Juventus, Agnelli: "Abbiamo cambiato tanto ma questo non giustifica il 14° posto"

Il presidente juventino è intervenuto all'assemblea degli azionisti: "Eravamo consapevoli che il processo di rinnovamento della rosa della Juventus avrebbe potuto creare qualche difficoltà". Beppe Marotta: "Hernanes non è un fenomeno"

Juventus, Agnelli: "Abbiamo cambiato tanto ma questo non giustifica il 14° posto"
Juventus, Agnelli: "Abbiamo cambiato tanto ma questo non giustifica il 14° posto"

Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha commentato il difficile avvio di stagione della sua squadra, aprendo l’assemblea degli azionisti: "Eravamo consapevoli che il processo di rinnovamento della rosa della Juventus avrebbe potuto creare qualche difficoltà, ma non è assolutamente una giustificazione del 14° posto attuale in classifica. La Juventus ha avuto il coraggio di portare avanti, dopo essersi resa conto al termine di una stagione eccezionale sotto il profilo economico e sportivo che un ciclo era chiuso e un altro andava aperto. Sul mercato, sul modulo, la formazione, tutti noi abbiamo una nostra opinione e non c'è mai un comune denominatore. Le decisioni tecniche spettano a Marotta e all’allenatore. L'alternativa è assumere  Mannahimer e fargli fare  un sondaggio ogni volta che dobbiamo prendere una decisione di mercato o formazione. Il cambiamento è il modo con cui il futuro invade le nostre vite"

Agnelli ha poi lanciato l'ormai “solito” allarme sulla situazione del calcio italiano (e internazionale): "Avevo concluso la mia lettera a voi azionisti tre settimane fa con una frase: "nessuna istituzione può ignorare per lungo tempo le richieste di maggiore trasparenza e di rinnovamento senza il rischio concreto di essere travolta". Ebbene dagli ultimi eventi accaduti, inchieste a livello nazionale e internazionale che hanno fatto emergere scandali e fatti, è sempre più urgente l'enorme bisogno di un cambiamento della governance del calcio a livello nazionale ed internazionale che permetta al mondo del calcio di riacquisire la centralità verso tutti gli azionisti e soprattutto verso i tifosi".  Sull'addio di Calvo: "Francesco ha contribuito a creare la struttura commerciale e ha deciso di accettare una analoga sfida nel Barcellona. Abbiamo deciso di non sostituirlo perchè  sotto di lui ci sono quattro persone di grande professionalità. Buonuscite? Si sono lette su organi di informazioni non proprio primari, sono fantasia: c’è stata una risoluzione con accordi di riservatezza nel liberare la figura di Francesco". Capitolo Calciopoli: "Abbiamo letto le motivazioni della Cassazione e stiamo valutando le richieste di Gazzoni. Manteniamo un dialogo aperto con la Figc e ho letto della causa per danni minacciata dall’avvocato Medugno, anche se ho faticato non poco a trovare gli accantonamenti di cui parla nel bilancio della Figc"

Marotta: "Rinnovamento e non rivoluzione" - Anche l'ad della Juventus, Giuseppe Marotta, ha risposto alle domande degli azionisti nel corso dell'assemblea allo Juventus Stadium: "È un anno un po' particolare. C'è stato un rinnovamento profondo, ma non una rivoluzione, un'evoluzione dovuta a fattori diversi. Volevamo abbassare l'età media della rosa, e abbiamo subìto decisioni forti da parte di nostri campioni". Tra questi anche Tevez che ha scelto di lasciare la Juve per tornare in patria: "Carlitos già lo scorso gennaio ci ha detto che voleva tornare in Argentina. Non c'era alcuna possibilità di trattenerlo. Ci ha chiesto cortesemente di lasciarlo libero, e lo abbiamo accontentato, anche per quello che lui ci ha dato in questi anni." Sui nuovi arrivati invece: "Hernanes? Il tecnico non ci ha chiesto un trequartista, ci ha illustrato alcuni profili. Il brasiliano è arrivato in extremis, non era una prima scelta, non abbiamo mai pensato di aver portato a casa un fenomeno, ma è un buon giocatore e ci farà comodo. La sua cessione ha generato una minus valenza nel bilancio dell'Inter. Cuadrado è un prestito libero. Si è inserito bene, vuole restare e vedremo in futuro di parlarne col Chelsea".

Juventus Football Club