Alla carica della 101

Sono cento i successi complessivi dei bianconeri allo Juventus Stadium. L'impianto ha appena compiuto cinque anni, festeggiare con la vittoria numero centouno contro il Sassuolo è giusto e doveroso. Di seguito, analisi e spunti tattici della partita.

Alla carica della 101
Analisi e spunti tattici della Juve contro il Sassuolo | Foto: juventus.com

Sarà il Sassuolo a festeggiare il quinto anno di vita dello Juventus Stadium, cinque anni colorati di successi - ben 100 - e altrettanti scudetti inseriti in bacheca. Una lunga cavalcata cominciata nel l'11 settembre del 2011: un pranzo dalle grandi occasioni, sul menù la prima preda delle cento sbranate, il Parma. Finale? 4-1. Un lustro è trascorso. Nell'anticipo del sabato, i ragazzi ora allenati da Massimiliano Allegri, andranno a caccia di altri tre punti per iniziare a tessere un bel filotto di successi consecutivi e staccare la concorrenza. La squadra che si troveranno davanti non sarà affatto di facile portata, Di Francesco è tecnico sveglio e capacissimo e l'ha ampiamente dimostrato in questi anni con la storica Europa League centrata. 

Dopo aver accantonato la pausa nazionali, ci si rituffa nel campionato e la situazione vede la Juventus al comando con 6 punti - insieme alle genovesi - e il Sassuolo con 3 punti, a causa della sconfitta a tavolino contro il Pescara. Entrambe le compagini, nella settimana successiva, si avvieranno nelle rispettive campagne europee: mercoledì, Champions League, con i bianconeri contro il Siviglia; giovedì, Europa League, con Sassuolo-Athletic Bilbao. Doppia sfida Italia-Spagna, alla ricerca dei primi tre punti nel girone. 

Fattore B 

La banda di Allegri, come detto, è reduce da due vittorie in campionato contro Fiorentina e Lazio. Due partite ben diverse tra loro, un approccio tattico e un'esecuzione tecnica decisamente distante. Contro i Viola, i bianconeri hanno letteralmente domato gli avversari costringendoli a rinculare fino alla propria area di rigore. Devastante la fascia destra con il dialogo sudamericano tra Paulo Dybala e Dani Alves e l'intelligenza quasi robotica di Sami Khedira, il centrocampista per eccellenza. Lui, insieme ad Asamoah, ha dato fuoco alle polveri aprendo il pacchetto arretrato della Fiorentina con un tempismo impeccabile. Nota di rilievo merita Leonardo Bonucci, probabilmente assenza che è pesata enormemente nel match dell'Olimpico: è lui che regala senso alla difesa a tre, rimpiazzando le lacune di un regista poco illuminante come Lemina e facendo girare la squadra. Nel debutto del 20 Agosto, il 19 bianconero ha effettuato 61 passaggi, con una precisione del 90.2% e ben undici di questi, indirizzati con palloni lunghi. Come nel frammento qui di seguito. 

Con i biancocelesti, Barzagli ha occupato la casella da centrale con l'inserimento di Medhi Benatia sul centro-destra. Castello difensivo inattaccabile sempre e comunque ma i piedi e la visione del numero 15 sono totalmente differenti da quelli di Bonucci. La scelta di Simone Inzaghi di schierarsi praticamente a specchio, ha fatto sì che gli attaccanti laziali fornissero, in fase di non possesso, uno schermo al centrocampo bianconero. In tal modo, negavano la circolazione del pallone per vie centrali, costringendo i difensori bianconeri a girare la sfera sugli esterni. E' qui che, per lunghi tratti, la Juventus ha faticato. Il pressing alto coordinato dalla Lazio ha svariate volte indotto all'errore proprio Giorgio Chiellini, che risulta essere l'obiettivo principale da puntare per gli avversari, visti i limiti tecnici del toscano. Anche la poca propensione di Lemina ad essere playmaker puro, non ha giovato al team zebrato nel districarsi dalle situazioni asfissianti che ne derivavano. Il solo Benatia, tra i tre difensori, ha un ottimo piede nell'impostazione ma il pressing costante di Felipe Anderson non gli ha concesso uno smistamento rapido e preciso, proprio perchè il gioco veniva dirottato sul versante mancino. Qui sotto, estratti delle difficoltà incontrate nell'uscita dalla difesa. 

LB potrebbe rivelarsi davvero l'arma in più nella sfida al Sassuolo. I neroverdi, nell'ultimo incontro con il Pescara, hanno manifestato enormi problemi nel gestire la profondità: Caprari prima, Manaj poi si sono resi davvero pericolosi per la difesa di Di Francesco. Allegri ha asserito in conferenza stampa che Higuain partirà dal 1', una carta importante non soltanto perchè è Gonzalo Higuain ma soprattutto per la sua attitudine ad attaccare la porta. Ruoli ben definiti e presto fatti: Paulo Dybala a scendere e ricevere, lui a scagliarsi in avanti per eventuali lanci lunghi o cross dagli esterni. Fare 2+2 è semplice: Bonucci, come ben sappiamo, è millimetrico nel long ball; Higuain, micidiale nel puntare la zona alle spalle dei difensori e la difesa del Sassuolo soffre non poco questi tagli, sintomi palesemente mostrati nel primo tempo del Mapei Stadium contro la squadra di Oddo (vedi video qui sotto). Se tutto si basasse su questi dati il risultato sarebbe già scritto, ma non è così. La predisposizione e la disposizione nelle distanze cambierà, così come l'attenzione ai particolari salirà alle stelle essendo la Juventus la squadra da affrontare. L'assenza di Berardi non muta l'assetto di zemaniana memoria, e Di Francesco, sempre fedele al suo 4-3-3, manda in campo Politano non snaturando schemi ed ingranaggi ben oliati tra loro. Altamente probabile anche l'impiego di Alessandro Matri, l'ex juventino dovrebbe far rifiatare Defrel. Difesa e centrocampo rimangono invariati, nonostante l'incontro di Europa League sia alle porte. 

 

La prima del Pjanista

Massimiliano Allegri, ha scoperto parzialmente le carte in conferenza stampa. Una che non è stata svelata è quella di Miralem Pjanic. Il bosniaco, dopo aver disputato 90' con la nazionale, dovrebbe partire dall'inizio contro il Sassuolo anche se la certezza massima non esiste. Qualora il numero dovesse fare il suo debutto ufficiale con la maglia bianconera, si collocherebbe davanti alla difesa al posto di Mario Lemina. Ruolo cucitogli da Allegri, che lo vede a tutti gli effetti un potenziale fuoriclasse nella veste da playmaker basso. Nella pre-season, l'unica partita in cui è stato realmente piazzato in quella zona è quella con il West Ham. Nell'inaugurazione del nuovo impianto degli Hammers, Pjanic ha occupato il vertice basso nel rombo allegriano. Ottimo primo tempo, con la distribuzione del pallone ben fatta e il tempo della giocata quasi sempre puntuale. Le note negative, se così vogliamo definirle, riguardavano la posizione del corpo durante la pressione alta, spalle all'avversario. In questi casi, perdere il pallone sarebbe delittuoso e aprirebbe un'autostrada all'attaccante: Miralem, nel primo tempo con il West Ham, è incespicato in un paio di errori del genere provocando azioni insidiose poi non finalizzate. La partita del numero 5 è sintetizzata di seguito. 

Nel friendly match di Londra, il modulo era il 4-3-1-2 con Pjanic quindi vero e unico regista della squadra. Il debutto ufficiale, coinciderà anche con la prima, in quella posizione, nel 3-5-2: doppio play, con Bonucci alle spalle; più copertura e maggior possibilità di staccarsi in avanti in determinati frangenti con Khedira ed Asamoah a traslare la loro posizione nel mezzo e formare una cinghia a protezione. La sua proprensione alla verticalizzazione potrebbe creare un asse comunicativo di un certo peso con Dybala, oppure evolversi in qualcosa di simile a Pirlo, visto che domani Stephan Lichtsteiner scenderà in campo e festeggiare il quinto anno dello Stadium con un altro suo goal, non sarebbe poi così male. 

L'undici potenziale per la sfida al Sassuolo è questa: Buffon tra i pali; Barzagli rimpiazzato da Benatia, poi Bonucci e Chiellini a completare il reparto. Sugli esterni, Lichtsteiner è certo del posto a destra mentre a sinitra Evra è, al momento, favorito su Alex Sandro. In mezzo al campo, Khedira e Asamoah interni con Pjanic regista. In avanti, Dybala supporterà Gonzalo Higuain formando una coppia d'attacco tutta argentina. 

Joya amarcord

Per chiudere impossibile non citare Paulo Dybala tra i protagonisti più attesi. La joya bianconera ha risolto l'ultimo Juventus-Sassuolo con un gioiello di rarissima bellezza, incastonato sotto l'incrocio alla destra di Consigli. Un gesto realizzato in un fazzoletto: controllo, corpo che si indirizza e gamba che va. Soltanto i fuoriclasse riescono in prodezze del genere, oltre la tecnica c'è il pensiero. E quello di Dybala corre veloce, molto più rapido di quello dei difensori avversari. L'argentino, uscito in lacrime dopo l'espulsione in nazionale, ha voglia di timbrare il cartellino per la prima volta in stagione: non sarebbe male farlo ancora contro i neroverdi. In attesa di un'altra gemma, riviviamo quella dello scorso campionato. 


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