Juve, parla Allegri verso il Genoa: "Partita che vale lo scudetto"

Il tecnico bianconero si mette alle spalle i rossoblù di Catalogna e pensa al Grifone, obiettivo tre punti chiave verso lo scudetto.

Juve, parla Allegri verso il Genoa: "Partita che vale lo scudetto"
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Scoperto l'avversario della semifinale, la Champions League in casa Juventus va in archivio per qualche giorno, lasciando spazio a due match di primissimo livello di Serie A. Domani sera i bianconeri ospitano il Genoa, per poi andare sul campo dell'Atalanta venerdì prossimo. Massimiliano Allegri vede il traguardo scudetto vicino, ma come sempre predica calma, anche nella conferenza stampa della vigilia, nella quale accenna anche un commento sul sorteggio.

"Il Monaco ha valori tecnici e tattici, giovani molto bravi. Non ha la storia della Juventus, ma non significa che siamo facilitati. Avrei preferito il Real? No. Il nostro obiettivo è arrivare in finale e cercare di vincere la Champions, la affronteremo con una consapevolezza diversa. Per la Juve giocare queste partite deve essere un'abitudine. Ma alla Champions ci penseremo da dopo Bergamo".

Considerazioni post-Champions, riguardo i miglioramenti tecnici della Juventus.

Testa dunque al campionato, prima dell'Atalanta c'è il Genoa, un match che secondo Allegri potrebbe essere decisivo per lo scudetto: "Domani la partita vale il campionato, uscire con una vittoria farebbe sì che il vantaggio rimarrebbe invariato, e avremmo la possibilità di sbagliare due partite. Bisogna giocare con cattiveria e intensità mentale, sui livelli delle ultime. Da domani abbiamo un mese in cui si gioca una volta ogni tre giorni: bisogna essere mentalmente pronti".

Capitolo formazione, per l'appuntamento della Juve col grifone, con le solite certezze in avanti, la squalifica di Pjanic da affrontare e il rientro di Khedira. Nessuna particolare sorpresa dalle parole del tecnico: "Davanti i quattro giocano, l'unico dubbio è Cuadrado con Lemina. In difesa sono talmente tutti bravi che non ho problemi a ruotarli. Marchisio sta bene, domani gioca".

"A Pescara aveva preso un colpo al polpaccio - prosegue Allegri, parlando del proprio numero otto - non potevo rischiare con il Barcellona. Era già in programma giocasse domani. Per ritornare nelle migliori condizioni ha bisogno di almeno un anno. Claudio è rientrato benissimo, poi ha avuto un calo. Ora sta crescendo di nuovo, credo farà un ottimo finale di stagione".

Sul nuovo acquisto Rodrigo Bentancur, ufficializzato ieri.

Per chiudere al meglio la stagione, oltre ad un Marchisio al top insieme a tutto il resto della rosa, la ricetta del tecnico prevede anche forza mentale, capacità di non farsi trascinare dall'esaltazione. Così spiega l'allenatore: "L'entusiasmo ci vuole sempre e comunque, ma è l'equilibrio che porta in fondo, a centrare gli obiettivi. Il grosso pericolo è l'esaltazione, tutti si aspettano la Juve possa cadere, ma non deve, perchè domani si gioca lo scudetto. Tutti i giocatori sanno che importanza hanno nella rosa, anche quello che gioca un minuto. Meriti miei? Non ne ho, mi sono messo a disposizione del gruppo, il mio obiettivo era aiutarli nella crescita europea, e loro hanno aiutato me. C'è poco da pensare, ma solo da fare".

Sul futuro: "Non sono mai stato molto tranquillo, non mi piace. Quando smetto, smetto definitivamente"


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