

Una squadra prevalentemente offensiva, che aspetta e riparte in velocità, senza di fatto lasciare margine d'errore alla Juventus, che avrà verosimilmente il pallino del gioco in mano per la maggior parte del tempo. Il rischio è di finire a palleggiare sterilmente, senza creare pericoli, a una difesa rocciosa che deve però ritrovarsi, perchè se Hummels è tornato sui suoi livelli, lo stesso non si può dire di Subotic, a tratti irriconoscibile in certe uscite di questa stagione maledetta. Sicuramente i Tevez e Morata visti nell'ultimo mese circa potrebbero creare non pochi problemi alla difesa tedesca: in particolare l'ex Real Madrid potrebbe essere l'uomo chiave con la sua velocità. Sbilanciandosi, si potrebbe dire che la maglia da titolare sarà sua, anche perchè Llorente potrebbe andare in difficoltà, viste le enormi doti dei centrali del Dortmund nel gioco aereo.

Un ruolo fondamentale, tanto per cambiare, ce l'hanno i due interni, ovvero Marchisio e Pogba: non solo dovranno coprire, ma anche farsi vedere in avanti, visto che la posizione di Vidal obbliga di fatto Bender a marcarlo quasi a uomo, seguendolo sugli inserimenti. La manovra avvolgente di Allegri passa in gran parte dai piedi del numero 8 e del numero 6, che potrebbero avere diverse chance per provare la conclusione da fuori o vari spazi da prendersi, vista anche la superiorità numerica della Juventus a centrocampo. Potrebbe essere una Juve che non allarga il gioco come siamo abituati a vedere, senza sfruttare troppo i terzini, che dovranno stare attentissimi a non farsi cogliere in contropiede. In tutto questo va inserito Pirlo, che si può inventare l'assist decisivo in ogni momento della partita.

Insomma, una missione che sembra possibile. Una Juventus che non deve scoprirsi, che deve attaccare con ordine senza risultare passiva, contro una squadra che fatica in fase realizzativa, ma che corre meravigliosamente in contropiede. Non concedere spazi in difesa, creare e non perdere palla in modo stupido a centrocampo. Il Borussia non perdona, ma la Juve si sente pronta per dimostrare di essere anche una squadra che in Champions League ci sta, e che merita di starci, andando oltre gli ultimi risultati incerti e poco convincenti, cercando di ritrovare quel gioco fluido con cui aveva iniziato il 2015.

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