Juventus - Dybala ed Allegri commentano il poker al Palermo

Il migliore in campo e l'allenatore ai microfoni Sky Sport parlano riguardo alla gara appena conclusa, con un occhio al prossimo impegno contro il Porto in Champions League.

Juventus - Dybala ed Allegri commentano il poker al Palermo
Paulo Dybala e Claudio Marchisio festeggiano una delle reti di questa sera. | calciomercato.com

Un altro successo per la Juventus in Serie A. Non è certo il giocare di venerdì a cambiare i risultati dei campioni d'Italia nella propria tana: contro il Palermo il risultato finale è stato di 4-1, siglato dalla prima rete di Marchisio seguita dalla doppietta di Dybala con la solita marcatura di Higuain nel mezzo. Insomma, il miglior modo per la Signora di avvicinarsi al prossimo impegno di Champions League, come detto proprio dall'argentino miglior marcatore del match, la Joya, ai microfoni di Sky Sport: "Penso che è una vittoria più che meritata, aldilà del fatto che abbiamo sofferto troppo. Abbiamo fatto le cose bene, abbiamo sfruttato le opportunità che abbiamo avuto e ora c'è da pensare subito alla Champions ".

La grande intesa col connazionale Higuain: oggi assist di uno per l'altro e viceversa. Qual è il punto forte di un duo con così tanto talento unito ad un sacrificio formidabile? L'argentino dribbla anche la domanda: "Ci conosciamo. E' da un po' che lavoriamo insieme, ci parliamo, cosicchè uno può sapere dov'è l'altro senza guardare. Per fortuna le giocate vengono bene, speriamo di continuare così ".

Menzione anche per il fattore Juventus Stadium. Il talentuoso sudamericano non ha dubbi sull'esistenza di un'influenza negativa sugli avversari: "Secondo me sì ". E ancora: "Venire qua allo Stadium non è per niente facile, l'ho sofferto da avversario e me lo godo da giocatore della Juve ".

Si è dilungato di più invece Max Allegri, il tecnico dei bianconeri, alla stessa emittente televisiva britannica. Prime dichiarazioni su un aspetto prettamente tattico: si inizia col 4-2-3-1, poi 4-3-3, poi 4-4-2, ma com'è andato in generale un match che non era da prendere sottogamba? Bene, basta vedere il risultato. Compresa quella pecca del gol subito: "C'erano giocatori con caratteristiche diverse. Siamo partiti con Pjaca a destra e Sturaro a sinistra, poi per far entrare un po' più nel vivo Pjaca l'ho messo a sinistra, con Dybala un po' di più a destra. Poi ho messo Sturaro a destra ed è stato ordinato. Abbiamo fatto una buona partita, allentando la tensione dopo l'1-0, abbiamo concesso una situazione sola e preso questo gol alla fine che si poteva evitare ".

L'ha già menzionato due volte, impossibile non parlare di Marko Pjaca. Gran protagonista di Euro 2016 con la Croazia, il giovane dopo l'approdo a Torino causa infortuni si è un po' perso. Adesso già nel match vinto contro il Crotone era stato lanciato senza enormi risultati; si è rivisto oggi, in un'altra gara agibile sulla carta, con risultati positivi che fanno parte di un percorso graduale già preparato dal mister: "Oggi ha fatto una buona partita. Direi soprattutto nel primo tempo, quando ha avuto un paio di scontri importanti, ha lavorato per la squadra. E' normale, è giovane, deve crescere. Non scordiamoci che viene da un campionato con poca intensità, in cui le sue qualità bastano perchè faccia bene durante le partite. In Italia ci vuole fisicità, intensità, è diverso ed è in fase di adattamento. Se farà uno scalino alla volta diventerà un grande giocatore ".

Un po' di tensione, durante il match, con Leonardo Bonucci, vice-capitano della squadra che durante una comunicazione col proprio allenatore ha usato toni estremamente sopra le righe, ma c'è ovviamente una spiegazione: "E' successo che avevo tre giocatori con dei problemi: Pjaca, Sturaro e Marchisio. C'è stata un'incomprensione, direi che siamo stati molto calmi in quel momento. Dopo nello spogliatoio non è successo niente ".

Si comincia a parlare di programmazione. Arrivano gli impegni europei in settimana, contro il Porto nel particolare: un'opinionista chiede riguardo alle rotazioni della linea mediana. Il tecnico difende l'assente delle ultime uscite, Pjanic, escluso solo per dei problemi fisici; il recupero di Marchisio, comunque, risolve qualsiasi eventuale problema, visto che la condizione anche mentale del numero 8 è recuperata: "Pjanic stasera è stato fuori perchè ha sempre un fastidio alla caviglia, l'ultima settimana si è allenato e non si è allenato. Avevo bisogno che Marchisio recuperasse un po' di condizione, soprattutto a livello mentale. Sono contento che abbia fatto gol anche perchè si era fatto male proprio contro il Palermo in casa. Per lui è stata una bella serata. Pjanic poi sta facendo bene, è uno che ci dà qualità, ci dà anche schermo davanti alla difesa, così come ce lo dà Marchisio o Khedira. Poi giocando a due qualcuno rimane fuori ".

Non 90' di enorme qualità, ma nel secondo tempo momenti di genio là davanti, con l'assoluta impotenza degli avversari. L'allenatore toscano non si è mai interessato particolarmente della qualità e della mera bellezza, conta più la velocità che ha un risvolto nei risultati: "Ci sono stati sprazzi di bel gioco. Bisogna continuare con quell'intensità di gioco, per me ci sono ancora margini di miglioramento nella velocità. Nel primo tempo la palla rotolava e non viaggiava, e quindi su questo dobbiamo assolutamente lavorare ".

Lo schieramento degli 11, per sapere se cambierà qualcosa in Champions League. Il momento dei portoghesi, oggi vincenti 3-0 in campionato, è straripante nei risultati con una tattica estremamente offensiva che viene presentata già dal tecnico. E c'è anche un fattore abitudine europea dei lusitani che potrebbe creare grandi difficoltà: "Credo che difficilmente cambieremo, se non succederà qualcosa di strano. Il Porto in questo momento sta bene, subisce pochi gol ed è molto bravo nelle ripartenze e nei contropiedi. A vedere le ultime partite, tipo come contro lo Sporting Lisbona - stasera non lo so perchè non ho ancora i dati - è una squadra che lascia il possesso agli avversari e ha giocatori veloci che non danno punti di riferimento. Poi giocarci è sempre difficile, il Porto è abituato a giocare a questi tipi di partite ".

La consapevolezza dei campioni d'Italia nei confini nazionali è uno ddei punti di forza, ma negli ultimi anni obiettivamente imporre questa caratteristica in ambito internazionale è stato difficile ed è riuscito in pochi casi. Il tecnico fa molto leva su questa possibile debolezza ma vuole soffermarsi, nel suo lavoro, su altri aspetti più inerenti al campo: "Nella testa non bisogna avere nessun gap. Bisogna essere consapevoli delle nostre forze, consapevoli anche delle difficoltà che andiamo a trovare. Più va avanti più giochi con giocatori di altissima qualità. Bastava vedere il Bayern Monaco o il Real l'altra sera, hanno una velocità di palla ed un'esecuzione straordinaria, e su quello dobbiamo lavorare e migliorare. Non ci sentiamo inferiori, ci sentiamo all'altezza perchè dev'essere la nostra consapevolezza e ci deve alzare l'autostima ".


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