Seedorf: la vittoria di Barbara Berlusconi

La scelta di Seedorf sulla panchina rossonera è partita in primis da Lady B. La famiglia Berlusconi è da sempre primo sponsor dell’olandese. Per Galliani è la prima sconfitta.

Seedorf: la vittoria di Barbara Berlusconi
Seedorf: la vittoria di Barbara Berlusconi

Due teste. Un solo corpo. Il ruolo di amministratore delegato del Milan è simile a un siamese o a una strana creatura mitologica. Un’unica mansione. Due cervelli pensanti con idee diverse. E’ soltanto questione di tempo: prima o poi una delle due teste prenderà il sopravvento e mangierà l’altra. Da un lato del ring Adriano Galliani. Dall’altro lato Barbara Berlusconi e la sua numerosa famiglia. L’esonero di Allegri è soltanto il primo round di una partita senza esclusione di colpi destinata a continuare anche in futuro.

Barbara Berlusconi ha vinto il primo round senza troppe difficoltà, riuscendo a mettere Clarence Seedorf sulla panchina rossonera. Galliani avrebbe preferito la soluzione Inzaghi come traghettatore fino a maggio o al massimo la coppia Galli-Tassotti. Niente da fare: il volere presidenziale è inconfutabile. L’approdo dell’olandese sulla panchina rossonera è previsto per giovedì, all’indomani della delicata sfida contro lo Spezia, valevole per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Clarence dovrebbe poi presentarsi alla stampa sabato pomeriggio nella conferenza della vigilia di Milan-Hellas Verona.

Trasformare un ruolo così importante come l’amministratore delegato in una vera e propria faida tra fazioni opposte ha un solo risultato a lungo termine: il male del Milan. Dopo tanti proclami e promesse, è il momento di agire sul mercato in maniera decisa, perché Seedorf non può e non deve bastare. Che il mercato di gennaio del Milan non ci riservi grandissime sorprese, si è già capito a partire dagli obiettivi ormai sfumati, D’Ambrosio e Nainggolan su tutti. Serve un’opera di pianificazione seria. Remare dalla stessa parte, per potare il vascello rossonero verso un porto sicuro. Serve unità d’intenti. Serve trasformare il ring in un prato fiorito dove regni la serenità e la felicità.

E per fare questo è necessario ripartire da zero, eliminare ogni scoria del tempo andato. Se il Milan dev’essere nuovo, lo sia davvero e completamente senza retaggi del passato. Via Allegri, via Tassotti a giugno e spazio al nuovo staff tecnico. Stam e Crespo sono pronti a riabbracciare la causa rossonera. Magari da giugno. O forse già a partire da questo mese. Questo conta poco. Ciò che i tifosi rossoneri esigono è evitare altre figuracce in una stagione davvero maledetta. Solo il futuro ci dirà se l’esonero di Allegri avrà fatto bene al club rossonero o meno. Chi vuol esser lieto, sia. Di doman non c’è certezza.

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