La contraddizione del criticismo medio

Dopo quattro anni di vittorie, alle prime difficoltà i tifosi della Juventus si sono rivoltati chiedendo la testa di Allegri, quello che fino a pochissimi mesi fa era uno dei migliori allenatori sulla piazza.

La contraddizione del criticismo medio
La contraddizione del criticismo medio

Tre vittorie, due pareggi, tre sconfitte, un trofeo conquistato: questo il bilancio dei primi due mesi della stagione 2015/16 della Juventus. La vittoria in Supercoppa aveva fatto cambiare idea a tantissimi tifosi bianconeri, convinti che la squadra fosse sempre forte come l'anno prima, che potesse replicare le gesta delle precedenti annate. L'inizio di campionato (5 punti in 6 partite) ha riportato tutti alla dura realtà: questa squadra non è la stessa di prima, perchè semplicemente è una squadra nuova. Per quanto visto ora si può tranquillamente pensare che sia peggio, ma giudicare dopo 8 partite è in primis superficiale, in secundis inutile. I conti non si fanno a fine settembre, ma a maggio.

Quel che emerge è che un buon 80% di tifosi della Juventus ora si stanno rivoltando contro la squadra, contro la società e contro l'allenatore. Una sorta di contraddizione enorme, se si pensa che sono gli stessi che fino a pochi mesi fa esaltavano Marotta come miglior uomo-mercato italiano (Pirlo a zero, Pogba a zero, Llorente a zero, Vidal 10 milioni, Tevez 9...), mentre adesso è diventato semplicemente un incapace, e lo si dice sempre da dietro una tastiera, non dietro una scrivania che porta il proprio nome sulla porta d'ingresso dell'ufficio da Direttore Generale della Juventus.

Un incapace perchè non avrebbe "sostituito" Vidal, Pirlo e Tevez. Parliamoci chiaro. Ricordate quelli che lo scorso anno dicevano che Allegri avrebbe dovuto imporre subito le sue idee, segnalando una spaccatura rispetto alla gestione precedente di Conte? Ecco. Lo stesso identico discorso vale in questo caso. Sostituire tre giocatori del genere è impossibile, bisogna ricostruire quando si perdono nomi così pesanti, e ricostruire costa soldi (quelli spesi sul mercato) e soprattutto tempo. Quel Barcellona che dal 2006 vince tutto prima non era nulla, dal 1999 al 2005 è stato a digiuno di trofei, come anche il Manchester United del primo Ferguson (4 anni). Hanno scelto di ricostruire e gli è costato tempo, commettendo errori, com'è normale che sia essendo tutti umani, ma i risultati si sono visti.

Chiariamo l'equivoco, non sto affatto dicendo che la Juventus di oggi diventerà quel Barcellona e quello United, è improbabile (non impossibile, non si esclude nulla nel calcio), ma il concetto è esattamente questo. E gli Juventini dovrebbero sapere bene cosa significhi: i due settimi posti sono già un lontano ricordo?

Una seconda contraddizione che emerge da questa situazione riguarda il povero Massimiliano Allegri. Fino a pochi mesi fa era uno dei migliori allenatori sulla piazza, capace di arrivare a un passo dalla storica impresa di conquistare Campionato, Coppa Italia e Champions League, ribaltando le critiche iniziali. Oggi è invece improvvisamente diventato un incapace. Com'è possibile? Che metamorfosi sarebbe mai questa? O è sempre stato scarso, o è sempre un grande allenatore, e quanto fatto lascia propendere per la seconda, non c'è una ragione plausibile che faccia pensare che Allegri sia anch'egli un incapace. Sta cambiando vari moduli, gli infortuni non lo aiutano, la quadratura del cerchio per una squadra totalmente nuova non la si trova dopo due mesi, e soprattutto le prime somme si possono tirare magari a dicembre, non a settembre.

Terzo e ultimo punto, la squadra. Lo ha detto lo stesso Allegri: "Non è un calcio d'angolo che cambia i giudizi sulla squadra". La stessa che conclude per 34 volte e gioca un bel calcio, diventa improvvisamente un gruppo di scarsi nel momento in cui si fa sorprendere su un corner. Certo, si poteva evitare, ma allora il Barcellona che perde 4-1 sul campo del Celta Vigo è una squadra di scarsi? Che senso ha fare questo discorso? Appellarsi alla sfortuna è in parte sbagliato, perchè la fortuna ce la si costruisce, ma è vero anche che stan girando male alla Juve. Tra Udinese, Chievo e Frosinone cinque tiri in porta subiti: tre gol e due pali. Il conto delle occasioni non sfruttate dai bianconeri l'abbiam già perso, come quello dei legni colpiti. La squadra non è certo scarsa, anzi tecnicamente è validissima, bisogna trovare amalgama, la cosa più difficile per ogni allenatore, specialmente pensando che Allegri non ha mai avuto a disposizione tutti quanti.

Ieri sera a Napoli è arrivata una meritata sconfitta per 2-1, o meglio, il Napoli ha meritatamente vinto 2-1. La Juve ha provato a creare occasioni coi lanci lunghi, Hernanes è stato in enorme difficoltà. La prima prestazione incolore con la maglia della Juventus (dopo una gran partita a Manchester col City) lo ha reso un bidone e un perdente; Dybala, un ragazzo classe 1993 con una tecnica invidiabile, improvvisamente è un bust; Bonucci e Chiellini, una tra le migliori coppie di centrali dello scorso anno, sono diventati bidoni. E poi c'è lui, c'è Paul Pogba, quello che sta ricevendo le critiche maggiori per la troppa leziosità. Per carità, ci stanno le critiche, ma non è possibile che un cambio di numero lo possa aver reso un bidone. Quelli che cantavano "Quant'è forte Pogba" improvvisamente si sono ricreduti.

Una serie di contraddizioni che non inquadrano la situazione attuale della Juventus, ovvero un quartiere a cielo aperto, bensì quella di chi, abituato a ostriche e caviale, d'improvviso schifa un piatto di cozze e vongole. Di chi, abituato allo champagne, d'improvvisto non riesce più a bere vino bianco. Di chi, dopo aver visto la Juventus vincere per quattro anni, non accetta l'idea della ricostruzione. E come disse Conte quando era sulla panchina del Siena, che poi nessuno di questi, sia nella stagione attuale che in quelle seguenti, salga sul carro... 


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