Di nuovo Juve-Milan, anche in Coppa Italia. Allegri in conferenza stampa chiede equilibrio

La sorpresa dopo l'ultimo cambio di modulo, le idee di riconferma e il relativo turnover: i bianconeri si preparano al quarto di finale di Coppa. Le parole del tecnico.

Di nuovo Juve-Milan, anche in Coppa Italia. Allegri in conferenza stampa chiede equilibrio
Massimiliano Allegri in conferenza stampa. | Fonte immagine: NapoliSport

Terzo e penultimo atto della saga 2016/17 tra Juventus e Milan, un confronto che per ora ai bianconeri non sorride: sconfitta a San Siro e pareggio e crollo ai rigori a Doha in Supercoppa. Questa volta però c'è un fortino, inespugnato da 27 partite in Serie A, a spalleggiare i detentori della Coppa Italia, i quali cercheranno la difesa al titolo tra le mura amiche dello Stadium nel quarto di finale contro i rossoneri. Massimiliano Allegri, nella consueta conferenza stampa della vigilia, è stato chiaro e diretto sulle intenzioni dei suoi: "Abbiamo l'obiettivo di arrivare fino in fondo e vincere la terza Coppa Italia consecutiva, non ci è mai riuscito nessuno, dobbiamo giocare come se fosse una finale".

Il tema ricorrente riguarda soprattutto il 4-2-3-1 visto contro la Lazio, schieramento che ha pagato alti dividendi, ma che non è e non può essere l'unica variante da considerare, come afferma lo stesso allenatore: "Non è il modulo che deve cambiare l'atteggiamento, i ragazzi domenica hanno dato una grande risposta: la fame e la cattiveria devono far parte di entrambe le fasi, non si devono confondere atteggiamento difensivo e qualità. Non si vince giocando solo di qualità e nemmeno di rabbia, sono due cose che vanno messe insieme". Poi aggiunge: "In certi momenti bisogna giocare partite diverse, ma l'obiettivo deve rimanere il migliorare la qualità sul piano del gioco ed essere più spregiudicati".

Khedira a contrasto con Milinkovic-Savic. | Fonte immagine: Mediagol
Khedira a contrasto con Milinkovic-Savic. | Fonte immagine: Mediagol

La vittoria è seguita a una sconfitta pesante, ancora a dimostrazione dell'orgoglio bianconero, ma Allegri vuole predicare calma: "La Juventus non deve vivere di reazioni, ma di equilibrio: i valori della squadra non si perdono o acquisiscono in una settimana. Ci sono momenti in cui è fisiologico inciampare e non ci sono episodi che condannano i campionati".

Equilibrio, parola chiave utilizzata anche per analizzare la partita di domani: "Sabato il Milan ha fatto una gran partita contro il Napoli nonostante il risultato non lo rispecchi. A campo aperto ci possono fare male, Suso e Bonaventura hanno tecnica, corsa, tiro e assist", afferma il tecnico, che poi valuta il discorso tattico e l'eventuale riproposizione del 4-2-3-1: "Le varianti possono essere nei giocatori, domenica abbiamo avuto un dispendio alto. Ci saranno sicuramente dei cambi, devo vedere chi ha recuperato bene".

Pjaca in azione contro la Lazio. | Fonte immagine: Ansa
Pjaca in azione contro la Lazio. | Fonte immagine: Ansa

Marchisio difficilmente sarà della partita ("Fino a ieri non si è allenato con la squadra"), mentre Pjaca non dovrebbe essere titolare, anche se "è un predestinato, quando ha giocato si è sempre creato occasioni importanti". Bonucci giocherà, mentre Higuain potrebbe trovare campo a seconda dell'assetto. Chi potrebbe trovare ancora spazio potrebbe essere Dybala, reduce da una partita in cui "ha alternato cose belle a errori sotto porta che possono capitare", mentre sulla sinistra si va verso la conferma di Asamoah. "Ha una tecnica importante, giocava già da quinto nella prima Juventus. In quella posizione trae giovamento a livello fisico", ha spiegato Allegri riguardo al ghanese.

Davanti si profila il ritorno di Mario Mandzukic nel suo ruolo naturale, dopo aver brillato anche da esterno sinistro ("Mario può fare tutto, ci ha dato anche la possibilità di alzare la palla"), mentre in mezzo Pjanic potrebbe essere riproposto nella stessa posizione di sabato: "Predilige il ruolo di mediano a due, la differenza rispetto a prima è la posizione di partenza".

Parentesi importante lapidaria riguardo alla sterile e inutile polemica sull'abbraccio tra Buffon e Tagliavento: "In Italia invece di parlare del grande gesto tecnico di Dybala o di Higuain, o del colpo di Insigne a San Siro, si vanno a cercare queste cose che lasciano il tempo che trovano. Non riusciamo mai a goderci il campo e il lato tecnico".


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