L'amnesia di Wembley

Una Juventus sbadata ed imprecisa su tutti i fronti conferma i dubbi sulla solidità del reparto difensivo in una partita tanto inutile quanto mal interpretata.

L'amnesia di Wembley
L'amnesia di Wembley

Analizzare una partita d'agosto, se non a livello prettamente tattico, può risultare tanto fuorviante quanto fazioso, per non dire inutile. Le amichevoli estive sono test utili a smaltire i carichi di lavoro ed a collaudare il vecchio con il nuovo, facendo integrare al meglio i neoarrivati con meccanismi collaudati e, perchè no, modificare alcuni assetti.

Il mercato bianconero sembra aver spostato il baricentro del gioco verso la qualità d'attacco piuttosto che nella solidità difensiva. La partenza di una colonna portante come Bonucci e gli arrivi di Costa e Bernardeschi sembrano essere la cartina tornasole di questa nuova strategia. A conferma di ciò si presentano i numeri della recente tournée americana, in cui la Juventus ha incassato cinque gol in tre partite, facendone però sei. Ma i numeri, si sa, lasciano sempre il tempo che trovano.

Sotto quest'ottica si può notare come molto probabilmente il muro difensivo che ha caratterizzato la Juventus degli ultimi sei anni sia destinato a presentare qualche crepa di troppo come dimostrato a Wembley, durante una partita in cui è difficile vedere il bicchiere mezzo pieno. Certo, ci sono tutte le attenuanti del caso come ad esempio il fatto che gli Spurs di Pochettino siano una squadra molto fisica ed avanti sulla preparazione, senza contare il fattore entusiasmo di giocatori molto giovani che raramente hanno avuto modo di incontrare una squadra vice campione d'Europa. Il Tottenham ha giocato con il coltello in mezzo ai denti ed ha espresso a pieno il calcio imposto di Pochettino. La Juventus faticava a trovare spazio e la coppia Pjanic-Khedira è sembrata imbrigliata nella morsa del centrocampo londinese, tanto da far sembrare i due bianconeri pressoché inesistenti.

L'attacco composto dai soliti titolari più Costa non ha inciso, complice l'asfissiante marcatura che non lasciava spazi. Pochi i sussulti bianconeri nel primo tempo, con il solo Higuain a scaldare i guantoni di Lloris. La difesa si è fatta trovare fin troppe volte scoperta, già dopo dieci minuti con Kane che finalizza una magistrale azione del Tottenham. Rugani non vede, Khedira non marca. Una vera e propria debacle difensiva che è emblematica della condizione fisico-mentale dei giocatori. Poco concreti in marcatura, poco cinici sotto porta. L'essenza di Tottenham - Juventus è tutta in questa frase. Lungi da noi l'esser turbati da un'inutile amichevole estiva, la smodata e morbosa ricerca di equilibrio allegriana ha ormai contagiato un po' tutti e ormai siamo consapevoli che i cali di tensione sono sempre (o quasi) utili a dare scossoni importanti.

Azzardiamo, a questo punto, il pensiero che molto probabilmente la testa della rosa juventina si trovi già all'Olimpico di Roma, con la concentrazione focalizzata in una partita che mette già in palio il primo trofeo stagionale e che questa sia semplicemente stata una partita giocata, forse controvoglia, dalla compagine campione d'Italia, che probabilmente ha visto in quei novanta minuti un esercizio di scarico e di gioco con la palla. Tuttavia, i dubbi sulla solidità della difesa permangono agli occhi di molti tifosi e non, i quali auspicano un intervento sul mercato atto a coprire quelle mancanze che caratterizzano ad oggi la Juventus.


Share on Facebook