Il caso Llorente: quando un club deve ragionare da azienda

Lo spagnolo, reduce da un'annata fin qui poco convincente, è comunque stimatissimo da allenatore e compagni, ma l'età e lo stipendio non giocano a suo favore.

Il caso Llorente: quando un club deve ragionare da azienda
Il caso Llorente: quando un club deve ragionare da azienda

Fernando Llorente, al di là delle prestazioni sul campo, più o meno positive nel corso dei suoi due anni in bianconero, si è sempre contraddistinto per il suo carattere e la sua professionalità. Tuttavia, dopo una prima stagione ad alti livelli, lo spagnolo si è un po' perso per strada, ed è stato superato nelle gerarchie di Allegri prima dall'amico Morata e successivamente anche da Alessandro Matri, altro pupillo del tecnico toscano.

L'impatto dello spagnolo nel suo primo anno in bianconero fu molto positivo. Dopo poco più di un mese vissuto come riserva, il tempo necessario per ambientarsi e per memorizzare gli schemi di Conte, "el Rey Leon" si impose nelle gerarchie dell'attacco bianconero a suon di gol, diventando la spalla perfetta di Carlitos Tevez e formando con l'argentino una coppia d'attacco quasi perfetta.  La sua stagione terminò con un bottino di 18 reti totali, 16 in campionato più 2 in Champions League.

Con l'arrivo di Massimiliano Allegri e sopratuttto di Alvaro Morata ecco che qualcosa cambia. Il giovanissimo ex Real Madrid sembra un attaccante più adatto agli schemi del tecnico toscano. Effettivamente, le caratteristiche di Morata sono ben diverse da quelle di Llorente. Se quest'ultimo riusciva a garantire soprattutto una forte presenza in area di rigore e grande abilità nelle sponde e nel colpo di testa, Morata si presenta a Torino come il prototipo dell'attaccante moderno: riesce ad abbinare la tecnica alla velocità, possiede grandi abilità nel tiro da fuori, ma anche nel colpo di testa; svaria su tutto il fronte offensivo ed ama attaccare la profondità: Allegri stravede per lui e le prestazioni di Morata sono tutt'altro che deludenti. Di conseguenza, Llorente è costretto a ricominciare dalla panchina. Come se non bastasse, a gennaio, con l'arrivo di Matri, in alcune occasioni arriva ad essere la terza scelta del tecnico bianconero da affiancare a Tevez. Per lui le opportunità di rimettersi in gioco diminuiscono sempre più, ma anche quelle poche volte in cui viene chiamato in causa fin dal primo minuto non riesce a sfoderare delle prestazioni realmente convincenti. A stagione quasi conclusa (manca ancora una giornata di campionato e l'attesa finale di Champions League) il bottino dello spagnolo appare davvero povero: per lui 43 presenze fra campionato e coppe e solo 8 gol. Troppo poco per un attaccante da circa 4,5 milioni netti all'anno.

Già, 4,5 milioni: una cifra davvero importante. Ecco allora che lo stipendio dello spagnolo, l'età (31 anni) ed il poco utilizzo, formano un tris di fattori che costringono la dirigenza bianconera a pensare alla cessione. A conti fatti per la Juventus potrebbe essere l'ultima occasione per riuscire ad ottenere una cifra importante, ricordando che lo spagnolo arrivò a Torino a parametro zero, e che quindi qualsiasi cifra ricavata da una sua cessione sarebbe da considerare una plusvalenza. Tre fattori, dicevamo, che molto probabilmente potranno prevalere su altri elementi che, parlando di un giocatore come Llorente, non possono essere ignorati. L'attaccante spagnolo è infatti considerato un vero e proprio uomo spogliatoio. Un ragazzo d'oro, uomo di importanti valori e di grande professionalità. Mai una parola fuori posto, mai una polemica, sempre al servizio della squadra.  Alvaro Morata ha sottolineato infinite volte l'importanza che ha avuto Llorente per il suo inserimento nell'ambiente bianconero. Lo descrive come un amico vero, una persona speciale. L'addio di Fernando sarebbe dunque un enorme dispiacere per tutto l'ambiente, tifoseria inclusa. I suppoters bianconeri non hanno infatti mai dimenticato i sacrifici che Llorente accettò di fare pur di vestire la maglia bianconera: l'attaccante all'epoca del Bilbao, da bomber insostituibile venne messo ai margini della rosa e il suo preaccordo con la Juventus gli costò gli costò praticamente l'intera seconda parte di stagione, oltre agli insulti della tifoseria basca. Un attaccamento ai colori bianconeri che, durante questi due anni di Juventus, non ha potuto che crescere. L'addio dello Spagnolo sarebbe vissuto con tristezza da tutti, ma il conseguente ingresso di denaro nelle casse bianconere e soprattutto la possibilità di liberarsi dal peso di un ingaggio pesante sono fattori che certamente saranno tenuti in considerazione dalla dirigenza. Bisogna inoltre sottolineare che, per lo stesso Llorente, una nuova avventura con indosso un'altra maglia potrebbe essere un'importante occasione di rilancio. Un'operazione che quindi potrebbe essere vissuta con serenità da ambo le parti, anche se, fino a questo momento, lo spagnolo non ha mai manifestato la chiara volontà di voler lasciare la Juventus.

Quale ragionamento prevarrà dunque in casa Juve? Una mentalità aziendalista o un certo sentimentalismo accompagnato dalla leggera possibilità di indebolire in qualche modo uno spogliatoio mai stato così compatto? Manca davvero poco per scoprirlo: il mercato estivo si avvicina inesorabilmente e le pretendenti per Llorente sembrano non mancare. Diverse voci parlano di un forte interessamento da parte di Tottenham, Arsenal e Valencia. Gli "Spurs" in particolare sembrerebbero pronti a recapitare alla Juventus un'offerta ufficiale nelle prossime settimane. Tuttavia, nelle ultime ore, si vocifera addirittura la possibilità di un clamoroso ritorno all'Athletic Bilbao. Il futuro dell'attaccante spagnolo è tutto da scoprire e siamo certi che sarà uno dei temi principali del prossimo mercato bianconero.