Intensità ed aggressività. Le chiavi del successo juventino

A differenza della partita col Genoa, la Juve ha affrontato l'Atalanta con un piglio molto aggressivo e grintoso. Ciò ha permesso lo strapotere bianconero per tutti i 90 minuti.

Intensità ed aggressività. Le chiavi del successo juventino
Daniele Rugani, autore del 2-0 juventino, si sta mostrando sempre più una pedina importante della retroguardia bianconera. Foto: SpazioJ
Juventus
3 1
Atalanta
Juventus: Buffon; Lichtsteiner, Rugani, Chiellini, A. Sandro; Sturaro, Marchisio, Khedira (Lemina, min. 61); Pjanic (Evra, min. 78); Higuain, Mandzukic (Cuadrado, min. 76).
Atalanta : Sportiello; Masiello, Caldara, Toloi; Spinazzola, Freuler, Kessié, Conti (Grassi, min. 55); Kurtic (D'Alessandro, min. 75); Gomez, Petagna (Pesic, min. 56).
SCORE: 1-0, min. 15, Sandro. 2-0, min. 19, Rugani. 3-0, min. 64, Mandzukic. 3-1, min. 82, Freuler.
ARBITRO: Massimiliano Irrati (ITA). Ammoniti: Freuler (min. 26), Lichtsteiner (min. 31), Kessié (min. 31), Rugani (min. 35), Sturaro (min. 70).

Nel secondo anticipo della quindicesima giornata di Serie A, la Juventus ha sconfitto l'Atalanta con un perentorio 3-1. I marcatori del successo bianconero sono stati Alex Sandro, Rugani e Mandzukic; inutile la rete bergamasca segnata da Freuler nei minuti finali. La banda-Allegri conquista un successo importante dopo lo scivolone di Genova e guadagna altri tre punti di margine su Roma e Milan, che devono ancora giocare.

Una vigilia difficile quella che ha accompagnato i campioni d'Italia alla gara con gli orobici. Il 3-1 subito dal Genoa la settimana scorsa ha scosso un po' l'ambiente juventino. In molti stava emergendo l'idea che forse la Juve ha delle fragilità e non è poi così invincibile come si pensa. Probabilmente una parte dei tifosi bianconeri non si aspettavano che la Juve riuscisse a battere l'Atalanta e che la squadra di Gasperini andasse via dallo Stadium ​almeno con un pareggio. Invece, il club torinese ha riportato una vittoria decisiva con un sonoro 3-1, respingendo le critiche dei giorni precedenti. La vittoria della Vecchia Signora​ non è stata un capolavoro tattico del proprio allenatore, ma una vittoria psicologica. Andando ad analizzare la gara, la Juve ha giocato una partita molto intensa: a differenza della partita di Marassi​, i bianconeri hanno aggredito gli avversari per tutti i 90' con l'obiettivo di chiudere il match nel minor tempo possibile. Infatti così è stato, poiché la Juve ha chiuso la pratica già nei primi 20 minuti con le reti segnate da Sandro e Rugani in 4 minuti; praticamente la squadra vista ieri sera era l'opposto di quella di sei giorni prima.

Dal punto di vista tattico, Allegri ha dovuto ricorrere al 4-3-3 a causa degli infortuni ai quali ha dovuto far fronte. Infortuni che riguardano soprattutto il reparto difensivo, orfano di Bonucci e Dani Alves: così il tecnico livornese conferma la fiducia nello schierare Rugani che ha fatto coppia con il rientrante Chiellini al centro della difesa. L'ex difensore dell'Empoli si sta ritagliando sempre più uno spazio importante: nelle ultime partite ha svolto delle ottime prestazioni, risultato della sua sempre maggiore crescita a livello tattico. Sulle fasce, Lichtsteiner rileva l'ex Barcellona e viene confermato Alex Sandro. La linea di centrocampo è formata da Marchisio, Khedira e Sturaro. In attacco viene schierata la coppia Higuain-Mandzukic, con Pjanic trequartista. Per il bomber croato si tratta di un vero e proprio rilancio, visto che nelle prime partite stagionali è rimasto tagliato fuori dalle scelte di Allegri che gli ha preferito sempre il duo argentino Dybala-Higuain. Nonostante ciò, Mario nelle ultime partite si è rivelato determinante al pari dei compagni di reparto, oltre ad avere una grande capacità di finalizzazione. Inoltre, a proposito di rilanci, bisogna spendere qualche parola anche su Cuadrado. Il centrocampista colombiano è stato anche lui un po' tagliato fuori dagli schemi della Juve e solo in queste ultime uscite sta ritrovando spazio. L'ex Chelsea, già dai tempi in cui militava nella Fiorentina, ha mostrato una gran duttilità di gioco: infatti, può giocare come terzino nella difesa a quattro oppure come esterno in un 3-5-2 (ruolo che ricopriva molto spesso durante la passata stagione e anche ai tempi in cui vestiva la maglia viola); quest'anno, invece, viene schierato spesso come esterno d'attacco dando buone performance (si veda la gara di Champions con il Lione ad esempio).

Le chiavi del successo tattico juventino sono state soprattutto le posizioni azzeccate di Pjanic e Alex Sandro. L'ex centrocampista della Roma, come detto prima, è stato schierato sulla trequarti dietro le punte. Scelta quanto mai azzeccata poiché Miralem è stato sempre nel vivo del gioco: ha fornito gli assist per le reti di Rugani e Mandzukic praticamente da fermo. La cosa più importante è stata, però, che il bosniaco è riuscito a fungere da fulcro del gioco: infatti, sono passati da lui tutti i palloni provenienti dalla trequarti atalantina grazie anche al supporto di Higuain; inoltre, nonostante delle imperfezioni riguardo le palle perse, è riuscito a smistare bene il pallone. Alex Sandro, da parte sua, ha dato tanta grinta al gioco juventino: l'esterno brasiliano è stato straripante, poiché nell'azione del gol è stato bravo a ritagliarsi uno spazio nell'area avversaria e a trovare il varco per concludere a rete; in aggiunta, ha giocato tutto l'incontro con tanta aggressività mandando in bambola i difensori bergamaschi, che non riuscivano a marcarlo. Importante è stato anche il contributo di Sturaro che ha accompagnato molto bene le offensive dell'ex Porto. In generale tutto l'undici bianconero è stato schierato in modo compatto. Tutti i giocatori si trovavano in trenta metri, aggredendo gli avversari per tutta la partita senza lasciargli la possibilità di rubare palla e ripartire in contropiede.

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