Juve, ripresa nel 2017

Vacanze fino al primo gennaio per i bianconeri, i quali non si mobiliteranno verso luoghi esotici dopo Doha: si lavorerà a Vinovo. Giorno in più per i sudamericani.

Juve, ripresa nel 2017
Fonte immagine: Lega Serie A

Un anno che forse avrebbe meritato un epilogo diverso, il 2016 della Juventus. La conquista di due trofei, il quarto e il quinto della gestione Massimiliano Allegri; il duello all'ultimo sangue con il Bayern Monaco negli ottavi di Champions League; la Supercoppa persa con il Milan ai rigori. Tanti volti, tanti episodi da raccontare, ormai mandati in archivio: conta il presente, o meglio, conta il futuro. L'attualità racconta infatti delle meritate vacanze concesse ai giocatori fino al primo gennaio, data fissata per la ripresa degli allenamenti. Una settimana di riposo prima di tornare a lavorare in quel di Vinovo. La preparazione infatti non prevede tournée esotiche, forse anche abbastanza insolitamente rispetto alle abitudini delle big.

Come detto, sarà dunque capodanno il giorno in cui la Juventus si ritroverà al Training Center per smaltire le ferie e riconcentrarsi sul campo. Per la verità la squadra sarà al completo solamente dal giorno dopo, vista la deroga concessa ai sudamericani tornati in patria per le festività. Con il gruppo non ci saranno gli infortunati Dani Alves e Bonucci, probabilmente nemmeno Alex Sandro, mentre resta da capire quando Lemina partirà per la Coppa d'Africa. Asamoah invece ha deciso di rinunciarvi per rimanere in bianconero, forse a causa delle sue precarie condizioni fisiche e delle conseguenze sul resto della stagione che il viaggio avrebbe comportato.

Il primo appuntamento in calendario per i bianconeri è fissato alle 20.45 dell'8 gennaio, in casa contro il Bologna. A seguire, sempre a Torino, i bianconeri affronteranno l'Atalanta negli ottavi di Coppa Italia (11 gennaio, ore 20.45) per poi spostarsi la domenica successiva in quel di Firenze, per il posticipo. Una settimana sulla carta non impegnativa, esclusa la trasferta al Franchi, ma che si accompagna ad obblighi di vittoria non indifferenti, specialmente dopo la débacle di Doha. Ripartire vincendo è la miglior medicina possibile per dimenticare quanto accaduto in Qatar.

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