Juventus, Bernardeschi prende la numero 33: "Una scelta condivisa con la società"

La presentazione ufficiale del neo-acquisto bianconero, con le sue prime dichiarazioni: "Della Juve mi ha sempre colpito la mentalità".

Juventus, Bernardeschi prende la numero 33: "Una scelta condivisa con la società"
Un'immagine tratta dalla presentazione ufficiale di Federico Bernardeschi. | Juventus, YouTube.

La Juventus è entrata nel vivo del calciomercato. Non solo addii, come quelli di Bonucci e Dani Alves, ma anche arrivi: il primo è stato Douglas Costa, in seguito altri, fino all'ultimo in ordine di tempo, Federico Bernardeschi, a migliorare un attacco già di per sè forte. L'italiano è stato pagato 40 milioni di euro alla Fiorentina più un importo pari al 10% della cifra di un'eventuale futura rivendita (che però non potrà superare i 5 milioni). Oggi è stato tempo di presentazione ufficiale per il giocatore, che ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da bianconero, come riportato da TuttoMercatoWeb. Riviviamole, a partire dalla scelta del numero 33 anzichè il 10 come chiedevano tanti tifosi: "E' stata una scelta condivisa con la società, c'è rispetto per la maglia numero 10 e io devo dimostrare a società, mister e compagni di poterla indossare. Il prossimo anno vedremo. Fosse stato per me avrei preso la 10, ma è stata una scelta condivisa dalla società con me. Credo sia la scelta più giusta, la 10 deve avere un rispetto assoluto e un giocatore deve meritarsela sul campo"".

Per la Vecchia Signora in sè non possono che esserci parole di grande elogio, un po' di circostanza un po', magari, veritiere: "E' uno dei top club al mondo. Rappresenta la storia del calcio mondiale, per me è una grande emozione essere qua e voglio vivere tutto dall'inizio alla fine".

Perchè il 33 e non la 10? Risposta inattesa: "Ovviamente il 10 mi piace a l'avrei presa, ma è giusto così, lo devo meritare. Il 33 perché sono credente, religioso. Forse è un numero anche più pesante"...

Tante volte ci sono state delle sfide fra il classe 1994 e la squadra torinese in campionato. Ecco cosa pensava di questa allora, insieme ad un commento sull'impatto che ha avuto con l'ambiente: "Mi ha sempre colpito la mentalità, c'è sempre stata e l'ha sempre mantenuta negli anni. Da avversario questa cosa si nota. Le prime sensazioni sono positive, sono stato accolto da tanti tifosi e li voglio ringraziare perché ho passato una bellissima giornata. Cercherò di ricambiarli sul campo".

Abbiamo già parlato di Douglas Costa, ma anche Cuadrado e Mandzukic: la concorrenza nei campioni d'Italia non manca. Ma non è un problema, così come non c'è una preferenza per un compagno rispetto ad un altro: "Per me è uno stimolo, serve per raggiungere traguardi importanti. Sono a disposizione del mister, ci sarà tempo per parlare del ruolo. Quando li vedi in campo sono tutti forti, sarà bello giocare con la Juve. Quando entri a far parte di un club del genere ti puoi divertire tanto in campo". E anzi sarà un pretesto per perseguire ulteriori miglioramenti, in campo e fuori: "Nell'ultimo anno sono cresciuto caratterialmente, fisicamente e dal punto di vista della continuità. Ora dovrò continuare a crescere, la strada da fare è tanta e non vedo l'ora di farla".

Anche per la convocazione per i prossimi Mondiali ci sarà tanta bagarre: "Per me è uno stimolo la concorrenza. Ovviamente per me il Mondiale è un obiettivo".

La trattativa è stata definita dal procuratore del calciatore stesso un vero e proprio parto, durata ben 9 mesi, e lui l'ha vissuta così: "E' stata lunga, ma anche bella ed emozionante. Non era semplice, ma la Juve mi ha dimostrato subito grande fiducia e alla fine siamo riusciti a portare a casa il risultato".

La Champions League è un argomento piuttosto delicato da queste parti. Ma anche un sogno possibile sia per il 2018 che per gli anni a venire, con l'obiettivo chiaro di fare sempre il massimo: "Io sono qua per aiutare la squadra a continuare a fare ciò che ha fatto negli ultimi sei anni. Ripetersi nella vita è sempre difficile e la Juve è stata fenomenale in questo. Io sono qua per dare una mano e provare a vincere il settimo scudetto. La Champions è una competizione difficilissima, fatta di mille sfaccettature. L'obiettivo della Juve è comunque arrivare fra le prime 4".

Il paragone con Roberto Baggio viene dribblato come il calciatore ha fatto tante volte in campo con gli avversari, forse perchè troppo importante: "Baggio è Baggio, ce n'è soltanto uno. Fare paragoni è sempre sbagliato secondo me. Lui è stato il più grande calciatore italiano di sempre, mi sembra un paragone che non deve essere fatto. Mi fa piacere, ma è poco rispettoso nei suoi confronti".

Il peso dei 40 milioni potrebbe iniziare molto presto a farsi sentire sulle spalle del neo-acquisto, ma per lui non è un problema ma qualcosa da cui trarre il meglio: "La responsabilità un giocatore è giusto che se le prenda, fa parte del gioco. Nel calcio vengono investiti tanti soldi e questo è positivo, sia per il calcio che per gli appassionati. Ora che si spende tanto dovremmo essere tutti più felici, soprattutto noi giovani che fino a pochi anni fa non venivamo presi in considerazione".

L'accoglienza dei tifosi è stata una delle note più positive della breve - finora - avventura dell'ex Crotone in bianconero. I supporters hanno fatto sentire la propria presenza, che sembra aver molto colpito il numero 33: "Mi ha colpito l'accoglienza dei tifosi, mi sono emozionato. Al di là del club o della storia che tutti conoscono, è bello entrare a far parte di questa società. Vieni accolto da persone che hanno fatto la storia del calcio. Sono emozioni indescrivibili".

La Serie A del prossimo anno sarà un campionato "difficile, tosto. Tutte si sono rinforzate e ci sarà da divertirsi".

Ovviamente lasciare la Fiorentina per il club di corso Galileo Ferraris significa andare contro un certo tipo di tifosi dei viola, che vedono i torinesi come troppo rivali per diventare 'uno di loro'. Meglio parlare, anzichè di questi elementi, di chi ha supportato nell'arco dei 12 anni passati in Toscana il 23enne: "E' un argomento delicato. C'è una parte malsana della società di oggi, basta vedere i tifosi sui social che augurano la morte. Io non voglio alimentare questa parte, voglio solo ringraziare chi mi ha fatto l'in bocca al lupo per la nuova avventura. La parte malsana fa più rumore. Io però ho un carattere forte, credo semplicemente che questo sia un problema sociale. Sui social ho ringraziato la Fiorentina. 12 anni sono tanti, voglio ringraziare la società per quello che ha sempre fatto per me. Mi ha sempre difeso, mi ha fatto diventare uomo. Ringrazio anche le persone che mi sono sempre state accanto nel bene e nel male. E' un ringraziamento di cuore quello che faccio alla Fiorentina".

 


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