Juve, i pericoli del Sassuolo di Bucchi

Il tecnico ex Perugia non ha modificato più di tanto i principi di gioco di Di Francesco, ma li ha resi più flessibili. Adesso punta a ingabbiare il centrocampo di Allegri, che studierà il contrattacco tattico con criterio.

Juve, i pericoli del Sassuolo di Bucchi
Higuain ed Acerbi duellano durante l'ultimo Sassuolo-Juventus (terminato sul risultato di 0-2). | corriereobjects.it

Dopo la disfatta di Barcellona, nel segno di Messi e delle assenze, la Juventus è pronta a ripartire in un match dai toni complessivamente molto inferiori - come forse è l'ideale dopo un KO del genere. Un'altra trasferta, al Mapei Stadium, la casa del Sassuolo che ha avuto sette giorni per preparare questa partita, alla quale però arriverà con zero punti dopo la sconfitta dello scorso weekend contro l'Atalanta. Numeri piuttosto impietosi (un gol in tre partite di campionato) nei confronti nella nuova gestione tecnica di Cristian Bucchi, che però ha mostrato degli importanti progressi nell'ultima giornata che però vorrà concretizzare maggiormente a livello di risultati magari già a partire dall'imponente sfida di domani.

Sensi e Lirola, con troppo campo a disposizione, fanno sembrare davvero facilissimo questo gol.

Il primo vero punto di snodo del lunch match di domenica prossima sarà a centrocampo, dove il 4-2-3-1 di Max Allegri potrebbe finire ingabbiato dal 4-3-3 dell'allenatore avversario, esattamente come successo nell'ultima finale di Champions League a Cardiff - con le dovute proporzioni. Quella situazione tattica creata da Zidane è stata un punto di riferimento importante per tutte le avversarie dei bianconeri finora; questo ha costretto il mister livornese a optare per lo scalo di una mezzala al posto di una punta, in particolare in assenza del lavoro in non possesso e della fisicità di Cuadrado e, soprattutto, di Mandzukic. Entrambi i due esterni sembrano essere a disposizione per la prossima gara, e questo sarà un punto sicuramente a favore di un possibile "ritorno" allo schema più offensivo possibile.

Dovesse invece utilizzare il 4-3-3, la compagine torinese si troverà a fronteggiare l'uomo contro uomo degli avversari, con un gran lavoro negli scali richiesto agli attaccanti, ovvero Domenico Berardi, Diego Falcinelli e Matteo Politano. I tre hanno mostrato già una grande disponibilità a livello di corsa, finendo però per ottenere anche un effetto contrario, ovvero un calo piuttosto evidente di lucidità negli ultimi 16 metri. Stesso discorso vale anche per i centrocampisti, i cui inserimenti hanno perso efficacia: un'arma in meno già nota dai tempi di Eusebio Di Francesco, i cui meccanismi non sono stati modificati più di tanto in entrambe le fasi.

I meccanismi del vecchio tecnico, restando invariati, mostrano comunque le stesse problematiche delle scorse annate. Uno dei principali punti deboli restano le marcature dei due difensori centrali sugli sviluppi dei traversoni, quando troppo facilmente la sfera raggiunge la zona attorno al dischetto del rigore. Sulle fasce, inoltre, facilmente le maglie neroverdi si allargano troppo facilmente ed anche per i crossatori avversari la situazione diventa piuttosto semplice: una combinazione di pericolosi elementi che dovrà quantomeno tamponata per contrastare i tanti palloni che i trequartisti campioni d'Italia sanno mettere nel mezzo.

Lazovic ha tutto il tempo del mondo per guardare al centro e servire in mezzo all'area il suo compagno, che si divora l'occasione colpendo la traversa.

Insomma, in ogni caso non sarà una gara semplice per la Juventus di Allegri, che già dopo la sua prima trasferta in bianconero al Mapei toccò quella che resta il punto più basso toccato dal 2014, ovvero quel dodicesimo posto che sembrava aver azzerato le chance di una rincorsa al titolo dei torinesi, che però riuscirono comunque nella clamorosa rimonta. Sono passati però anni, adesso è un altro contesto e, soprattutto, un altro Sassuolo: quali saranno le scelte dell'allenatore di origine toscana per la prossima sfida?