Barça-Juve, numeri e volti: nel segno di Pjanic

La Juve non accartoccia il Barcellona, ma rischia di pungere. I numeri e le statistiche raccontano qualcosa di diverso dallo 0-0 finale. Neymar illude con i numeri, Messi ci prova. La difesa regge.

Barça-Juve, numeri e volti: nel segno di Pjanic
Fonte immagine: Twitter @ChampionsLeague

Lottare e governare. Prenderle e non cadere a terra. Schivare. Rimanere in piedi fino all'ultimo. Esultare. La ricetta vincente della Juventus vale la semifinale di Champions League, dopo uno 0-0 al Camp Nou che sa di storico.

Il Barcellona scende in campo con tutte le armi a propria disposizione. Il migior modo di attaccare, per la squadra di Luis Enrique, è avere spazi in cui i tre davanti, più Iniesta, si possano muovere; è l'unico modo in cui Messi, Suarez e Neymar possono essere pericolosi, quando innescati. E, in avvio, il primo a dare fuoco alle polveri è il brasiliano, il quale a destra mette in crisi il connazionale Dani Alves, inizialmente distratto. L'ex Santos terminerà la partita con tredici dribbling riusciti su venti tentati, numeri di altissimo livello. Ma sempre e solo numeri. Sedici palloni crossati, ma solamente tre completati, e quattro occasioni generate, di cui due da calcio d'angolo. Conclusioni nello specchio: uovo. Su tre tentativi, due dei quali piuttosto maldestri, sintomo di nervosismo che porta ad egoismo.

Squawka

I tentativi di dribbling di Neymar, quasi tutti nella zona coperta da Cuadrado e Dani Alves.

Il pericolo pubblico numero uno per la Juventus non è Neymar, ma il solito Messi, incontenibile, come all'andata. Lo si può limitare - e in questo i bianconeri fanno il massimo - ma non si può fermare. Sette conclusioni tentate, quattro che sibilano a lato dei pali, una diretta in porta sul quale Buffon è pronto. Tre occasioni create, una di queste nel primo tempo, lanciando il taglio di Jordi Alba, il quale arriva malamente all'impatto col pallone. E' il più acceso di tutti, il più lucido, un dato che i numeri nascondono piuttosto bene. Lo nascondono ancora meglio Chiellini e Bonucci, che non solo cancellano Suarez dal campo, ma chiudono assommando nove palloni intercettati, sventandone sedici. Di lì, non si passa. Al novantesimo saranno addirittura cinquanta i palloni liberati dalla difesa bianconera. 

Dei diciannove tiri blaugrana - numero che indica come la Juventus abbia davvero sofferto - solo uno termina sulle mani dell'estremo difensore ospite.

Squawka

I diciannove tiri tentati dai Blaugrana. Solo uno in porta. Buffon è costretto anche a un intervento su una punizione dalla trequarti.

Manca il cinismo, così come agli ospiti. Ter Stegen è chiamato in causa quattro volte sui dodici tentativi bianconeri, quattro di questi arrivati da Juan Cuadrado, tre da Gonzalo Higuain. Il piano-partita dei bianconeri ricalca in buona parte quello della gara d'andata, con un inizio aggressivo nel primo quarto d'ora, che frutta anche un paio di conclusioni interessanti in ripartenza, sempre cavalcando l'estro sulla fascia del colombiano, il più attivo offensivamente, ma anche difensivamente. Più alto nel primo tempo, più schiacciato nella ripresa, nelle fasi di apnea, facendo fatica anche a ripartire, causa il baricentro basso tenuto dalla Juve per contenere al meglio le folate del Barcellona.

juventus.com

La heatmap bianconera spiega l'idea: densità nella propria metà campo, ripartendo usando soprattutto la corsia destra.

Allegri non scioglie le briglie ai suoi, li tiene corti, stretti, a volte anche troppo, visto che il cambio di modulo rispetto all'andata di Enrique (da 3-4-3 a 4-3-3) implica pericolosità anche con la spinta dei terzini. Due soli centrali bastano, perché solamente Dybala e Higuain rimangono più alti. Le due linee da quattro sono invece tenute strette e vicine da un Miralem Pjanic sontuoso, a mani basse il migliore in campo lungo tutti i novanta minuti di gioco. Il bosniaco chiude una partita al limite della perfezione, con un solo errore in impostazione nel primo tempo, quando cerca di strafare per far ripartire Higuain. L'ex Roma è il primatista dei suoi per occasioni create (3), palloni giocati (75), passaggi completati (40, col 77% di precisione), contrasti vinti (6), intercetti (5, alla pari con Chiellini) e palle recuperate (10). Una prestazione globale, una consacrazione che fa seguito ad una serie di prestazioni di elevatissimo standard, uno standard che tutta la Juventus dovrà mantenere per coronare il sogno europeo. 

Pjanic e Chiellini.
Pjanic e Chiellini.

Numeri e statistiche: Squawka e juventus.com 
Immagini: Squawka e juventus.com