Juve - Allegri introduce la finale di Coppa Italia contro la Lazio in conferenza stampa

Il tecnico anticipa alcune scelte di formazione e segna la via che i suoi dovranno percorrere per vincere il primo trofeo stagionale ai microfoni dei giornalisti.

Juve - Allegri introduce la finale di Coppa Italia contro la Lazio in conferenza stampa
Massimiliano Allegri, l'allenatore della Juventus. | footballmole.com

Per la Juventus inizia il periodo delle finali. Prima di tutto, arriverà domani la finale di Coppa Italia contro la Lazio; in seguito, bisognerà provare a conquistare il tanto agognato Triplete prima nelle due restanti sfide di campionato contro Crotone e Bologna, poi nella finale di Champions League contro il Real Madrid a Cardiff il prossimo 3 giugno.

Uno dei diktat più frequenti detti da Massimiliano Allegri, l'allenatore bianconero, in questa stagione è stato però quello di pensare partita per partita. E perciò, testa soltanto alla prossima sfida dell'Olimpico: ecco le parole del tecnico in conferenza stampa, a poco più di 24 ore dall'inizio del match che potrebbe portare alla Signora il suo primo titolo stagionale. Ecco le prime parole pronunciate dal coach ai microfoni dei media, anche riguardo a Rincon: "Per quanto riguarda Rincon, è un giocatore importante. Finora ha giocato partite importanti facendo ottime prestazioni, è un giocatore di grande affidabilità e se lo schiererò domani farà bene, come ha fatto col Torino in casa. La partita è una finale: dopo domenica non abbiamo tempo da perdere. Domani non c'è rivincita, affronteremo una Lazio in cerca di battaglia e dovremo essere molto bravi".

Da valutare c'è la condizione fisica di Mandzukic, non sembrato al meglio al termine dell'ultima partita di campionato. Nelle stesse condizioni un po' problematiche c'è Dybala: i due nomi saranno da seguire con attenzione nelle prossime ore... "Devo valutare sia lui che Dybala, anche se Paulo ha fatto una buona mezz'ora domenica. Dopo stasera deciderò la formazione: 11 che faranno una prestazione giusta ci saranno di sicuro. Paulo ha un problema al flessore, è uscito affaticato col Monaco, l'ho risparmiato all'ultimo col Torino, gli ho risparmiato pure il finale del ritorno col Monaco e domenica non l'ho fatto giocare. Devo essere sicuro che non gli succeda niente".

Qualcuno ha criticato le scelte del tecnico nell'ultimo periodo, in particolare nella trasferta di Roma persa per 3-1 nel turno più recente di campionato, sostenendo che ci sia stato un eccessivo turnover. Il mister è convinto delle sue tesi e le continuerebbe a sostenere anche potendo ritornare nel passato: "Rifarei assolutamente tutto, era giusto che facessi quelle scelte. Fino a questo momento qui le scelte hanno sempre premiato, negli ultimi 3 mesi ho cambiato sempre da un minimo di 5 ad un massimo di 8. La differenza domenica l'hanno fatta i dettagli. Quando hai meno attenzione può succedere di tutto: devi avere un po' di fortuna che gli altri sbaglino il tiro e che la tua vada dentro. Ma quando ci metti più attenzione, in genere, il tuo tiro va dentro e quello degli altri fuori".

Una mini-analisi del prossimo avversario va assolutamente tracciata. Ecco cosa pensa l'allenatore livornese dei suoi prossimi avversari, con tanto di parole al miele per Simone Inzaghi e pure un accenno al fratello Filippo, con cui vengono negati alcuni problemi passati: "La Lazio ha un'ottima rosa di giocatori giovani e di qualità. Ci sono da fare i complimenti ad Inzaghi per come ha affrontato il tutto: è molto sveglio, credo che sia un allenatore che farà molta strada perchè è uno molto pratico e non si perde nelle chiacchiere. Non ho avuto problemi neanche con Filippo. Anzi, devo fargli i complimenti perchè lui tre trofei li ha già vinti, noi siamo ancora in corsa..."

Si torna a parlare di formazione, ovviamente confermando quello che sarà l'unico dubbio di giornata: Dani Alves giocherà avanti con Barzagli dietro o lui da terzino con Cuadrado in avanti? Ogni dettaglio può fare la differenza: "Con il Monaco abbiamo giocato a 4. La differenza era che c'era Barzagli e non Alves. Devo decidere chi fra Andrea e Dani mettere: devo vedere se Mandzukic ce la fa, se non rischio niente su Dybala... sicuramente la Juventus domani farà una partita molto attenta, chiunque scenda in campo".

La parte probabilmente più interessante della conferenza è la seguente, in cui l'allenatore parla di quello che sarà l'immediato futuro che può portare a Torino 3 trofei. Il tecnico sostiene che saranno 3 settimane da dentro-o-fuori, in cui ovviamente non si può sbagliare nulla per entrare nella storia. La sconfitta di domenica è stato un passaggio da dimenticare al più presto ma non per questo soltanto negativo: è fisiologico che qualcosa può anche non essere perfetto, ma c'è ancora tempo per fare tutto. Posto che non sarà mai facile: "Ora ci sono 4 giorni dove non bisogna pensare, soltanto fare: vincere domani e battere con il Crotone. Da qui non si scappa, poi penseremo al Crotone. E' normale che gli attaccanti abbiano giocato di più rispetto ai difensori: Pjanic ha saltato tante partite, Khedira ha giocato più di tutti ma ha saltato la Champions. Abbiamo recuperato Marchisio, che starà crescendo e sarà importante. Domenica abbiamo perso perchè abbiamo preso dei gol che la Juventus non perde mai: in una stagione, ci sono dei momenti in cui qualcosa lasci perchè qualcosa devi lasciare. Domani inizia una mini-stagione di 15-20 giorni: domani una partita, poi avremo il Crotone e lì non si scappa, poi Cardiff. Abbiamo 85 punti, potenzialmente ne abbiamo 91: se chiudessimo a quella quota, sarebbe un punteggio molto alto. E la Roma e il Napoli potrebbero comunque arrivare vicino a noi: questo vuol dire che il campionato italiano è tutt'altro che facile, quando ne arrivano così tante vicine nei primi posti vuol dire che il campionato è competitivo".

Un giornalista accenna ad un paragone fra il Milito del triplete ed Higuain. Il mister non può però addossare tutta la pressione su un singolo, ma chiede più attenzione a tutto l'11 che giocherà: "Ad Higuain chiedo di fare una prestazione buona come tutta la squadra. Chiedo a loro, a tutta la squadra, di giocare una partita diversa rispetto a Roma, dove era una partita leggera nel primo tempo sotto l'aspetto dell'agonismo: loro lo sanno, è una finale, non si scappa".

Su questa stessa falsariga, il tecnico continua a cercare di smontare la tensione per creare un muro di serenità. Tutto sommato, la stagione non è stata facile e questo è uno dei periodi più difficili della stagione, come già pronosticabile ad inizio anno. Si va avanti partita per partita:"Nell'arco di una stagione ci sono dei momenti in cui c'è un calo di attenzione. Purtroppo è capitato domenica con la Roma: all'inizio, vedendo il calendario, avrei messo la firma ad arrivare a Roma con 4 punti di vantaggio: siamo arrivati con 7. Se non sbaglio, dissi che le ultime 6 partite del nostro campionato sono state difficilissime: ero molto preoccupato di questo, perchè giocavamo col Crotone che è ancora in corsa per la salvezza e non se l'aspettava nessuno, l'Atalanta che si è trovata in Europa, poi Torino, Roma e Napoli. Domani dobbiamo pensare a domani, da giovedì penseremo al Crotone".

Insomma questo ottimismo viene confermato anche nell'ultima battuta della conferenza. Ma non c'è da pensare che sia tutto facile: l'allenatore ricorda che servono tante energie, più che sotto l'aspetto fisico, mentali: la squadra deve rientrare al top e pensando soltanto alla vittoria in tutte le partite di quest'anno. Magari vincendole: "Ottimismo perchè la squadra ha sempre dimostrato bene. Non vuol dire che domani vinceremo: ieri in 10 ci siamo allenati, in 10 hanno fatto defaticante in albergo, li ho riuniti solo per le riunioni tecniche e ne abbiamo fatta solo una di 5 minuti. L'importante ora è ricaricare le batterie fisiche e mentali: a 20 giorni dalla fine, l'unica cosa che conta è avere la carica giusta di energie mentali, la tecnica e la tattica contan poco".


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