Lazio, Pioli a tutto tondo: "Si è grandi solo se si vince. Vorrei riuscirci con la Lazio"

L'allenatore dei biancocelesti ha parlato della sua esperienza sulla panchina dei laziali, parlando dell'operato estivo della società, delle ambizioni societarie e, soprattutto, personali.

Lazio, Pioli a tutto tondo: "Si è grandi solo se si vince. Vorrei riuscirci con la Lazio"
Pioli a tutto tondo: "Si è grandi solo se si vince. Vorrei riuscirci con la Lazio"

Un inizio di stagione più duro del previsto, con la sconfitta in Supercoppa contro la Juventus e l'eliminazione dalla Champions League che rappresentava il primo obiettivo stagionale della Lazio di Stefano Pioli. Tuttavia, la squadra capitolina ha dimostrato polso e carattere, soprattutto dopo la cinquina subita al San Paolo contro il Napoli che sembrava poter abbattere le ultime certezze dei biancocelesti.

Invece no, la squadra di Pioli ha alzato la testa ed è tornata a macinare gioco e risultati. Cinque vittorie in campionato, 15 punti, ed una posizione a ridosso delle prime della classifica. Serie A, ma non solo: anche in Europa, dopo il pareggio beffa contro il Dnipro, è arrivata la vittoria contro il Saint-Etienne che ha proiettato l'aquila verso un girone di ritorno forse più agevole. 

Tuttavia Pioli non è ancora soddisfatto del suo operato. Per esserlo serve una vittoria, un trofeo, che la scorsa stagione gli è sfuggito di mano per pochi attimi: "I grandi allenatori sono considerati grandi quando cominciano a vincere qualcosa. Se voglio essere considerato grande anche io devo cominciare a vincere qualcosa. E' quello che vorrei fare e con tutto il cuore vorrei riuscirci con la Lazio. Il sogno, l'obiettivo è vincere qualcosa. Potevamo già farlo, non ci siamo riusciti, è stato un peccato. Una grande stagione come quella passata andava completata con una vittoria. E penso la Coppa Italia avevamo dimostrato di poterla meritare. Purtroppo è sfuggita, ma voglio continuare a pensare in grande".

L'ex allenatore del Bologna, intervistato ai microfoni del Corriere dello Sport, ha analizzato i primi turni di campionato, che hanno visto alcune big inciampare spesso: "La classifica sarà giusto guardarla a febbraio, non prima. Gli equilibri ci sono, ci vuole poco tra vincere e perdere una partita. Le squadre forti ci sono e saranno loro ad arrivare nelle prime posizioni. Noi possiamo competere con queste squadre forti. Il Napoli? Era già una squadra forte anche l'anno scorso, come noi aveva mancato i preliminari. Ha grande qualità. Juve, Roma, Napoli e forse Inter hanno qualcosa in più delle altre. Poi ci siamo noi e la Fiorentina. C'è un lotto di squadre di alto livello".

Ci sono state tante polemiche, soprattutto dopo le prime difficoltà stagionali, riguardo il mercato effettuato dalla Lazio. Pioli prova a scagiorare così l'operato della società ed il suo: "Il ruolo dell'allenatore è allenare, ma dare anche indicazioni alla società. Insieme abbiamo scelto di dare continuità alla squadra dell'anno scorso, eravamo sicuri e siamo sicuri che potesse fare meglio. Abbiamo preso giocatori nuovi, giovani, che avevano già dato dimostrazione delle proprie qualità. Certo, se avessimo saputo di giocare il ritorno del preliminare di Champions senza Marchetti, Biglia, Klose e Djordjevic saremmo intervenuti. Ma non si poteva prevedere quello che è successo".

A Roma è stato paragonato ad un grande allenatore della storia della Lazio, Maestrelli, ma Pioli intende guardare con grandissima ammirazione ad un altro collega: "L'allenatore che mi piace di più per come fa giocare la squadra e quello che rappresenta è Guardiola. Il suo calcio mi piace tantissimo. Lo conosco. Grande persona, grande allenatore. Mi piace la sua filosofia, l'identità della squadra. Non mi piacciono gli schemi, il giocatore in campo deve essere libero ma deve sapere che suona in un'orchestra, non è uno sport individuale. Guardiola non dà punti di riferimento, vuole fare la partita e controllarla. Non significa non difendere. Voglio giocatori che prendano iniziativa, quelli di qualità devono entrare in possesso palla più volte nella metà campo offensiva, non nella nostra. L'obiettivo è divertire i nostri tifosi. Non basta giocare bene, ma bisogna accompagnare il gioco con il risultato. Questo fa la differenza. Ma giocare bene significa avere più possibilità di fare risultato".

Infine, sul derby che si avvicina: "Prima del derby e del Rosenborg, però, ci sono cinque partite. Noi volevamo tornare in Europa, ora ci siamo e non ci lamenteremo mai di giocare partite così importanti e ravvicinate. Il derby lo prepareremo al meglio, non ci sono dubbi. L'orario? Credo proprio che lo giocheremo alle 15".


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