Juve, le prime impressioni: Allegri studia l'evoluzione del 4-2-3-1

Difesa alta in marcatura e attacchi rapidi: segnali di una Juve più moderna nel 2017-2018. La scelta di Mandragora come difensore va in questo senso, Bentancur rimandato ad una prova insieme ai titolari. Douglas Costa bene ma rivedibile, convincono Szczesny e De Sciglio.

Juve, le prime impressioni: Allegri studia l'evoluzione del 4-2-3-1
Neymar è stata una fonte di pericolo praticamente infermabile per i bianconeri. | ilbianconero.com

Alle ore 18 americane della giornata di ieri, è andata in scena la prima uscita stagionale della Juventus: non in una partita ufficiale, ma in un'amichevole di lusso contro il Barcellona, terminata sul risultato di 1-2 in favore dei blaugrana. Come al solito però - ed in particolare con uno sperimentatore come Max Allegri contro una squadra di questa caratura - la prova dei bianconeri ha lanciato dei segnali importanti su quella che sarà l'evoluzione tattica del 4-2-3-1 della scorsa stagione che, in particolare nella finale della scorsa Champions League a Cardiff, ha palesato dei limiti su cui si è già iniziato a lavorare.

Potrebbe non bastare per fermare Messi e Neymar, ma Mandragora qui induce all'errore Sergi Roberto con una buona dose di mestiere, palesando la sua bravura nell'uno-contro-uno e nell'accorciare rapidamente sul portatore di palla.

La prima sensazione, già ipotizzabile nel momento in cui è stato venduto un difensore con le qualità di Bonucci, riguarda quello che potrebbe essere un cambiamento fondamentale nel modo in cui i campioni d'Italia si schiererebbero in difesa. Un baricentro più alto, una marcatura a uomo sul portatore di palla che richiede una quantità di corsa più elevata rispetto alla tattica più posizonale scelta nel 2016-2017 ma che chiude praticamente ogni linea di passaggio e risulta funzionale nell'esaltare le caratteristiche degli esterni, che partecipano con molta più frequenza alla (l'acquisto di Douglas Costa e quello in arrivo di Bernardeschi vanno in questo senso). Bonucci, non essendo uno straordinario marcatore, sarebbe stato penalizzato da questa soluzione: ne risulta invece esaltato Rolando Mandragora, che provato da difensore centrale nella ripresa ha messo d'accordo praticamente tutti, districandosi bene anche da situazioni piuttosto complicate quasi come un veterano. Chissà che per l'ex Genoa non ci sia allora la possibilità di ritagliarsi un posto senza andare in prestito, garantendo queste particolari caratteristiche difensive plasmate proprio nella sua esperienza col Grifone da Gian Piero Gasperini. Perdendo però il proprio numero 19, i torinesi hanno anche perso tanta velocità e precisione nell'impostazione della manovra dal basso. Per risolvere questo problema, il tecnico livornese ha scelto la più ovvia fra le soluzioni: abbassare Marchisio prima e in particolar modo Pjanic poi sulla linea dei difensori, giocatori dalla tecnica e dai tempi sopraffini, così come potrebbe diventarlo Rodrigo Bentancur.

Per evadere la pressione del Barcellona, Marchisio scende fin sulla linea dei difensori. Benatia spazza via il pallone verso la corsia destra: sul rimpallo, Bentancur fa vedere la sua bravura leggendo meglio degli avversari la situazione, ma Mandzukic spreca tutto con un appoggio frettoloso.

La prima prova dell'argentino con la Vecchia Signora era uno degli altri maggiori punti d'interesse verso la gara. La sorpresa è stata effettivamente nel ritrovarcelo schierato da esterno di sinistra per un'ora di gioco, un ruolo in cui un metronomo della mediana come dovrebbe essere lui difficilmente si può adattare. Il risultato è stato negativo: se anche ci fosse l'idea di schierare davvero in pianta stabile il numero 30 da ala, sarà già passata dalla testa dell'allenatore juventino. Anche se in difficoltà perchè fuori posizione, comunque il classe 1997 ha fatto vedere dei margini di miglioramento su cui potrà lavorare in tutta calma per diventare un punto fermo del club con sede in corso Galileo Ferraris. Qualche buona giocata (come quella che potete vedere qui sopra), qualche spunto interessante: il potenziale c'è, per iniziare a lavorarci seriamente bisognerà vedere il sudamericano nella sua posizione e magari insieme a dei titolari. Allora avremo un quadro più chiaro.

Un altro debutto, sempre sulla corsia mancina, è stato quello attesissimo di Douglas Costa. Il brasiliano è sembrato più in condizione e voglioso rispetto ai compagni che hanno fatto il loro ingresso il campo insieme a lui, ma questa ricerca continua della massima intensità possibile si è rivelata un'arma a doppio taglio. Perchè se ha garantito sempre produzione di gioco, il 27enne lo ha fatto in maniera anarchica e, troppo spesso, imprecisa. Sulla qualità delle scelte però si può lavorare: le possibilità tecniche del neo-acquisto sono sterminate e lo ha anche dimostrato trovando fin da subito una buona intesa con Alex Sandro, con il quale al netto di qualche errore tecnico si è trovata subito quella capacità di trovarsi che, per avere un gioco di qualità sulle fasce, è fondamentale.

Alex Sandro apre lo spazio per Douglas Costa, che sceglie un cross quasi impossibile al posto di premiare una semplice sovrapposizione. Intesa naturale, scelta rivedibilissima.

Gli esordi un po' meno attesi sono stati quelli dei nuovi acquisti Wojciech Szczesny e Mattia De Sciglio, che avevamo definito delle "scommesse" negli ultimi giorni. Il portiere si è reso protagonista di un paio di buoni interventi, che ci hanno confermato le buone sensazioni che l'ultima Serie A ci aveva lasciato riguardo a lui. L'ex milanista ha invece offerto una prova di sicurezza difensiva e tecnica: qualcosa di mai visto negli ultimi mesi a Milano. Basti guardare l'appoggio di petto che vedete qui in basso, con Luis Suarez, non proprio uno qualunque, alle calcagna. La fiducia sta iniziando a risalire nella testa del classe 1991, che è sembrato ritrovato: il percorso è lungo, le sensazioni molto buone.

Non sapremo mai se il "batti 5" fra Szczesny e De Sciglio sia stato per ostentare sicurezza dopo essersi preso un bel rischio o perchè i due si sono semplicemente capiti.

Una sconfitta non è un buon inizio: considerate però tutte le attenuanti del caso, possiamo dire che i segnali dell'amichevole nel globale sono stati positivi: Allegri sta trasmettendo al gruppo la sua concezione dei miglioramenti da fare per rendere la Juventus al pari delle big europee sotto ogni aspetto, che sia quello della continuità nei 90' o della rapidità d'esecuzione degli schemi (il cosiddetto "bel gioco" di cui tanto si parla). Aspettiamo dunque le prossime amichevoli per avere nuovi spunti: i risultati dovranno iniziare ad essere positivi soltanto dal 13 agosto, quando nella sua prima uscita stagionale Madama affronterà la Lazio con la Supercoppa Italiana in palio.


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