Dybala, la Juve e gli obiettivi: dalla notte di Berlino al Real. Ma prima "a Roma per vincere"

Il talento argentino parla a Sky Sport, a tre giorni dalla supersfida dell'Olimpico e con la finale di Champions già conquistata.

Dybala, la Juve e gli obiettivi: dalla notte di Berlino al Real. Ma prima "a Roma per vincere"
Fonte immagine: Twitter @juventusfc

"Era la prima volta che incontravo i miei compagni della Juve, mi avevano invitato a vedere la finale di Champions a Berlino e sono tornato in aereo con loro, dove ho conosciuto la maggior parte dei giocatori. Lì mi hanno dato tutti il benvenuto, e Claudio in particolare mi ha parlato e mi ha detto che avremmo dovuto ripartire e ritornare a giocare questa partita. Io mi ricordo sempre questa frase, ed ora che ci siamo arrivati di nuovo... Spero che il risultato sarà un altro".

A due giorni dalla conquista della finale di Champions League da parte della sua Juventus - che ha mandato agli archivi la semifinale con il Monaco, confermando lo 0-2 dell'andata con un 2-1 interno - la parola passa a Paulo Dybala, che, intervistato da Sky, ha svelato il retroscena già accennato nel post di Monaco, in un siparietto con Claudio Marchisio. La Joya è uno dei punti di forza della rosa di Massimiliano Allegri, uno degli imprescindibili nell'undici titolare e ha contribuito a portare i suoi compagni in Finale soprattutto con la doppia sfida al Barcellona.

Proprio quella settimana è definita dall'argentino come una delle migliori della sua carriera ("Stavo molto bene fisicamente, avevo tanta fiducia in me stesso", afferma) e definisce anche il secondo gol ai blaugrana come uno dei più belli della sua carriera, "insieme alla punizione contro il Palermo".

Guarda avanti, Dybala, che porta sulla schiena il 21 che fu di Pirlo e di Zidane, il prossimo avversario in Champions, a Cardiff, in finale. "Mi sarebbe piaciuto giocare con lui, tutti conosciamo le sue qualità. Di lui ammiravo la sua tecnica, come si muoveva in campo, come dribblava gli avversari, facendo le cose con grande semplicità e facendo sembrare tutto molto facile. Tutti hanno visto che giocatore è stato, ora sta dimostrando di essere bravo anche come allenatore", afferma riguardo il tecnico del Real Madrid.

La prossima tappa però è Roma, la città eterna: l'Olimpico per la Joya "ha un significato speciale", perché lì ha disputato la prima partita in Serie A. Tutta la Juve vuole chiudere il discorso scudetto: "Siamo molto concentrati su questa partita, sappiamo che non sarà per niente facile. E' vero che ci basta il pareggio, ma noi giochiamo sempre per vincere. Poi affrontare la Roma è sempre difficile, perché ha grandissimi giocatori, non soltanto Totti che spero di poter salutare se mi troverò vicino a lui".

Obiettivo vittoria, dunque, anche nel posticipo della 36esima giornata. "Penso di essere cresciuto tantissimo nella mentalità della Juve, di entrare in campo sempre per vincere, qualunque squadra ci sia davanti", spiega la Joya, parlando della mentalità bianconera e dell'ambiente. Infine, spazio anche per parole al miele per Massimiliano Allegri, condottiero dell'armata: "Sappiamo che il mister è molto importante per noi, e personalmente per me lo è stato tantissimo in questi due anni, per avermi fatto crescere come giocatore e come personalità dentro il campo, nonché per avermi messo nel ruolo dove mi sta facendo giocare adesso".

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