Andrea Barzagli, l'ultimo grande allievo italiano

La superlativa prestazione di sabato sera contro il Napoli è stata l'ennesima prova di forza del centrale di Fiesole, leader silenzioso della retroguardia della Juventus nonché perno della Nazionale spesso ignorato dai media.

Andrea Barzagli, l'ultimo grande allievo italiano
Andrea Barzagli, l'ultimo grande difensore italiano

Da sempre la scuola calcistica italiana è rinomata nel mondo per la cura maniacale della tattica e della fase difensiva, fornendo al panorama  mondiale alcuni dei più forti difensori di sempre. Scirea, Baresi, Maldini, Cannavaro, Nesta: simboli di classe, eleganza e talento, ma soprattutto di leadership dentro e fuori dal campo, autentici trascinatori che hanno fatto la storia del loro tempo vincendo innumerevoli trofei a livello di club e in nazionale. Questa scuola negli ultimi anni ha subito un grave declino a livello di qualità (tante le speranze per il futuro riposte nel duo Rugani-Romagnoli), ma un nome su tutti emerge per rendimento e continuità: Andrea Barzagli.

"The Wall" ("il muro") o "la Roccia", come viene spesso apostrofato affettuosamente dai suoi tifosi, è l'ultimo grande erede di un calcio che non c'è più. Il centrale bianconero, nella delicata sfida contro il Napoli dello scorso sabato, é emerso fuori dopo che Bonucci e Chiellini hanno dovuto dar forfait per infortuni, difendendo la sua porta come un mastino. Ne sa qualcosa Gonzalo Higuain, attualmente il miglior attaccante  della Serie A con 24 reti in 25 giornate, letteralmente braccato a uomo da Barzagli, non incidendo più di tanto in attacco con una prestazione sottotono. L'esperto centrale inoltre ha saputo dar fiducia al ben più giovane compagno Rugani (ben 14 anni di differenza), gettato nella mischia in un momento delicato della partita, proteggendo la porta di Gianluigi Buffon.

Ha ricevuto applausi dagli addetti ai lavori ma non si tratta della sua prima grande prestazione. Ripercorriamo dunque la sua carriera: inizia a giocare a calcio nelle fila della Cattolica Virtus, piccola società fiorentina, poi nella Rondinella, con la quale esordisce nel 1998, a 17 anni, nei Dilettanti e ottiene la promozione in Serie C2 che gli permette di esordire tra i professionisti l'anno successivo. Nel 2000 passa alla Pistoiese, in Serie B, dove arriva da centrocampista. L'allenatore degli arancioni è Bepi Pillon che lo trasforma in difensore centrale, un ruolo che ricopre con eleganza ed intensità. Nel 2003 il Chievo lo acquista, e con la formazione clivense debutta in Serie A a 22 anni, il 31 agosto 2003 in Brescia-Chievo (1-1), e disputa una stagione da titolare, coronata da 29 presenze e 3 reti.

Nel 2004 il Palermo acquista per 2,53 milioni di euro il difensore, che diventa subito titolare e perno della squadra rosanero che conquisterà la prima qualificazione in Coppa UEFA della sua storia con il sesto posto in campionato. Nel 2006 si laurea campione del mondo nella spedizione azzurra guidata da Marcello Lippi e nella stagione 2007-2008 diventa anche il capitano della squadra. Tra i siciliani, Barzagli ha collezionato in quattro anni 142 presenze in Serie A, mettendo a segno 3 reti. Nell'estate 2008, dopo il lungo corteggiamento della Fiorentina, viene ceduto al Wolfsburg per 11,87 milioni di euro insieme al suo compagno di reparto Cristian Zaccardo. A fine stagione sotto la guida di Felix Magath vince la Bundesliga giocando tutti i 34 incontri del torneo senza essere mai sostituito.

Piano piano il minutaggio si riduce e dopo il deludente sesto posto in campionato con i Lupi nella stagione 2009-10, il 27 gennaio 2011 la Juventus annuncia ufficialmente il suo arrivo dal Wolfsburg per una cifra pari a 300.000 euro più eventuali bonus legati ai risultati sportivi, sino a un massimo di  soli 600.000 euro, firmando un contratto fino al 2013.

Esordisce con la casacca bianconera il 2 febbraio nella gara persa in trasferta contro il Palermo (2-1), sua ex squadra, valida per la 23ª giornata di campionato. Chiude la stagione con 15 presenze in campionato senza farsi notare molto con i bianconeri che proseguiranno il trend negativo della stagione precedente. Nella stagione successiva con Antonio Conte in panchina si conferma come titolare inamovibile della difesa bianconera, la meno battuta del campionato con 20 reti subite in 38 incontri, vincendo lo scudetto con una giornata d'anticipo. Per lui si tratta del secondo titolo nazionale in carriera, dopo quello 2008-2009 in Germania. Nell'ultima partita di campionato, giocata il 13 maggio e vinta contro l'Atalanta, segna la sua prima rete in maglia bianconera inusualmente su calcio di rigore fissando il risultato sul 3-1: era l'unico fra i titolari ancora senza reti all'attivo in stagione.

Rinnoverà in seguito il contratto vincendo altri 3 scudetti, 1 Coppa italia e 3 Supercoppe italiane con una finale di Champions League persa, formando un'inossidabile trio difensivo, sia a livello di club che in nazionale, con Bonucci e Chiellini e fornendo ottime prestazioni (famosa la sua straordinaria discesa sulla fascia a tempo scaduto e l'assist per Giovinco in Juve-Roma 4-1 nella stagione 2012-13). Considerato uno dei migliori centrali della sua epoca, Barzagli è conosciuto per la sua ottima prestanza fisica unito ad un'ottima velocità nonchè alla straordinaria concentrazione e senso della posizione che gli permettono di eccellere nella lettura della gara. Negli ultimi 4 anni e mezzo è stato senza alcun dubbio il più forte centrale italiano grazie anche alla sua ottima disciplina e soprattutto alla sua bravura nell' uno contro uno in cui difficilmente viene superato; tutti questi attributi gli hanno permesso di essere votato nella "Squadra dell'Anno della Serie A" per tre stagioni di fila diventando un perno per club e nazionale. La sua calma, velocità, intelligenza tattica, continuità e tecnica gli hanno permesso di essere considersto un dei difensori più completi del panorama calcistico internazionale. Dimostra anche una certa duttilità ricoprendo con ottimo successo il ruolo di esterno basso nella difesa a 4 in assenza di Lichtsteiner.

Con queste doti può essere considerato l'ultimo allievo dei vari Maldini, Nesta e Cannavaro che hanno segnato un'epoca importante del calcio nostrano. Purtroppo viene spesso sottovalutato e snobbato dai media perchè non è un uomo-copertina come il collega Pogba, ma piuttosto un leader silenzioso che lavora nelle retrovie, che ascolta il metal rock e che in campo è un vero "muro", conquistandosi la stima e l'affetto della tifoseria bianconera. Va anche detto che pesa sicuramente il fatto che sia "esploso" relativamente tardi. A quasi 35 primavere Barzagli è in scadenza col club torinese ma ci sono già le trattative in corso da parte di Marotta per trattenerlo, in nazionale invece darà l'addio al termine degli Europei in Francia quest'estate. I sostenitori di Madama saranno lieti di assistere ancora per un po' alle sue prestazioni e lo sarà anche Rugani, suo pupillo nonchè futuro sostituto. Daniele può star certo però in essere in ottime mani e che toccherà a lui raccogliere il testimone per proseguire la grande tradizione dei difensori azzurri.

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