Reti bianche fra Milan e Fiorentina, parlano Montella e Bonaventura

Il tecnico rossonero e la mezzala commentano il pari del Franchi nel posticipo: pareggio 0-0 ed occasione persa.

Reti bianche fra Milan e Fiorentina, parlano Montella e Bonaventura
Sfida 1 contro 1 fra De Sciglio e Bernardeschi nel match. | Google.

Il Milan, prima della partita di oggi, poteva chiudere la giornata al terzo posto.Sarà per un'altra volta: pareggio 0-0 fra le polemiche arbitrali per alcune scelte del signor Orsato e una grossa chance persa ma comunque, trattandosi di una trasferta contro la Fiorentina, di un risultato più che accettabile. I rossoneri hanno comunque dimostrato ancora una volta, schierando una squadra fra l'altro abbastanza giovane, di poter fare male a chiunque specie se entrano in campo con maggiore concentrazione come fatto nel secondo tempo.

E ha voluto parlare a Sky Sport Vincenzo Montella, allenatore dei rossoneri, su questa gara così complicata, soprattutto sotto il profilo arbitrale, con un rigore richiesto ma non ottenuto dagli ospiti: "Nelle partite si è sempre coinvolti, è stato un episodio e non mi piace commentarlo: basta con questa cultura del sospetto, un errore ci può stare e non possiamo stare ogni volta a commentarli". Il colloquio con Renzi: niente di rilevante... "È venuto a salutarci, mi ha fatto piacere. Era nel corridoio e ha saluto le due squadre per par condicio".

Finalmente si parla di calcio giocato, parlando della partita, giocata a due facce: "Abbiamo concesso campo alla Fiorentina nel primo tempo, la squadra in questo senso poteva fare di più. La partita nel secondo tempo è stata più veloce e abbiamo creato situazioni nitide. Abbiamo superato bene l'esame, ora dobbiamo imparare a farne altri".

L'incontro, dopo tanto tempo, con Della Valle finalmente avviene (e va bene): "L'altra volta bon c'era stato modo, ci eravamo lasciati con delle incomprensioni. Oggi mi ha mandato a chiamare ed è stato bello, è una persona con cui sono stato bene e che rispetto. Spero possa succedere anche con il fratello Diego, ho sempre rispettato la Fiorentina".

La motivazione che bisogna dare alla squadra qual è? "Deve crescere anche di autostima, sono troppi anni che questa squadra non riesce a esprimersi al meglio e deve reimparare a farlo. Sono contento che questa squadra segua un'idea e si aiuti in campo. Possiamo toglierci ancora delle soddisfazioni. Kucka, ad esempio, è unico nella nostra rosa, ci garantisce anche temperamento. Abbiamo anche tanti giovani che possono ancora crescere. Il Milan deve avere l'ambizione di guardare in alto. La concorrenza è agguerrita, ma dobbiamo crederci".

E le parole di Niang rilasciate in precedenza sono una bella sorpresa anche per l'allenatore: "Ha dimostrato una maturità importante, ho letto l'intervista e sono rimasto colpito. Ho visto un ragazzo più maturo dell'età che ha. Ora deve mettere in pratica quello che ha, ma già che lo riconosca è una buona base di partenza".

E ha parlato anche Bonaventura a Premium, protagonista in campo, partendo dal mancato cinismo della sua squadra: "Ci è mancato il cinismo, abbiamo fatto una buona partita, abbiamo avuto buone chance ma non abbiamo sbloccato un risultato. Venire a giocare qua non è facile, la squadra si è mossa bene ed era la terza partita in una settimana. Nel secondo tempo ci è mancata lucidità per affondare il colpo".

La posizione: il calciatore è duttile e disposto a fare tutto... "Sicuramente quando si gioco in mezzo al campo come oggi devo essere più attento a far girare la squadra e a dare la palla agli attaccanti. Mi piace e farlo con Montella è divertente perché tocco tanto la palla e sono felice di quello che mi chiede il mister. Certo quando gioco avanti posso fare l’ultimo passaggio, un dribbling o un tiro ma non conta la posizione, ma fare ciò che la squadra richiede".

I movimenti delle mezzali oggi hanno abbassato eccessivamente il baricentro rossonero? Non necessariamente, è questione di tattica: "A volte noi centrocampisti ci abbassiamo per creare superiorità numerica contro i loro attaccanti. E’ ovvio che dunque non siamo in posizione avanzata, ma ci pensano gli attaccanti a fare le giocate in avanti, e comunque i terzini devono salire. L’importante è avere superiorità numerica e poi se riusciamo ad avanzare noi centrocampisti possiamo inserirci e fare male".

E concludiamo sempre con questo discorso, con le possibili soluzioni del caso: "Penso che dobbiamo riuscire ad essere più aggressivi in avanti anche per aiutare i difensori, magari per far correre pure loro in avanti. Non è facile fare questo contro la Fiorentina, è probabile che durante la partita si resti un po’ più bassi ma quando possiamo dobbiamo essere in grado di essere ancora aggressivi in avanti".

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