Porte girevoli

Szczesny, Meret e la continua tentazione Donnarumma: la Juventus prepara il terreno per il dopo-Buffon.

Porte girevoli
Porte girevoli | Foto: asroma.com

Porte girevoli nella porta meno perforata degli ultimi sei campionati di Serie A: quella della Juventus, ovviamente. In casa bianconera il mercato è partito in sordina, un bunker militare dal quale filtrano ben poche notizie. Sul sito della Lega, cliccando alla voce "trasferimenti" il numero di operazioni è pari allo zero. Nessun contratto depositato. Con ogni probabilità i primi due nomi che entreranno nel database saranno quelli di Rodrigo Bentancur e Patrik Schick. Il terzo, ipoteticamente, quello di un vice-Buffon. Ruolo al momento vacante. 

Risale ad appena un giorno fa, infatti, l'ufficialità di Neto al Valencia. Due anni sotto la Mole per il brasiliano, due anni di apprendimento da uno dei maestri più abili nel lasciare in disperazione l'attaccante di turno. 22 presenze totali collezionate con gli esa-campioni d'Italia distribuite in questo modo: 8 apparizioni nel 2015/16 e 14 nel 2016/17. In percentuale, l'estremo difensore verdeoro ha avuto un incremento in valore assoluto di quasi dieci punti schizzando dal 15,3% del primo anno al 24,5% del secondo sul totale delle partite disputate dalla Juventus.

  • Un quadro numerico che aiuta a capire quanto sia importante avere un secondo portiere all'altezza in questo periodo storico per la Juve. Quella che verrà sarà quasi certamente l'ultima stagione per Buffon, a meno che non si materializzi il sogno Champions. Ragionando in proiezione non troppo futura, i massimi vertici bianconeri potrebbero optare per tre percorsi differenti. 
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  1. Investire su Szczęsny, ottimo portiere con due grandi annate alle spalle nella Roma.
  2. Investire su Meret, classe '97, astro nascente azzurro e miglior portiere della scorsa Serie B.
  3. Investire inizialmente su Sirigu o simili, portieri solidi e affidabili facendo all-in il prossimo anno pagando la clausola di Donnarumma. 

 

Wojciech Szczęsny, garanzia di continuità

Il piano-Szczęsny, al momento, è la pista più accreditata per la porta bianconera. Il polacco ha certamente attirato l'attenzione su di sé durante i trascorsi nella Capitale, limando uno dei suoi più grossi difetti ai tempi dell'Arsenal: la continuità. Szczęsny rappresenta non soltanto un prototipo di portiere di alto profilo prendibile, ma anche un'opportunità di mercato da cogliere. Tornato ai Gunners dopo l'esperienza biennale in prestito, il suo contratto scade il 30 Giugno 2018: una dozzina di milioni dovrebbero bastare. Questa, come molte altre trattative, è stata messa in stand-by dalla Juventus nonostante l'accordo economico raggiunto con il calciatore (4/4,5 milioni a stagione). 

Il 27enne natio di Varsavia ha letteralmente nelle mani la sua vita. Oltre alla passione per il pallone, c'è quella per il pianoforte. Attimi per approdare temporaneamente in una dimensione metafisica, liberare le pulsioni e lasciare da parte tutto il resto, che poi è la realtà stessa. La benedizione di Buffon arrivata qualche settimana fa è di quelle che inorgogliscono. Dichiarazioni da ritagliare e attaccare sulle pareti della camera da letto: "Szczęsny ha fatto la scelta migliore, come anche la Juventus. L'anno scorso è stato il miglior portiere per continuità, credo sia un matrimonio intelligente. Capirà la differenza con le altre maglie che ha indossato". 

Il polacco ha indossato la maglia della Roma per 81 volte, incassando 95 goal tra Serie A e Champions League. Rispetto al primo anno in giallorosso, Szczęsny ha giocato ogni singolo minuto della scorsa Serie A ma ha dovuto rinunciare alle apparizioni in Champions a causa dell'eliminazione nei play-off per mano del Porto. Rimanendo in chiave nazionale, il portiere ha mantenuto la media di un goal preso a partita ma è sensibilmente migliorato alla voce "porta inviolata" con un +6 (da 8 a 14) risultando in vetta a questa speciale classifica. Nonostante la sua altezza di 196 centimetri, non eccelle nelle uscite compensando nella reattività e nell'esplosione. Abile a non farsi sorprendere dalla distanza, ha nei riflessi la sua miglior qualità. 

 

Gif Parade

Ocampos si gira in un fazzoletto e calcia, S. è rapidissimo nel fare due passi a sinistra per spingere sulle gambe e smanacciare con la mano di richiamo.

 

Meno difficile della parata precedente ma stessa tecnica con la spinta sul piede perno e la respinta con la mano di richiamo.

 

La parata probabilmente più difficile delle tre. Qui S. deve andare giù e distendersi su un rigore in movimento di Sturaro.

 

Alex Meret, tradizione italiana

Scuola Udinese, il ventenne di Rivignano è tra i nomi papabili per raccogliere la pesante eredità di Buffon. Friulano, dunque, come un mito della storia bianconera: Dino Zoff. Caratterialmente riservato, poco suggestionato dai riflettori, Alex è però da tempo sulla bocca di tutti. Esattamente quattro anni fa, quando dopo un allenamento tra la Nazionale maggiore di Prandelli e quella U17 in cui lui militava gli fu chiesto di restare in campo per prendere i tiri di Pirlo. Lo stesso Conte due anni dopo ne rimase stregato visionandolo in U19 e lo convocò tra i grandi. Nel 2017, altre nuove esperienze lo hanno accompagnato, come quella strepitosa con la SPAL promossa in A dopo ben 49 anni. 

Tornato all'Udinese dopo il prestito, il ragazzo d'oro è cercato da molti top club nostrani tra cui la Juventus, l'Inter e il Napoli. Nonostante l'interesse, Meret ha manifestato l'intenzione di voler restare un anno a Ferrara: "E' la soluzione ideale per giocare con continuità e senza pressione", ha dichiarato in occasione degli Sportitalia Awards. La famiglia Pozzo chiede circa 20 milioni per lasciarlo andare, una cifra che ha un pò raffreddato gli umori della Juventus non ancora certa della resa ad altissimi livelli del giovane. Una situazione che pare ricalcare quella di Verratti con una sola stagione - seppur eccezionale - in B, valutato ai tempi eccessivamente dal Pescara secondo i criteri bianconeri. 

Non altissimo per essere un portiere (185cm), Meret può comunque disporre di una struttura fisica eccellente, slanciata e asciutta, che gli permette di guadagnare punti in agilità. Il grande senso della posizione e l'abilità nel leggere le situazioni, gli permettono di attaccare il pallone con una certa efficacia. Non è appariscente quanto Szczęsny nelle respinte ma è forte e deciso nelle prese e nelle uscite a differenza del polacco. Sono state 30 le presenze in B la scorsa stagione, 26 i goal incassati con ben 11 clean sheets portati a casa. 

 

Gif Parade

Un assaggio del Meret diciassettenne in Nazionale maggiore intento nel prevalere nel tiro al bersaglio.

 

Uscita da temerario, Meret affronta il pallone senza particolari paure e quasi sempre lo fa suo.

 

Autentico gesto da felino con i guantoni che deviano in una frazione di secondo il "gomitolo di lana".

 

Non argomentando l'ultima fanta-strada che porta a Donnarumma passando da un Sirigu o un Marchetti, chiudiamo momentaneamente la questione sul secondo portiere parlando brevemente del terzo. Sarà Carlo Pinsoglio a prendere il posto di Emil Audero nella stagione 2017/18. Quest'ultimo, infatti, ha ufficializzato il suo passaggio in prestito al Venezia di Inzaghi insieme a Mattia Vitale. Pinsoglio, dal 2000 al 2010 nel settore giovanile bianconero, ha girato un pò tutta Italia negli ultimi sette anni con i prestiti tra Viareggio, Pescara, Vicenza, Livorno, Modena e in ultimo il Latina.

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