Juve-Empoli: bianconeri, come al solito, camaleontici. Sturaro migliore in campo

La Juventus ha giocato a due facce nella sfida di campionato di ieri sera contro l'Empoli: troppo lenti nel primo tempo, più cattivi nella ripresa. Prestazione superlativa da parte del numero 27, il quale sembra incarnare l'elemento più grintoso della formazione campione d'Italia.

Juve-Empoli: bianconeri, come al solito, camaleontici. Sturaro migliore in campo
I giocatori della Juve in festa. Foto: Repubblica
Juventus
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Empoli
Juventus: Neto; D. Alves, Bonucci, Rugani, A. Sandro; Marchisio (Rincon, min.79), Pjanic; Cuadrado (Pjaca, min.85), Mandzukic, Sturaro (Dybala, min.74); Higuain. All.: Massimiliano Allegri
Empoli: Skorupski; Pasqual, Costa, Bellusci, Laurini (Veseli, min.70); Mauri (Buchel, min.77), Diousse, Krunic; El Kaddouri; Marilungo (Thiam, min.70), Pucciarelli. All.: Giovanni Martusciello
SCORE: 1-0, min. 52, aut. Skorupski 2-0, min. 65, A. Sandro

Ieri sera la Juventus si è aggiudicata la trentesima vittoria consecutiva in casa. Vittima sacrificale è stata l'Empoli, che è riuscita a mantenere alti i ritmi di gioco per più di quarantacinque minuti. Buffon e soci compiono un altro passo avanti per la conquista dello scudetto, approfittando della sconfitta interna del Napoli contro l'Atalanta e guardando con interesse al big match tra Inter e Roma, ora a -10.

Il tecnico bianconero, Massimiliano Allegri, ha effettuato un turnover vista la precedente fatica di Champions e in vista della semifinale di Coppa Italia che si giocherà tra due giorni. Neto ha fatto rifiatare Buffon, mentre Rugani e Bonucci son tornati in campo dall'inizio al posto di Chiellini e Barzagli; a centrocampo, Marchisio ha rilevato Khedira mentre Sturaro ha ricoperto la posizione di trequartista centrale al posto di Dybala. Proprio il numero 27 è stato uno dei migliori in campo, giocando una partita molto intensa dal punto di vista agonistico: grande abnegazione e tanta grinta nell'andare a conquistare il controllo della sfera e aiutare in compagni sia in fase di possesso che nel ripiegamento. L'azzurro, però, ha giocato fino al 74', quando è stato sostituito proprio da Paulo Dybala. La Joya ha ​disputato solamente uno spezzone di partita, ma è stato comunque fondamentale con le sue manovre palla al piede che imbambolano la difesa avversaria. Negli ultimi minuti c'è stato anche spazio per Marko Pjaca, uno degli eroi di Oporto, il quale non ha potuto stavolta esprimersi a sufficienza a causa dello scarso minutaggio.

Dal punto di vista tattico, ieri sera si è vista una Juve a due facce: a dimostrazione del frequente camaleontismo tipico del proprio allenatore, i bianconeri hanno cambiato schema passando in alcuni frangenti al 4-4-2. Una prima frazione brutta da parte della Signora​: manovra troppo lenta nella quale ci sono state molte imperfezioni. Le maggiori occasioni sono capitate sui piedi di  Mario Mandzukic, il quale non ha saputo sfruttarle e finalizzarle nel migliore dei modi. Delle lacune si sono viste anche sulla fascia destra, dove Juan Cuadrado e Daniel Alves compiono alcuni errori di impostazione; molto meglio, invece, sul lato opposto, dove Stefano Sturaro si è mostrato più abile nel portare avanti la manovra e mettere in mezzo anche qualche traversone dal risultato nullo. Proprio grazie al dinamismo dell'ex Genoa è avvenuto il trasformismo tattico della formazione padrone di casa: in più occasioni, l'azzurro retrocedeva a centrocampo come esterno sinistro in modo da favorire il fraseggio con Alex Sandro; allo stesso modo faceva Cuadrado sull'altro lato. Così facendo, Mandzukic si trasformava in una seconda punta a sostegno di Gonzalo Higuain.

Alex Sandro è stato tra i migliori in campo nella Juventus. Foto: Repubblica
Alex Sandro è stato tra i migliori in campo nella Juventus. Foto: Repubblica

Il cambiamento di schema ha giovato alla fase di costruzione juventina, che nel secondo tempo ha subito un'accelerazione. L'Empoli ha cercato anche di impensierire, con qualche occasione, la retroguardia avversaria ma tale tentativo è stato presto stroncato. In poco più di dieci minuti, i campioni d'Italia hanno realizzato il doppio vantaggio: il primo gol, al 52', è derivato da una sfortunata ed involontaria deviazione di Lukasz Skorupski nel tentativo di sventare un eccellente colpo di testa di Mandzukic; il secondo, al 65', è un vero capolavoro della coppia verdeoro Alves-Sandro, col secondo che infila il palo più lontano con una girata spalle alla porta. L'intesa tra i due terzini è cresciuta molto durante la ripresa e hanno decisamente infiammato la gara con le proprie giocate da capogiro; notizia straordinaria, visto che i due hanno giocato insieme solo in poche occasioni durante la stagione, a causa degli infortuni che hanno colpito entrambi.

I cambi avvenuti nell'ultimo quarto d'ora della partita cambiano di nuovo lo schema dei torinesi: oltre agli ingressi di Dybala e Pjaca c'è anche quello, al 79', di Tomas Rincon in sostituzione di Claudio Marchisio. I nuovi entrati non hanno cambiato nulla sostanzialmente, eccetto qualcosa sulla linea dei trequartisti: Pjaca si è andato a schierare sulla destra, mentre Mandzukic è tornato a ricoprire il lato sinistro come suo solito. Dybala, come detto in precedenza, è riuscito a dare comunque un buon contributo nonostante lo scarso impiego nella partita ed è stato abile anche nel dialogare con i compagni di squadra Miralem Pjanic e Gonzalo Higuain. Mandzukic ha confermato di sentirsi a suo agio nella sua abituale posizione e crea molto sul proprio lato del campo.

L'autorete di Skorupski. Foto: Repubblica
L'autorete di Skorupski. Foto: Repubblica

La Juventus conquista un nuovo successo e conferma lo stato di grazia dovuto soprattutto al nuovo schema improntato da Allegri. Da quando è stato impiegato per la prima volta il 4-2-3-1, i bianconeri hanno vinto tutte le partite in tutte le competizioni e hanno subito solamente due gol (che portano la firma di Carlos Bacca nei quarti di Coppa Italia col Milan e di Ivaylo Chochev nella sfida col Palermo). Con il ritorno in campo di Leonardo Bonucci, si può dire conclusa la contesa tra il difensore ed il tecnico dei bianconeri.


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