Di cosa ha bisogno questo Milan?

L'accoglienza a Casa Milan e il primo allenamento sotto la guida di mister Pippo Inzaghi. La stagione del Milan inizia da qui, ma cosa manca ai rossoneri per tornare grandi?

Di cosa ha bisogno questo Milan?
Filippo Inzaghi, neo allenatore del Milan, a colloquio con i suoi nuovi giocatori

"La priorità del Milan è tornare in Champions League, ci manca di già questa competizione", parole queste di Adriano Galliani. L'ad rossonero ha ben chiaro l'obiettivo stagionale della squadra di via Aldo Rossi: rientrare tra le prime tre in classifica e tornare a giocare nell'Europa che conta. Purtroppo, le parole devono essere seguite dai fatti e in questi anni in casa Milan questo è aspetto è stato troppo spesso accantonato. I presupposti per ripartire, però, questa volta sembrano esserci: molti parlano di un Berlusconi che ha ritrovato la voglia di spendere tempo (e denaro) nel Milan e c'è un nuovo allenatore, un certo Pippo Inzaghi, che sa benissimo cosa vuol dire fare parte di un club come quello rossonero e ha già avvertito i giocatori dicendo che "con me gioca solo chi è in forma".

Quello che è mancato al Milan nell'anno appena conclusosi è stata una rosa competitiva che fosse in grado di lottare alla pari con squadre come Napoli, Roma e, soprattutto, Juventus e che ha spesso arrancato anche contro le più piccole. Pietra miliare del progetto di rinascita del diavolo deve essere allora necessariamente il calciomercato. La società sembra attiva e, anzi, le notizie di mercato trovano sempre il modo di inserire il Milan nelle più svariate trattative. Ad oggi il Milan ha fatto rientrare alla base alcuni giocatori dai vari prestiti in giro per l'Europa e l'Italia e alcuni di essi sono già stati rigirati ad altre squadre, (vedi Matri al Genoa o Nocerino al Torino) ha riscattato poche ore fa dal Valencia il difensore Rami e ha acquistato dal PSG il difensore Alex e l'ala Jeremy Menez e dal Cagliari il portiere Agazzi. Per ora un mercato da sufficienza piena, condito da un forte attivismo in uscita per sfoltire la rosa e soprattutto il monte-ingaggi e che ha visto svestire la maglia rossonera la bandiera Ricardo Kakà che concluderà la sua grandiosa carriera prima al San Paolo e poi in MLS.

Ma cosa manca al Milan per tornare grande? Si sa che nelle finestre estive di calciomercato si rincorrono tantissimi nomi, alcuni solo per vendere qualche copia in più dei giornali, altri perchè fondati su trattive reali; secondo molti il Milan starebbe ancora monitorando Iturbe del Verona, gareggiando soprattutto contro la Juventus a colpi di milioni, ma davvero avrebbe senso spendere 28 mln per l'esterno offensivo paraguaino? Vale davvero tutti questi soldi? Consideriamo che un attaccante come Mario Mandžukić è stato venduto per 6 mln in meno... Sicuramente il Milan sta cercando un esterno d'attacco da affiancare a El Shaarawy e (forse) a Balotelli. Gli altri nomi che circolano sono quelli di Lavezzi e Cerci: il prezzo del primo è lievitato in concomitanza con la scalata mondiale dell'Argentina e l'ingaggio è abbastanza pesante per le casse rossonere mentre per il secondo bisogna convincere Cairo che ha sfidato il Milan dicendo: "devono ricordarsi che il Torino fa le coppe l'anno prossimo, loro no". I due giocatori, facendo due conti, non dovrebbero muoversi con un offerta inferiore ai 20 mln. Sorge dunque una domanda: e Taarabt? Il talento marocchino, che tanto bene aveva fatto nella sua mezza stagione a Milano, non è forse stato scaricato troppo velocemente? Soprattutto pensando che il suo riscatto era fissato sui 7,5 mln, lasciando spazio e budget per altri colpi.

Non è solo l'attacco infatti il problema del Milan. L'assenza forzata per infortunio di Montolivo obbliga alla ricerca di un sostituto anche se Inzaghi sembra puntare forte sul classe '95 Cristante. I nomi che sono stati accostati sono tutt'altro che entusiasmanti: Cigarini, Banega, Romulo e altri. Al Milan serve un grande centrocampista, capace di fare gioco e dare geometrie al gioco accompagnato dai muscoli di De Jong e dalla corsa di Andrea Poli (riscattato e tutto rossonero). Pescare magari qualche giovane dall'Eredivisie olandese o strappare a prezzo di saldo qualche campione in esubero in un top club? Non sarebbe la prima volta per Adriano Galliani... E lì dietro? Due nomi non danno assolutamente certezze: Abbiati e Abate. Il primo è da ringraziare per tutti gli anni al servizio della maglia e della causa ma sembra giunta l'ora di rilegarlo a secondo (magari di Ochoa?) visto il drastico calo fisico e di prestazioni, il secondo si è dimostrato inadatto, nel club e in nazionale, e se è vero che il PSG offre 8/10 mln prenoterei un viaggio solo andata per Parigi. Per completare il pacchetto difensivo sarebbe perfetto un terzino come l'ivoriano Serge Aurier del Tolosa o il croato del Genoa Vrsaljko che tanto bene hanno fatto al Mondiale, oppure il nostrano Davide Santon (che costa però). La mia formazione tipo sarebbe: Ochoa (svincolato), De Sciglio, Rami, Alex, Aurier (Tolosa), De Jong, Poli, Maher (PSV), El Shaarawy, Balotelli, Taarabt (QPR). 

Il Milan, per ripartire e tornare grande, ha bisogno di certezze ma anche di giovani talentuosi pronti a esplodere. L'anno appena passato è stato troppo caratterizzato da giocatori mediocri e non all'altezza e da una disorganizzazione di squadra, di gioco e di mentalità. Per andare in Champions bisogna spendere, il Milan deve fare un grande mercato per fare il Milan. 

AC Milan