Cerci, da grande desiderato ad emarginato

Alessio Cerci è stato a lungo inseguito dal Milan e da Inzaghi. Arrivato finalmente in rossonero a Gennaio, in soli sei mesi è finito nella lista dei possibili partenti.

Cerci, da grande desiderato ad emarginato
Alessio Cerci, dopo solo sei mesi, non è più indispensabile per il Milan del futuro

Dalle stelle alle stalle, il percorso a volte può essere così veloce che nemmeno ci si accorge di quello che sta accadendo. Le vicende calcistiche di Alessio Cerci, da circa un anno, potrebbero essere ben riassunte in questo modo.

L'estate scorsa il Torino e Urbano Cairo facevano i conti con offerte e interessamenti continui per il loro esterno d'attacco. Dall'Italia e dall'Europa le pretendenti non mancavano e l'asta per aggiudicarsi il mancino scuol Roma era dietro l'angolo. Fra tutti, alla fine, la spuntò l'Atletico Madrid del Cholo Simeone. Reduce dal titolo in Liga e dalla finale di Champions League a Lisbona, voglioso di confermarsi. Chi rimaneva al palo era il Milan che a lungo si era interessato a Cerci. Il destino, però, sembrava voler aiutare Galliani. Primi mesi complicati per l'ex granata a Marid e di Torres a Milano ed ecco così l'idea di uno scambio di prestiti per accontentare tutti. Inzaghi poteva finalmente contare su uno dei giocatori richiesti già in estate per il suo Milan. Entusiasmo e grandi propositi riempivano le giornate a Milanello.

Sono passati sei mesi, ma a dire il vero sembra essere stato molto di più. Anche al Milan per Cerci più panchine che gol e soddisfazioni. La sensazione crescente è che il Milan non lo ritenga più così indispensabile. Cerci, dal canto suo, su Twitter dice convinto che il Milan è la sua priorità. Resta da capire se anche per il club di Via Aldo Rossi ci sia la stessa linea di pensiero.

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