Juve, le insidie del derby

Allegri insisterà sul proprio 4-2-3-1, modulo speculare per Miha. Il rischio è di ripetere la partita dello scorso anno: ritmi e controllo di questi potranno essere decisivi.

Juve, le insidie del derby
Fonte immagine: sports.inquirer.net

Sono passati poco più di quattro mesi da quando Higuain, subentrando dalla panchina, firmò l'ultima beffa ai danni del Torino in un derby giocato allo Stadium. Precedentemente erano stati Pirlo e Cuadrado a rompere un equilibrio che, ultimamente, ha rappresentato una costante negli scorsi derby della mole. Anche quest'anno la Juventus si trova di fronte un avversario che parte quasi alla pari, vuoi per il talento, vuoi per le motivazioni. Si parte sempre da 0-0, sebbene le statistiche di Dybala nelle prime quattro di campionato possano lasciar pensare che i bianconeri domani sera partano con un virtuale gol di vantaggio.

Fonte immagine: Eurosport
Fonte immagine: Eurosport

Il Torino visto nelle prime cinque uscite - tre vittorie e due pareggi, per un soddisfacente bottino di undici punti - è una squadra in grado di mettere in difficoltà la Juventus in primis sul piano del ritmo. I granata hanno gamba, lo hanno dimostrato più volte, ed il loro spregiudicato modulo iper-offensivo permette di innescare gli attaccanti con facilità. Certamente all'Allianz Stadium, Iago Falqué e Niang saranno chiamati anche ad un pesante lavoro di ripiegamento sulle spinte dei terzini, ma Belotti e Ljajic potranno mettere in difficoltà i centrali di Allegri soprattutto se innescati con lanci lunghi verso la profondità o in velocità. Il peso dell'impostazione grava su Baselli, il quale avrà con ogni probabilità anche il compito di raddoppiare su Dybala insieme a Rincon: l'argentino è la minaccia numero uno per la difesa di Mihajlovic, il quale vorrà che i suoi giocatori aggrediscano i portatori di palla bianconeri, come accadrà anche per Pjanic, su cui è chiamato a compiere un lavoro importante Ljajic.

Difficile pensare che il tecnico serbo opti per una tattica conservativa e difensiva, vista l'indole dei suoi: la corsa ed il pressing nella propria metà campo sono le principali armi che il Torino può esercitare per mettere in difficoltà la Juventus, puntando sulla riconquista veloce della palla e alzando i giri del motore lanciando in avanti verso Belotti, maestro nel corpo a corpo con i difensori. Il duello che lo vede fronteggiare Chiellini promette scintille. L'attenzione maggiore, i granata, dovranno riporla sulle corsie, dove la Juventus imposta il gioco passando dai piedi dei terzini e anche da cui arrivano pericoli, come dimostra il gol di Mandzukic contro la Fiorentina.

Fonte immagine: Corriere dello Sport
Fonte immagine: Corriere dello Sport

Massimiliano Allegri ha anticipato che uno tra il croato ed Higuain potrebbe a sorpresa rimanere in panchina. Condizionale d'obbligo, ma le quotazioni di un doppio esterno veloce sono in leggera ascesa: la ragione sarebbe da ricercare anche nella questione del ritmo, oltre che della volontà di schierare una Juventus con maggiori fonti di gioco e in grado di palleggiare più velocemente eludendo il pressing avversario. Una scelta in leggera controtendenza rispetto alle ultime uscite e a quanto mostrato lo scorso anno, ma che rientrerebbe nel piano delle rotazioni annuali.

I bianconeri vorranno ovviamente imporre il proprio gioco, ma di fronte non troveranno una squadra che proverà a chiudere gli spazi come ha fatto la Fiorentina, piuttosto una squadra il cui obiettivo è la riconquista veloce del pallone. Giocare a ritmi elevati con un tuttofare a centrocampo come Matuidi può essere addirittura un vantaggio, visto che lo yo-yo della mediana bianconera è in grado di garantire esplosività e un dinamismo che negli altri anni era mancato. La nuova tendenza potrebbe anche rivelarsi alla lunga vincente, visto che l'obiettivo dei bianconeri è evolversi in tal senso e trovare una nuova dimensione: il derby col Torino è forse il miglior test per indossare questa nuova veste, da valutare ovviamente sul lungo periodo. Tutto sta alle scelte di Allegri, che dovrà decidere se fidarsi dei suoi oppure lanciare i nuovi. Entrambe le scelte comportano un rischio calcolato, ma forse i tempi stanno maturando per cambiare strategia.

Juventus Football Club