Imperativo non illudersi, e lavorare ancora

La tanto cercata seconda vittoria consecutiva in campionato è arrivata, ma è una Juve che ancora dimostra lacune da colmare. Ma la strada imboccata è quella giusta.

Imperativo non illudersi, e lavorare ancora
Imperativo non illudersi, e lavorare ancora

L'aveva chiesto Massimiliano Allegri nella conferenza stampa della vigilia, e l'ha ottenuto. La tanto cercata seconda vittoria consecutiva in campionato della sua Juventus è arrivata ieri contro un Empoli che si è rivelato una volta di più un avversario insidioso, che si è piegato però al carattere e al maggior tasso tecnico dei bianconeri.

Un 3-1 fondamentale, sotto l'aspetto mentale in primis. Riuscire a vincere significa poter dare continuità di risultati, quella che fino ad ora è mancata, visto che solo a tratti la Juve edizione 2015/16 è sembrata una squadra in grado di convincere. Sia chiara una cosa però: i bianconeri hanno sì vinto, ma contro una squadra che per quanto bene possa stare facendo, ha comunque come obiettivo la salvezza. Quindi attenzione a non ripetere quanto successo dopo il match con l'Atalanta (2-0 in casa), ovvero una débacle come quella di Reggio Emilia contro il Sassuolo.

La Juve di ieri ha messo in mostra ottime cose, specialmente dopo essere andata sotto. L'approccio sbagliato poteva però costare caro, così come successo proprio a Sassuolo. Regalare tempi non è l'idea migliore per vincere. Baricentro troppo basso, fatica a trovare i centrocampisti e difensori che spesso sono andati in confusione in impostazione: per i primi 25 minuti si è vista poca Juve, se non quell'occasione avuta da Mandzukic.

Già, Mandzukic. Quarto gol stagionale, secondo in campionato, ma forse per la prima volta dopo Manchester, una prestazione convincente, quelle che possono fare pensare che il croato nella Juve può dire la sua, e può rivelarsi un elemento importante per la corsa allo scudetto. Sì, scudetto: 9 punti in 26 partite sono più che recuperabili, specialmente vista la qualità di cui Allegri dispone.

Con il 4-3-3 Mandzukic è imprescindibile: serve la punta fisica, che sappia fare sponda. Dybala rende sicuramente meglio in un ipotetico 4-3-1-2, anche in coppia con il croato, che però deve essere il riferimento nel 4-3-3, e deve fare come ieri una gara di sacrificio, di lotta e sponda, per poi raccogliere e sfruttare i palloni che passano in area.

Modulo che penalizzerebbe sicuramente Morata, ieri apparso più spento del solito. Il lavoro sulla fascia non è sicuramente quello che sa fare meglio, ma è capace di interpretare alla perfezione quel ruolo, specialmente con i tagli. Certo, deve imparare a giocare più di squadra e meno individualmente, come accaduto ieri.

Se la difesa è una sicurezza sotto il punto di vista tecnico ma non del tutto sotto il punto di vista mentale (ieri altro errore evitabile), discorso diverso va fatto per la linea mediana. Quando ci sono i tre titolari, la palla va in banca e raramente i bianconeri vanno sotto tono, anche se ieri Marchisio non ha giocato la sua miglior partita e Khedira non era al meglio.

Discorso a parte merita la prestazione di ieri di Paul Pogba. A primo achito sembrerebbe stata negativa, e per certi versi lo è stata: il roboante talento del francese non si è visto, se non per una giocata nel primo tempo, ovvero un tiro al volo da fuori alto di poco. Pogba ieri è stato un elemento tattico validissimo, si è sacrificato molto in chiusura aiutando Evra e di fatto impedendo all'Empoli di sviluppare gioco sulla destra.

Tante piccole cose, che insieme portano a risultati positivi. La Juve di oggi deve ripartire da questo, dai fondamentali, passo dopo passo e senza illudersi. Le lacune di gioco (anche se ieri si è visto un giropalla molto fluido nella ripresa), verranno colmate col tempo. Anche se quelle rimaste sembrano sempre meno, e i bianconeri sono sempre più simili a quello che vogliono essere.


Share on Facebook