Tra soddisfazione e vecchi fantasmi, il Milan vince a Udine, ma bisogna ancora crescere

La partita contro l'Udinese di Stefano Colantuono ha messo in mostra un Milan molto diverso tra primo e secondo tempo. Ottimo nei primi 45 minuti, decisamente peggio nella ripresa.

Tra soddisfazione e vecchi fantasmi, il Milan vince a Udine, ma bisogna ancora crescere
Sinisa Mihajlovic, un Milan a due facce nella notte del Friuli

Chiuso il primo ciclo di 5 partite in campionato si possono cominciare a tirare le prime somme sul Milan di Sinisa Mihajlovic. Le prossime cinque gare potrebbero confermare o smentire queste prime sensazioni, ma intanto è giusto concentrarci sul presente. Che dice 9 punti in classifica, 3 vittorie e 2 sconfitte come ruolino di marcia dei rossoneri.

Gli ultimi tre punti sono stati conquistati ieri sera contro l'Udinese di Stefano Colantuono. Una partita strana obiettivamente, in cui è successo che entrambe le squadre dominassero l'avversario per un tempo, soffrendo maledettamente nell'altro. La differenza, semplificando, potrebbe essere che il Milan ha fatto tre gol su tre tiri in porta, l'Udinese due e senza Diego Lopez avrebbe potuto anche pareggiare. Sinisa Mihajlovic ovviamente non può che essere soddisfatto a metà. Il primo tempo del Milan è stato però impressionante, se si pensa a quello che erano i rossoneri nella scorsa stagione. Squadra corta e compatta, palla che si muove veloce fra i piedi dei giocatori, spazi occupati con i tempi giusti da tutti gli undici in campo. Se tutto questo succede dopo appena cinque partite non si può che essere indotti all'ottimismo rispetto al lavoro che il serbo sta portando avanti a Milanello. Montolivo davanti alla difesa sembra imprescindibile oggi, De Jong se la cava bene da mezzala (non significa che possa farlo sempre, ma ieri sera si è disimpegnato senza problemi in quella zona del campo), Balotelli segna su calcio di punizione, non una novità, ma riesce anche a rimanere nella partita con la testa, senza comportamenti dannosi per i compagni. Appunti che Mihajlovic avrà segnato per bene, così come tutto il secondo tempo, in cui nulla è funzionato. Il Milan è tornato indietro nel tempo agli ultimi campionati. Impaurito, chiuso nella propria area di rigore, poca gestione della palla, poco movimento e tante azioni buttate via con il solo scopo di perdere tempo e aspettare la fine della gara. A maggior ragione avanti di tre gol, ma in generale per tornare grandi non si può gestire in questo modo una qualsiasi partita.

Senza stare a guardare le avversarie del calendario il prossimo ciclo di cinque partite risulta comunque importante e interessante da osservare. Sia a livello di singoli che di squadra, per le scelte che farà Mihajlovic e per quello che il Milan saprà mettere in campo. Intanto una cosa è certa. Dall'esordio di Firenze a Udine parecchie cose sembrano già essere diverse e cambiate.


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