Milan, tornano gli investimenti, ma mancano qualità e personalità a centrocampo

Il mercato estivo del Milan si è chiuso senza il colpo finale che in molti speravano arrivasse da parte di Galliani. Molti i milioni spesi, la sensazione è che qualcosa, però, manchi.

Milan, tornano gli investimenti, ma mancano qualità e personalità a centrocampo
Adriano Galliani, a.d. del Milan

Meglio partire dai dati oggettivi, prima di addentrarsi in quelle che sono le valutazioni che, per loro natura, sono più soggettive e quindi più semplici da mettere in discussione e criticare. Il Milan è tornato a spendere cifre importanti sul mercato dopo che nelle ultime stagioni si vivacchiava in attesa degli ultimi giorni di mercato e dei relativi saldi. Il mercato del Milan è partito in sinergia con Nelio Lucas e la Doyen Sports per poi finire a braccetto con i nomi ben più conosciuti di Mino Raiola ed Enrico Preziosi.

Fino a qui quello che è sotto gli occhi di tutti, dati incontrovertibili e netti. Da qui in avanti ampio spazio perchè ognuno dica la propria. Ci proviamo anche noi. I movimenti, a livello numerico, sono stati numerosi, tra chi ha esaurito il proprio rapporto con il Milan, chi non è stato riscattato da un prestito e chi è stato ceduto per motivi tecnici e di bilancio, anche se la prima ipotesi è quella da considerare con più attenzione. Perchè in questa sessione estiva di mercato appena finita il Milan non ha più usato il bilancino. Alla fine il rosso è di 70 milioni, Berlusconi è tornato a permettere a Galliani di spendere anche cifre importanti. Non sempre però è sufficiente spendere per vincere. Se l'equazione fosse vincente Psg e City dovrebbero dominare in lungo e in largo. Non lo fanno, invece, perchè non basta. O meglio è condizione necessaria, investire, ma non sufficiente, per vincere. Servono anche giocatori funzionali ad un'idea, ad un progetto da portare avanti in totale sintonia con il proprio allenatore. A costo di inciampare nel percorso, certi che si sarà ripagati alla fine per lo sforzo messo in campo. Al Milan evidentemente pensano di avere le carte in regola, il terzo posto come obiettivo è passato un po' sulla bocca di tutti, magari non dichiarato apertamente, ma intuibile fra le righe di certe dichiarazioni.

La porta è rimasta invariata e d'altra parte l'anno scorso era quella che aveva creato meno problemi. La difesa ha visto partenze e arrivi, con Ely e Romagnoli, giovani di belle speranze, che fanno pensare ad un progetto a medio lungo termine per loro. L'attacco è stato rivoltato e il duo Bacca-Luiz Adriano ha mostrato di saperci fare in area di rigore. Ben vengano perchè i loro gol potrebbero raffreddare diverse situazioni bollenti per Mihajlovic. Resta il centrocampo. Il discorso che serve in questo caso non può che essere un po' più ampio. Nel momento in cui il Milan ha scelto di rinnovare il contratto a De Jong si è capito che davanti alla difesa non si vuole un regista. Scelta discutibile, ma pur sempre scelta, quindi da cercare di capire. Evidentemente si pensa che la qualità si possa spostare ai lati del vertice basso del centrocampo senza per questo perdere in qualità ed efficacia. In quella zona sono arrivati Josè Mauri, Kucka e Bertolacci, se basteranno solo il campo potrà dirlo. La sensazione, in ogni caso, è che un uomo dal profilo internazionale, quindi in questo momento diverso da quello di chi c'è a disposizione, sarebbe stato utile se non fondamentale. Profilo internazionale sia a livello di qualità che di personalità. Due elementi mancati al Milan delle ultime stagioni, assieme ad un centrocampo di livello e che hanno portato un certo tipo di risultati. Molti tifosi pensano che anche quest'anno non si sia risolto il problema, ma solo cercato di oscurarlo con qualche bella toppa. A Mihajlovic i migliori auguri per far ricredere i tanti scettici. Non sarà impresa facile.