Juventus, Marotta: "Allegri componente importante, come la società"

Il dg parla a RadioUno dopo la vittoria del sesto Scudetto consecutivo: "Il rapporto con il tecnico è ottimo, ci sono le premesse per continuare insieme". Sulla finale di Champions League: "C'è la consapevolezza di potercela giocare alla pari con il Real Madrid". E nessun timore di vedere Conte all'Inter...

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Juventus, Marotta: "Allegri componente importante, come la società" | www.corrieredellosport.it

All’indomani della vittoria del sesto Scudetto consecutivo, in casa Juventus è tempo di bilanci su passato, presente e futuro, prossimo e remoto. A prendere la parola nel day after è il direttore generale Giuseppe Marotta, intervistato da RadioUno nella trasmissione Radio Anch’io lo Sport: “Al nostro interno ci sono funzioni e ruoli definiti nel rispetto del lavoro quotidiano. La presenza quotidiana sul campo della società garantisce una tutela importante” dice sul ruolo dello staff dirigenziale, mentre sul suo futuro: “"Io personalmente con Agnelli ho un rapporto splendido come con tutti i collaboratori, Abbiamo creato un gruppo vincente e lo dico con orgoglio. Un modello di riferimento importante. Gli stimoli ci sono e sono ancora tanti”.

Passando poi al campo, Marotta elogia l’operato del tecnico Massimiliano Allegri: “Allegri è stato una componente importante nella vittoria dello scudetto ma credo che tutte le componenti societarie abbiano dato un grande apporto. Ha dimostrato con i fatti di essere un grande allenatore e un grande professionista. È stato bravo perché ha saputo gestire uno spogliatoio di campioni”. All’inizio non è stato facile per il livornese: “Tre anni fa ci siamo trovati a gestire la partenza improvvisa di Conte e non era facile sostituirlo. Lo abbiamo fatto rapidamente perché non potevamo lasciare la squadra abbandonata a se stessa. Abbiamo preso un allenatore vincente, consapevoli di avere un gruppo squadra che avrebbe favorito il suo inserimento. Oltre ad una società forte, ricca di successi che racchiude in se valori come lavoro, vittorie, umiltà e rispetto. Queste componenti hanno aiutato Allegri ad inserirsi nel modo migliore e a mettere a disposizione tutte le sue qualità e professionalità”, ed il dg non ha dubbi sulla permanenza di Allegri sulla panchina bianconera: “Il rapporto tra Allegri con tutte le componenti societarie è ottimo e credo che il rapporto abbia tutte le premesse per continuare. Al momento non abbiamo ancora affrontato le tematiche legate al futuro perché siamo concentrati su quello che è l'obiettivo più importante della stagione: la finale di Champions League”.

Ecco, la Champions League. L’appuntamento è il 3 giugno, a Cardiff: “Siamo migliorati rispetto a due anni fa contro il Barcellona, soprattutto nella mentalità internazionale. Sono entrati giocatori come Khedira, Dani Alves, Mandzukic, oltre allo zoccolo duro dei Buffon, Chiellini, Barzagli, che hanno rafforzato la squadra. Oggi abbiamo la consapevolezza di poter giocare alla pari con il Real Madrid. Lo stesso Allegri si ripropone con una esperienza superiore avendo già fatto una finale”.

Buffon alza la coppa | www.panorama.it
Buffon alza la coppa | www.panorama.it

L’allenatore da cui è partito il progetto vincente è stato Antonio Conte, che potrebbe finire all’Inter, rivale storica: “Non abbiamo paura, anzi, saremmo contenti perché il campionato italiano tornerebbe ad essere ancora più competitivo. Più bello è lo spettacolo, più bello è vincere. Io mi auguro che il campionato sia sempre più competitivo e ben venga il ritorno di Conte. Allegri e Conte sono fra i primi 5-6 allenatori al mondo, due vincenti. Siamo stati bravi nell'aver individuato queste due figure ed è motivo di orgoglio”.

In chiusura, un rapido sguardo a ciò che sarà la strategia sul prossimo mercato: “Il programma è inserire giovani talenti che devono diventare campioni e mixarli con giocatori di grande esperienza. Quando hai giocatori come Buffon, Chiellini e Marchisio questo è più facile. Quando Agnelli è diventato presidente ha volutamente trasmettere un rafforzamento della cultura calcistica che si era persa. E soprattutto puntare su uno zoccolo duro di italiani che conosce bene l'ambiente. Sottovalutare i campi di provincia a volte può costare una sconfitta”; un esempio di talento cresciuto? “Dybala, promessa diventata campione. Quindi da una parte monitoriamo il mercato per prendere questi giovani, dall'altra le opportunità che si presentano come quelle di Pirlo, Khedira e Dani Alves che riescono a trasmettere una mentalità vincente”. E Keita? “E' un giocatore della Lazio con ancora un anno di contratto. E' certamente un buon talento e un giocatore di grande avvenire considerando l'età. Non abbiamo avviato alcun approccio o trattativa con la Lazio o con il giocatore”. 

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