Lazio, Klose: "Non sono ancora finito"

L'attaccante saluta la Nazionale, ma non la Lazio. La sua storia, a livello di club, continua e la casacca biancoceleste è ormai una seconda pelle.

Lazio, Klose: "Non sono ancora finito"
Lazio, Klose: "Non sono ancora finito"

Miroslav Klose e la Lazio, ancora per molto tempo. Le primavere non fiaccano il bomber tedesco e l'aquila vola grazie alle sue meraviglie, esempio di umiltà e professionalità. Klose si allaccia gli scarpini e fiatica, come il primo giorno. I ragazzi osservano e annotano, un campione del mondo che non conosce sosta, anzi sbotta quando messo da parte. A quasi 37 anni Klose mantiene con riguardo un motore già sottoposto a tante sollecitazioni, ma sente il bisogno di campo, tanto da lasciarsi andare a qualche esternazione al vetriolo, quando il campo si fa sfuggente. Così a inizio stagione, quando Pioli lancia Djordjevic e Miro siede in panchina, spesso. Lì pensieri cupi, d'addio, a gennaio. Poi l'infortunio di Djordjevic e il ritorno di Klose, risposte a suon di gol, di nuovo sorrisi e pacche sulle spalle. 

"Quando deciderò di smettere, mi prenderò un bel bicchiere di birra e di vino e penserò a quello che ho fatto. Ma non sono ancora finito, ho solo deciso di non allenare quel vecchio cadavere del mio corpo con la nazionale".

L'uomo dei recordo Klose, capace di prendersi il Brasile e di cancellare, del Brasile, una delle icone più grandi, Ronaldo. Ora la maglia della Germania si fa troppo pesante, ma il passato è un museo di trofei e gloria "Ho preso una barca per andare a pesca (sua grande passione, ndr) e sono rimasto da solo. Ho pensato a quante partite ho giocato con la Germania, 137. La somma di queste cifre fa 11, il mio numero di maglia. Ho pensato a questa cosa e sono andato a comunicarla all'allenatore, sa che non tornerò sui miei passi, non l'ho mai fatto".

L'incoronazione giunge da un compagno di squadra, Felipe Anderson, punta di diamante della Lazio di oggi "Klose è importante per la mia crescita: è sempre pronto a darmi consigli, dicendomi che devo credere in me e che posso fare la differenza. È la mia fonte di ispirazione: per un ragazzo come me è un onore giocare al fianco di una leggenda del calcio mondiale come lui. Mi auguro che insieme possiamo fare ancora il bene della Lazio".

Fonte dichiarazioni Gazzetta.it


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