Juventus, Buffon indica la strada: "Siamo ammaccati, ma è normale. Ora bisogna migliorare"

Il portiere della Juventus, in veste di leader e capitano della squadra, prova a caricarsi i suoi sulle spalle indicando la strada per riprendersi dopo il netto 3-0 del Camp Nou. Queste le sue parole a JTV.

Juventus, Buffon indica la strada: "Siamo ammaccati, ma è normale. Ora bisogna migliorare"
Juventus, Buffon indica la strada: "Siamo ammaccati, ma bisogna migliorare nella gestione delle partite"

"Migliorare nel capire le fasi della partita, soprattutto in riferimento all'avversario che si sta affrontando". Il diktat di Gianluigi Buffon è chiaro e diretto all'indirizzo della sua Juventus. Il ko di Barcellona brucia ancora, per come è maturato, e nella testa del capitano e leader emotivo e spirituale del gruppo c'è uno step, mentale, di crescita da fare necessariamente per continuare a puntare il più in alto possibile. Nella lunga intervista rilasciata questo pomeriggio a Juventus TV, il portiere dei bianconeri è tornato su quanto accaduto al Camp Nou, provando così a spiegare la situazione. 

"Siamo un po' ammaccati, come è normale che sia. Per chi è abituato a vincere e ad essere protagonista in positivo in gran parte delle proprie partite, arrivare da una trasferta così è sicuramente un qualcosa che infastidisce, però è una cosa positiva che si provi questo sentimento e le squadre forti e gli uomini forti devono dimostrare di esserlo quando superano le difficoltà". Inevitabile guardare avanti, alle migliorie da apportare dopo quanto fatto sul terreno di gioco catalano: "Col mister abbiamo visto le immagini delle fasi salienti del match, analizzando sotto il profilo tecnico e tattico la partita come si fa sempre. Abbiamo giocato contro una grande squadra e abbiamo perso male, ma se si analizza in maniera lucida la gara credo che si possa dire che sia stato un risultato troppo pesante per il tipo di gara che abbiamo fatto, almeno per sessanta minuti. Questo ci ha insegnato ancora una volta che se si vuole fare gara alla pari, o cercare di vincere, con quelle tre o quattro squadre al mondo che obiettivamente hanno quei valori singoli e di squadra che sono superiori ai nostri, per noi è imprescindibile mantenere una certa compattezza e densità tra le linee, oltre a una certa ferocia".

Non solo. Il crollo emotivo del secondo tempo non è piaciuto al capitano bianconero, che tira le briglia ai suoi compagni e punta il dito ad una scarsa solidità nel complesso di squadra: "Nel secondo tempo le nostre maglie si sono allargate perché avremmo voluto recuperare il risultato e abbiamo prestato il fianco agli avversari: purtroppo contro squadre così non te lo puoi permettere, devi essere sempre lucido, avere la forza mentale per rimanere in partita e sapere che devi soffrire anche se sei in svantaggio perché alla fine la palla gol te la concedono sempre e devi essere bravo a sfruttarla. Bisogna giocare avendo quel tipo di fiducia e serenità, cosa che invece abbiamo smarrito dopo il loro vantaggio: su questo dobbiamo sicuramente migliorare. "Perdere a Barcellona ci sta, è quel genere di partite in cui può succedere. La Juve del primo tempo, che ha messo in campo determinate qualità, è una Juve che fa gara con tutti, col Barcellona, col Real Madrid, col Bayern Monaco. Quella del secondo tempo invece è una Juve che perde inevitabilmente questo genere di partite. La strategia nel calcio conta, così come l'intelligenza e l'umiltà". 

Buffon che, martedì sera, per la prima volta in carriera è stato battuto da Leo Messi. Tuttavia, il numero uno ex Parma, non fa drammi di alcun tipo (e ci mancherebbe): "Non dico che fosse inevitabile, però, considerata la frequenza con la quale segna, già aver fatto quattro partite senza aver preso gol da lui era stato un piccolo record. Quando ci giochi contro e vedi la cattiveria e la rabbia con la quale fa determinati movimenti, con la quale prepara il tiro e scaglia il pallone, capisci che si tratta di un giocatore di un'altra categoria. Quando calcia uno come lui o come Cristiano Ronaldo, ti accorgi che il peso della palla è diverso rispetto a quella calciata da un giocatore "normale": a fine partita gli ho fatto i complimenti con grande sportività. Noi della Juve che abbiamo avuto spesso la fortuna di giocare contro campioni del genere, dobbiamo capire che cosa significa davvero affrontarli: spesso in Italia non abbiamo davvero la percezione dei livelli".

Ed infine, parole da padre di famiglia per i compagni di squadra Dybala e Bentancur: "Già l'anno scorso avevo classificato Dybala tra i primi cinque nel mondo, e in certi momenti non avrebbe sfigurato neanche tra i primi tre. Confermo questo giudizio su di lui, al di là del fatto che uno possa fare un po' meglio o un po' peggio nella singola partita, soprattutto considerato che a Barcellona la Juve in toto non ha brillato e non gli ha permesso di sfoderare la migliore delle prestazioni. Bentancur? Rodrigo non è assolutamente una sorpresa per noi che lo vediamo tutti i giorni: pur essendo molto giovane, è un ragazzo molto intelligente che dà totale affidabilità dal punto di vista tecnico e tattico e da quello della tenuta psicologica, perché, seppur, in un altro campionato, era abituato a giocare partite con pressioni importanti. È un giocatore che fa diventare semplice e fluida ogni palla".

Ed infine una battuta sull'atteggiamento, positivo, di rabbia di Gonzalo Higuain: "Mi fa molto piacere vedere che Gonzalo non accetti di perdere, che non accetti di vedere se stesso e la Juve non riuscire ad esprimersi al massimo delle proprie potenzialità. Questo mi piace, perché solo attraverso questi passaggi uno può cercare di migliorarsi e portare qualcosa di diverso e costruttivo per se stesso e per la squadra".